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Tumori

Cancro e tumori: Gli studi sugli omega 3 e sue applicazioni

Tutti gli studi e le applicazioni degli Omega-3 per cancro e tumori. Scopri i vantaggi e i benefici delle sostanze naturali come gli Omega-3 sul corpo.

  • Pesce, omega-3 e vitamine riducono l'incidenza di linfomi non Hodgkin fino al 60%

    Una ricerca internazionale scopre che un'alimentazione ricca degli Omega-3 presenti nel pesce grasso e delle vitamine contenute in frutta e verdura riduce il rischio di sviluppare un linfoma di tipo non Hodgkin del 60%. I primi indizi del ruolo protettivo di questi nutrienti nei confronti di questo tipo di tumore provengono da uno studio condotto in collaborazione da ricercatori svedesi, danesi e statunitensi pubblicato sull'American Journal of Epidemiology1. La ricerca ha portato ad ipotizzare che l'azione antinfiammatoria degli Omega-3 possa aiutare a ridurre la probabilità di sviluppare questo tumore. L'importanza dell'alimentazione nella lotta contro il cancro Da quando, a partire dagli anni '70 del secolo scorso, sono stati scoperti i primi benefici degli Omega-3 di origine alimentare per la salute del sistema cardiovascolare, molte ricerche hanno svelato l'azione protettiva di questi acidi grassi nei confronti di altri organi e tessuti. Fra le patologie contrastare da questi nutrienti sono incluse diverse forme di cancro, da quello al colon retto a quelli al seno e alla prostata. Lo studio pubblicato sull'American Journal of Epidemiology si è concentrato sui linfomi di tipo non-Hodgkin. Questi sono delle forme tumorali che colpiscono il sistema linfatico e che includono una trentina di tipi di tumori differenti. L'analisi dei dati relativi alle abitudini alimentari di 591 pazienti affetti da linfoma non-Hodgkin e di 460 individui sani ha svelato che il consumo di pesce e di acidi grassi Omega-3 è associato a un minor rischio di sviluppare un tumore appartenente a questa classe. Scendendo più nel dettaglio dei diversi tipi di linfoma non-Hodgkin, i ricercatori hanno osservato che l'effetto del consumo di pesce e di Omega-3 è maggiore per alcune varianti specifiche di questo tumore. Quanto pesce serve per proteggersi? Secondo gli autori della ricerca, guidati da Ellen Chang del Northern California Cancer Center (Fremont, Stati Uniti), un'assunzione media di 0,8 grammi al giorno degli acidi grassi Omega-3 contenuti nel pesce riduce l'incidenza delle diverse forme di linfoma considerate di una quota variabile tra il 20 e il 60%. Dallo studio è, inoltre, emerso che il rischio di sviluppare questo tipo di tumore si riduce del 30-50% se gli Omega-3 vengono assunti sotto forma di integratori alimentari. L'importanza del beta-carotene e della vitamina E Nella stessa ricerca gli scienziati hanno osservato che gli individui che consumano le dosi più elevate di beta-carotene (4,4 microgrammi al giorno), sono esposti a un rischio di linfoma minore del 40% rispetto a chi ne assume le quantità più basse (1,2 microgrammi al giorno). In modo simile, un apporto di vitamina E pari a 9,8 milligrammi al giorno riduce la probabilità di sviluppare un linfoma non-Hodgkin del 60% rispetto al rischio corso da chi ne consuma solo 5 milligrammi al giorno. Sia frutta e verdura, ricche di vitamine dal potere antiossidante, sia il pesce grasso ricco di Omega-3 rappresentano degli utili alleati nella protezione dell'organismo da questo tipo di tumore. Fonte 1. Chang ET, Bälter KM, Torrång A, Smedby KE, Melbye M, Sundström C, Glimelius B, Adami HO, “Nutrient intake and risk of non-Hodgkin's lymphoma”, Am J Epidemiol. 2006 Dec 15;164(12):1222-32. Epub 2006 Sep 27


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  • Il rischio di cancro al colon dipende dall'interazione tra gli Omega-3 e i geni dell'infiammazione

    Gli Omega-3 riducono il rischio di cancro al colon retto interagendo con i geni che controllano l'infiammazione. Un gruppo di ricercatori guidati da Nina Habermann del National Center for Tumor Diseases di Heidelberg (Germania) ha dimostrato l'esistenza di questa interazione. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Genes and Nutrition1. Gli autori della ricerca hanno individuato in coloro che consumano basse quantità di cibi ricchi di Omega-3 maggiori probabilità di sviluppare questo tumore se sono presenti geni che aumentano i livelli di molecole proinfiammatorie. Il ruolo degli Omega-3 nell'infiammazione Gli acidi grassi polinsaturi sono un gruppo di nutrienti cui appartengono sia gli Omega-3 sia gli Omega-6. Vengono trasformati dall'organismo in prostaglandine e leucotrieni, molecole che controllano i fenomeni infiammatori. In genere l'effetto delle sostanze prodotte a partire dagli Omega-6 è totalmente opposto a quello delle molecole ottenute dagli Omega-3: mentre le prime stimolano l'infiammazione, le seconde ne riducono i livelli. Diversi studi hanno dimostrato che l'assunzione di Omega-3 riduce l'infiammazione, contribuendo a contrastare diversi disturbi associati a questo fenomeno. Fra questi vi è anche il cancro al colon retto, una forma di tumore associata anche a malattie infiammatorie intestinali come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn. L'incidenza di questo tipo di cancro è significativamente inferiore nelle popolazioni che mangiano elevate quantità di pesce ricco di Omega-32. Non solo: l'assunzione di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), i 2 più importanti Omega-3 contenuti nell'olio di pesce, diminuisce la formazione e la proliferazione dei polipi precancerosi3,4. Data l'esistenza di questi legami tra Omega-3, infiammazione e cancro al colon, Habermann e colleghi hanno ipotizzato che consumare elevate quantità di pesce ricco di Omega-3 possa ridurre il rischio di cancro al colon retto in chi possiede geni la cui attività aumenta i livelli di molecole pro-nfiammatorie. Geni che promuovono l'infiammazione I ricercatori hanno confrontato i geni presenti in 1.574 individui affetti da cancro al colon e 791 pazienti con cancro al retto con quelli presenti in soggetti non affetti da questo tumore. E' stato così scoperto che assumere bassi livelli di Omega-3 aumenta il rischio di cancro se sono presenti le varianti dei geni PTGS1, PTGS2 e ALOX15 che portano alla produzione di livelli più elevati di prostaglandine e leucotrieni. In particolare, il rischio di cancro è maggiore per chi è portatore di questa variante di PTGS1 e assume bassi livelli di DHA. In modo simile, il tumore è più frequente se chi presenta la forma di ALOX15 che aumenta l'infiammazione assume poco EPA. Sulla base di questi risultati i ricercatori hanno concluso che la combinazione fra i livelli di Omega-3 e le varianti dei geni presenti nell'organismo può determinare il rischio di sviluppare il cancro al colon.                   Fonti 1. Habermann N, Ulrich CM, Lundgreen A, Makar KW, Poole EM, Caan B, Kulmacz R, Whitton J, Galbraith R, Potter JD, Slattery ML, “PTGS1, PTGS2, ALOX5, ALOX12, ALOX15, and FLAP SNPs: interaction with fatty acids in colon cancer and rectal cancer”, Genes Nutr. 2012 Jun 8. [Epub ahead of print] 2. Schloss I, Kidd MS, Tichelaar HY, Young GO, O'Keefe SJ, “Dietary factors associated with a low risk of colon cancer in coloured west coast fishermen”, S Afr Med J. 1997 Feb;87(2):152-8 3. Anti M, Marra G, Armelao F, Bartoli GM, Ficarelli R, Percesepe A, De Vitis I, Maria G, Sofo L, Rapaccini GL, et al, “Effect of omega-3 fatty acids on rectal mucosal cell proliferation in subjects at risk for colon cancer”, Gastroenterology. 1992 Sep;103(3):883-91. 4. Huang YC, Jessup JM, Forse RA, Flickner S, Pleskow D, Anastopoulos HT, Ritter V, Blackburn GL, “n-3 fatty acids decrease colonic epithelial cell proliferation in high-risk bowel mucosa”, Lipids. 1996 Mar;31 Suppl:S313-7


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  • Tumore al seno, scoperto il meccanismo di protezione attivato dagli Omega-3

    Scoperto il meccanismo molecolare grazie al quale l'Omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) inibisce la crescita e la diffusione delle cellule di tumore al seno. Grazie a uno studio condotto su cellule umane, i ricercatori dell'UT Health Science Center di San Antonio (Stati Uniti) hanno svelato che questo nutriente blocca l'espressione dell piccola molecola miR-21, coinvolta nella crescita del tumore nonché nella formazione di metastasi. La ricerca è stata pubblicata sulle pagine della rivista Carcinogenesis1. Gli Omega-3, preziosi alleati contro il cancro Le potenzialità degli Omega-3 per il trattamento del cancro (prevenzione, terapia, inibizione della crescita, diffusione) sono state evidenziate da molti studi. Ad esempio è stato scoperto che un'alimentazione ricca di questi nutrienti riduce l'insorgenza dei tumori. In combinazione con le terapie tradizionali, gli Omega-3 consentono di: aumentare l'efficacia delle terapie stesse; ridurre la tossicità dei trattamenti; limitare la crescita del tumore; contrastare la formazione di metastasi. Il punto cruciale sembra essere il bilancio tra gli Omega-3 e gli Omega-6, altri importanti acidi grassi: più il rapporto tra le loro concentrazioni è sbilanciato a favore degli Omega-3, maggiore è il loro effetto protettivo nei confronti del cancro. Fra i meccanismi alla base dell'azione degli Omega-3 nei confronti del cancro c'è l'aumento della sensibilità delle cellule tumorali all'azione dei radicali liberi, molecole tossiche generate da alcuni chemioterapici e dalla radioterapia. Inoltre è stato dimostrato che gli Omega-3 compromettono la capacità delle cellule cancerose di aderire alle membrane e di attraversarle, funzioni indispensabili per la formazione delle metastasi. Cancro al seno: un caso particolare Gli Omega-3 si sono rivelati efficaci verso le seguenti forme tumorali: cancro al colon cancro alla prostata cancro al seno Nel caso del cancro al seno, è stato dimostrato che una carenza di Omega-3 aumenta la probabilità di sviluppare metastasi, mentre un'alimentazione ricca di questi acidi grassi può ridurne le dimensioni. Pochi studi sono, però, riusciti a gettare luce sui meccanismi molecolari scatenati da questi nutrienti nelle cellule tumorali. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che tra i bersagli di questi acidi grassi ci siano delle molecole che regolano l'espressione dei geni: i cosiddetti micro-RNA. L'ipotesi è stata confermata dagli studiosi dell'UT Health Science Center, che hanno dimostrato che il DHA inibisce l'espressione del micro-RNA miR-21 nelle cellule di tumore al seno. Nel loro studio i ricercatori hanno spiegato che la crescita e la formazione di metastasi a partire dal cancro al seno è associata all'aumento delle concentrazioni di miR-21. Questo a sua volta agisce su una serie di molecole note per il loro coinvolgimento nella formazione dei tumori, arrivando a stimolare l'attività del gene CSF-1, un potente attivatore della proliferazione del cancro e della formazione delle metastasi. Il DHA riduce i livelli di miR-21 e blocca l'attività di CSF-1. I risultati ottenuti somministrando il DHA alle cellule sono stati confermati alimentando dei topi con olio di pesce, nota fonte di Omega-3. Anche in questo caso è stata osservata una riduzione sia dei livelli di miR-21 sia di quelli di CSF-1. In base a questi risultati, i ricercatori hanno concluso che l'efficacia dell'olio di pesce e del DHA in esso contenuto passa attraverso il blocco di miR-21, che porta alla riduzione dell'espressione di CSF-1.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Mandal CC, Ghosh-Choudhury T, Dey N, Ghosh Choudhury G, Ghosh-Choudhury N, “miR-21 is Targeted By Omega-3 Polyunsaturated Fatty Acid to Regulate Breast Tumor CSF-1 Expression”, Carcinogenesis. 2012 Jun 7.


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  • Tumore al seno: gli epossidi bloccano le metastasi

    Gli epossidi sono molecole ottenute dagli Omega-3 che contrastano la formazione delle metastasi di tumore al seno, bloccando i movimenti dell cellule di cancro alla mammella. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Sydney (Australia), guidati dal dottor Micheal Murray. I risultati di questi studi sono stati anticipati dall'ufficio comunicazione dell'ateneo1. Benefici degli Omega-3 per la salute Gli Omega-3 sono acidi grassi abbondanti soprattutto nei pesci, come salmone, sgombro e tonno. Anni di ricerche dimostrano che questi nutrienti sono in grado di ridurre sia l'infiammazione sia il rischio di sviluppare patologie croniche, come le malattie cardiovascolari e l'artrite. Prevenire i tumori con gli Omega-3 Diversi studi evidenziano come questi acidi grassi proteggono da alcune forme tumorali. Oltre al cancro al seno, mangiare pesce ricco di tali nutrienti consente di ridurre l'incidenza di: cancro al colon cancro alla prostata Associare il consumo di questi stessi nutrienti a chemio- o radioterapia consente poi di aumentare l'efficacia delle cure. Murray ha dichiarato che questi risultati hanno "convinto" molte persone a consumare pesci ricchi di Omega-3 per prevenire l'insorgere dei tumori. Metastasi cancro al seno: una nuova speranza Prevenire la formazione del tumore è solo uno dei diversi aspetti della lotta contro il cancro. Un altro punto fondamentale è cercare di capire come impedire la formazione di metastasi, ovvero l'espansione del tumore in zone dell'organismo diverse da quella già colpita dalla neoplasia. Questo processo richiede che le cellule tumorali siano in grado di muoversi e di aderire alle membrane: studi precedenti indicano che gli Omega-3 inibiscono quest'ultima capacità. Questi acidi grassi interferiscono altresì con l'attività delle molecole che permettono agli elementi cancerosi di attraversare le membrane. Azione antimetastasi degli Omega-3 Murray e colleghi hanno approfondito ulteriormente la conoscenza dell'attività antimetastatica degli Omega-3. Hanno dimostrato la capacità degli epossidi, molecole prodotte dall'organismo proprio a partire da questi nutrienti, di contrastare i movimenti delle cellule tumorali. I loro esperimenti sono stati condotti su tessuti prelevati da tumore al seno, una forma di cancro in cui la formazione delle metastasi è uno dei rischi principali per la vita delle pazienti. Murray ha illustrato il duale obiettivo a breve termine della ricerca: velocizzare lo sviluppo di farmaci antimetastatici da epossidi Omega-3; testare la loro reale efficacia. Lo scopo finale dei ricercatori è tuttavia ottenere una classe totalmente nuova di molecole, studiate appositamente per inibire la diffusione delle masse tumorali.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. http://sydney.edu.au/news/84.html?newsstoryid=8997


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  • Salute della donna: Omega-3 per prevenire i polipi al colon

    Gli acidi grassi Omega-3 si rivelano ancora importanti alleati per il benessere della donna: mangiare pesce, cibo ricco di questi nutrienti, aiuta infatti a prevenire l'insorgenza del polipo al colon. Lo rivela una ricerca condotta dall'equipe del dottor Harvey J Murff, pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition. Secondo gli autori dello studio, consumare pesce in modo regolare permetterebbe alla donne di prevenire la formazione di polipi al colon. Il termine "polipo" indica un'escrescenza patologica di piccole dimensioni, spesso asintomatica, che si forma su una mucosa (come naso, utero, intestino, stomaco e, appunto, colon). Col tempo e se non controllata, tale manifestazione fisica potrebbe tramutarsi in cancro. Polipo al colon e Omega-3: lo studio Il dottor Murff afferma che l'azione antinfiammatoria degli Omega-3 è efficace per ridurre il rischio d'insorgenza di un tumore. Murff è molto chiaro anche su un altro punto: è necessario mangiare pesce almeno 3 volte a settimana per accentuare il potere preventivo di tali acidi grassi. La ricerca è stata condotta nel corso di 7 anni su un campione di 5.307 persone (40% donne, 60% uomini) sottoposte a colonscopia: 3.166 soggetti che non presentavano formazione di polipi; 1.597 soggetti affetti da polipo adenomatoso; 544 soggetti affetti da polipo iperplastico. Ai pazienti è stato chiesto di riempire un questionario contenente le seguenti informazioni: regime alimentare stile di vita storia clinica, personale e familiare A questi fattori sono stati associati altri importanti dati di carattere clinico, come età e indice di massa corporea. I risultati finali sono stati interessanti: le donne che introducevano nella loro alimentazione almeno 3 porzioni settimanali di pesce riducevano del 33% la possibilità di di sviluppare polipi angiomatosi. I pesci che contengono Omega-3 Gli Omega-3 sono contenuti soprattutto nel pesce grasso: salmone sgombro sardine acciughe aringhe tonno halibut pesce spada Conclusioni I dati raccolti indicano che l'assunzione di alte quantità di acidi grassi di origine marina è associata ad una diminuzione del rischio tumorale. Tuttavia, tali benefici non sono stati riscontrati nei soggetti e nei pazienti di sesso maschile.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Rose DP, “Effects of dietary fatty acids on breast and prostate cancers: evidence from in vitro experiments and animal studies”, Am J Clin Nutr. 1997 Dec;66(6 Suppl):1513S-1522S 2. Rose DP, “Dietary fatty acids and cancer.”, Am J Clin Nutr. 1997 Oct;66(4 Suppl):998S-1003S 3. Rose DP, Connolly JM, “Dietary fat and breast cancer metastasis by human tumor xenografts”, Breast Cancer Res Treat. 1997 Nov-Dec;46(2-3):225-37 4. Bougnoux P, “n-3 polyunsaturated fatty acids and cancer”, Curr Opin Clin Nutr Metab Care. 1999 Mar;2(2):121-6 5. Rose DP, Connolly JM, “Omega-3 fatty acids as cancer chemopreventive agents”, Pharmacol Ther. 1999 Sep;83(3):217-44 6. Sauer LA, Dauchy RT, “The effect of omega-6 and omega-3 fatty acids on 3H-thymidine incorporation in hepatoma 7288CTC perfused in situ”, Br J Cancer. 1992 Aug;66(2):297-303 7. Das UN, Begin ME, Ells G, Huang YS, Horrobin DF, “Polyunsaturated fatty acids augment free radical generation in tumor cells in vitro”, Biochem Biophys Res Commun. 1987 May 29;145(1):15-24 8. Sasaki S, Horacsek M, Kesteloot H, “An ecological study of the relationship between dietary fat intake and breast cancer mortality”, Prev Med. 1993 Mar;22(2):187-202 9. Simonsen NR, Fernandez-Crehuet Navajas J, Martin-Moreno JM, Strain JJ, Huttunen JK, Martin BC, Thamm M, Kardinaal AF, van't Veer P, Kok FJ, Kohlmeier L, “Tissue stores of individual monounsaturated fatty acids and breast cancer: the EURAMIC study. European Community Multicenter Study on Antioxidants, Myocardial Infarction, and Breast Cancer”, Am J Clin Nutr. 1998 Jul;68(1):134-41. 10. Schloss I, Kidd MS, Tichelaar HY, Young GO, O'Keefe SJ, “Dietary factors associated with a low risk of colon cancer in coloured west coast fishermen”, S Afr Med J. 1997 Feb;87(2):152-8 11. Jonas WB, “Researching alternative medicine”, Nat Med. 1997 Aug;3(8):824-7 12. Wigmore SJ, Ross JA, Falconer JS, Plester CE, Tisdale MJ, Carter DC, Fearon KC, “The effect of polyunsaturated fatty acids on the progress of cachexia in patients with pancreatic cancer”, Nutrition. 1996 Jan;12(1 Suppl):S27-30 13. Grady, D. (1996) in New York Times. 1996, p. B10 14. Vartak S, Robbins ME, Spector AA, “Polyunsaturated fatty acids increase the sensitivity of 36B10 rat astrocytoma cells to radiation-induced cell kill”, Lipids. 1997 Mar;32(3):283-92 15. Shao Y, Pardini L, Pardini RS, “Dietary menhaden oil enhances mitomycin C antitumor activity toward human mammary carcinoma MX-1”, Lipids. 1995 Nov;30(11):1035-45 16. Pardini RS, Wilson D, Schiff S, Bajo SA, Pierce R, “Nutritional intervention with omega-3 Fatty acids in a case of malignant fibrous histiocytoma of the lungs”, Nutr Cancer. 2005;52(2):121-9 17. Anti M, Marra G, Armelao F, Bartoli GM, Ficarelli R, Percesepe A, De Vitis I, Maria G, Sofo L, Rapaccini GL, et al, “Effect of omega-3 fatty acids on rectal mucosal cell proliferation in subjects at risk for colon cancer”, Gastroenterology. 1992 Sep;103(3):883-91. 18. Huang YC, Jessup JM, Forse RA, Flickner S, Pleskow D, Anastopoulos HT, Ritter V, Blackburn GL, “n-3 fatty acids decrease colonic epithelial cell proliferation in high-risk bowel mucosa”, Lipids. 1996 Mar;31 Suppl:S313-7 19. Rudin DO, “The dominant diseases of modernized societies as omega-3 essential fatty acid deficiency syndrome: substrate beriberi”, Med Hypotheses. 1982 Jan;8(1):17-47 20. Augustsson K, Michaud DS, Rimm EB, Leitzmann MF, Stampfer MJ, Willett WC, Giovannucci E, “A prospective study of intake of fish and marine fatty acids and prostate cancer”, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2003 Jan;12(1):64-7 21. Thompson LU, Rickard SE, Orcheson LJ, Seidl MM, “Flaxseed and its lignan and oil components reduce mammary tumor growth at a late stage of carcinogenesis”, Carcinogenesis. 1996 Jun;17(6):1373-6 22. Hilakivi-Clarke L, Cho E, Cabanes A, DeAssis S, Olivo S, Helferich W, Lippman ME, Clarke R, “Dietary modulation of pregnancy estrogen levels and breast cancer risk among female rat offspring”, Clin Cancer Res. 2002 Nov;8(11):3601-10 23. Bougnoux P, Germain E, Chajès V, Hubert B, Lhuillery C, Le Floch O, Body G, Calais G, “Cytotoxic drugs efficacy correlates with adipose tissue docosahexaenoic acid level in locally advanced breast carcinoma”, Br J Cancer. 1999 Apr;79(11-12):1765-9 24. Johanning GL, “Modulation of breast cancer cell adhesion by unsaturated fatty acids”, Nutrition. 1996 Nov-Dec;12(11-12):810-6 25. Reich R, Martin GR, “Identification of arachidonic acid pathways required for the invasive and metastatic activity of malignant tumor cells”, Prostaglandins. 1996 Jan;51(1):1-17 26. Bougnoux P, Koscielny S, Chajès V, Descamps P, Couet C, Calais G, “alpha-Linolenic acid content of adipose breast tissue: a host determinant of the risk of early metastasis in breast cancer”, Br J Cancer. 1994 Aug;70(2):330-4 27. Rose DP, Connolly JM, Coleman M, “Effect of omega-3 fatty acids on the progression of metastases after the surgical excision of human breast cancer cell solid tumors growing in nude mice”, Clin Cancer Res. 1996 Oct;2(10):1751-6 28. Kenler AS, Swails WS, Driscoll DF, DeMichele SJ, Daley B, Babineau TJ, Peterson MB, Bistrian BR, “Early enteral feeding in postsurgical cancer patients. Fish oil structured lipid-based polymeric formula versus a standard polymeric formula”, Ann Surg. 1996 Mar;223(3):316-33  


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  • Semi di lino ricchi di Omega-3 proteggono polmoni da raggi X

    I semi di lino, ricchi di Omega-3 e di antiossidanti, potrebbero essere utili per aumentare l'efficacia delle terapie basate su trattamenti con raggi X al torace. Lo suggerisce uno studio condotto sui topi da un gruppo di ricercatori coordinato da  Melpo Christofidou-Solomidou, del dipartimento di medicina dell'Università della Pennsylvania (Filadelfia, Usa), pubblicato su Cancer Biology anche Therapy. Secondo i ricercatori, assumere questi semi prima del trattamento aumenta la resistenza dei tessuti polmonari alle radiazioni. Semi di lino, una fonte di antinfiammatori e di antiossidanti I semi di lino sono fonti alimentari di Omega-3, acidi grassi essenziali dalle forti proprietà antinfiammatorie. Al loro interno sono contenute anche molecole note con il nome di lignani, che invece hanno proprietà antiossidanti. Christofidou-Solomidou e colleghi hanno deciso di testare le loro potenzialità nel proteggere i tessuti dall'effetto dannoso dei raggi X, con cui vengono trattati i pazienti affetti da cancro ai polmoni. Infatti il 30% degli individui che deve essere trattato con raggi X a causa di un tumore ai polmoni riporta significativi danni ai tessuti sani dopo la terapia. Nel 10-15% dei casi la radioterapia causa un danneggiamento dei polmoni anche negli individui affetti da altre forme di cancro localizzate nel torace. Questo effetto collaterale è dovuto principalmente allo stress ossidativo e all'infiammazione scatenate dalle alte dosi di radiazioni necessarie per rendere efficace la terapia. Per evitare i danni dovrebbe essere ridotta la dose di raggi X utilizzata. In alternativa il trattamento potrebbe essere abbinato alla somministrazione di un agente radioprotettivo. Tuttavia, prima di questa ricerca nessuno aveva valutato la possibilità che questa protezione potesse derivare dagli Omega-3 e dai lignani presenti nei semi di lino. Lo studio Gli autori hanno suddiviso i topi in 2 gruppi: la dieta del primo gruppo è stata addizionata con il 10% di semi di lino; gli altri animali hanno ricevuto un'alimentazione identica, ma priva del supplemento. Dopo 3 settimane tutti i topi sono stati trattati al torace con la stessa dose di raggi X. Dopo 24 ore, solo negli animali che avevano assunto semi di lino è stata osservata una riduzione dell'espressione di alcune molecole associate allo stress ossidativo. Questo effetto, spiegano i ricercatori, è dovuto all'azione dei lignani. Infatti la somministrazione di queste molecole a cellule coltivate in laboratorio ha ridotto la produzione dei fattori responsabili dello stress ossidativo generate dalle radiazioni. L'azione antinfiammatoria degli Omega-3 ha, invece, permesso di ridurre i livelli delle cellule dell'infiammazione nei tessuti polmonari 4 mesi dopo il trattamento. Infine, la somministrazione dei semi di lino ha protetto i polmoni dalla fibrosi. Protezione sì, ma solo per i tessuti sani I ricercatori sottolineano il fatto che i semi di lino esercitano un'azione protettiva solo sui tessuti sani del polmone. Infatti, quando sono state iniettate cellule di tumore polmonare nei topi, l'assunzione del supplemento non le ha risparmiate dall'effetto dei raggi X. Per tutti questi motivi i semi di lino potrebbero essere un valido aiuto per aumentare l'efficacia della radioterapia.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Semi di lino con Omega-3 riducono danni da radiazioni

    L'assunzione di semi di lino, fonti alimentari di Omega-3, può ridurre i danni ai polmoni associati all'esposizione a radiazioni. A suggerirlo è uno studio condotto da Melpo Christofidou-Solomidou e colleghi all'Università della Pennsylvania di Filadelfia (Stati Uniti), pubblicato da BioMed Central Cancer. I ricercatori hanno studiato gli effetti dell'assunzione di semi di lino in topi sottoposti a raggi X al torace. I risultati sono stati interessanti: una supplementazione post-trattamento con questi vegetali permette di: ridurre la fibrosi polmonare; diminuire l'infiammazione; diminuire la produzione di molecole che attivano il sistema immunitario; aumentare la sopravvivenza. Tale trattamento contrasta lo stesso tipo di danni provocati dalla radioterapia. Semi di lino: le proprietà I semi di lino, prodotti vegetali ricchi di acidi grassi Omega-3, sono noti soprattutto per le loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. In uno studio precedente, pubblicato su Cancer Biology anche Therapy, Christofidou-Solomidou aveva dimostrato che questi alimenti consentono di prevenire i danni ai polmoni nei topi sottoposti a terapia con raggi X al torace. Questo tipo di trattamento, così come l'inalazione di molecole radioattive disperse nell'aria, è associato a infiammazione, danno ossidativo ai tessuti e fibrosi irreversibile dei polmoni. Nel nuovo studio i ricercatori hanno valutato se la l'assunzione di questi semi potesse mitigare gli effetti dei raggi X ad esposizione alle radiazioni già avvenuta. Lo studio La dieta dei topi sottoposti alla terapia con raggi X è stata arricchita con il 10% di semi di lino subito dopo il trattamento oppure 2, 4 o 6 settimane dopo l'esposizione alle radiazioni. Come controllo, ad altri topi è stata assegnata una dieta priva del supplemento. Protezione dai semi di lino A 4 mesi dal trattamento il tasso di sopravvivenza dei topi che non avevano ricevuto semi di lino era pari al 40%. Quello degli animali che avevano ricevuto il supplemento ricco di Omega-3 variava, invece, tra il 70 e l'88%. L'analisi dei polmoni e di un marcatore della fibrosi ha altresì dimostrato che in questi topi i livelli di fibrosi erano inferiori rispetto a quanto osservato nel gruppo di controllo. Inoltre i ricercatori hanno osservato una minore perdita di peso e una minore quantità di molecole infiammatorie negli animali che avevano assunto semi di lino, caratterizzati da una maggiore ossigenazione del sangue rispetto agli altri topi La migrazione delle cellule dell'infiammazione a livello dei polmoni, invece, era ridotta solo se la somministrazione del supplemento alimentare iniziava non più tardi di 2 settimane dopo il trattamento con raggi X. Semi di lino per riparare i polmoni I risultati ottenuti dimostrano che le sostanze contenute nei semi di lino aiutano a contrastare i danni polmonari normalmente associati all'esposizione alle radiazioni. Dopo questa serie di esperimenti i ricercatori hanno iniziato a testare l'efficacia della somministrazione di questo supplemento a pazienti sottoposti a terapie anticancro.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Cancro al seno: gli Omega-3 combattono stanchezza e affaticamento postmalattia

    Il senso di stanchezza e affaticamento avvertito dalle donne sopravvissute al cancro al seno può essere combattuto da un'alimentazione a base di Omega-3. Lo dimostra uno studio condotto dalla dottoressa Rachel Ballard-Barbash, del National Cancer Institute statunitense. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Oncology. L'autrice spiega che l'apporto di acidi grassi Omega-3 aumenta le scorte di energia quotidiane e attenua la sensazione di stanchezza, pesantezza e affaticamento prodotti da una terapia oncologica. Questo stato di malessere può infatti persistere anche anni dopo la fine di un trattamento medico. Gli Omega-3 si trovano in alta concentrazione soprattutto nel pesce: salmone sgombro sardine acciughe aringhe tonno halibut pesce spada trota di torrente Tali acidi grassi sono altresì presenti, seppure in maniera minore, in fonti vegetali: semi e olio di lino noci e cereali vegetali a foglia verde legumi alghe Ballard-Barbash sottolinea che i grassi Omega-3 sono da preferire agli Omega-6 contenuti in oli vegetali, margarina, dolci, snack e cibi da fast food. Stanchezza cancro al seno/alimentazione Omega-3: lo studio Il rapporto "assunzione Omega-3/diminuzione stanchezza" è stato chiarito con uno studio su 633 pazienti sopravvissute al cancro. In totale, il 42% di esse ha dichiarato di avvertire sintomi di affaticamento e spossatezza anche 3 anni dopo la fine delle terapie. Le pazienti che invece hanno assunto più Omega-3, in particolare capsule di olio di pesce, hanno affermato di aver avvertito una minore sensazione di malessere (solo il 23% non ha constatato particolari miglioramenti). Cancro al seno: Omega-3 per migliorare qualità della vita Questo studio apre un nuovi scenari sul ruolo della sana alimentazione, in particolare con cibi che contengono Omega-3, come rimedio alla spossatezza e all'affaticamento postmalattia in cui incorrono le pazienti. "È necessario mangiare pesce almeno 2 volte alla settimana", ha specificato la dottoressa Ballard-Barbash al termine del suo intervento. A questo si debbono aggiungere esercizio fisico svolto in modo regolare e sonno. Tale ricerca aggiunge altresì un altro tassello al quadro dei benefici degli Omega-3 per il cancro al seno.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Omega-3 riducono tossicità chemioterapia in pazienti con cancro al fegato

    Gli Omega-3 contrastano gli effetti tossici della chemioterapia sui pazienti affetti da cancro al fegato. A dimostrarlo è una ricerca pubblicata su Human ad Experimental Toxicology. I ricercatori della Muslim University di Aligarh (India) hanno scoperto che i parametri epatici alterati dal trattamento chemioterapico con il cisplatino possono essere normalizzati assumendo olio di semi di lino, supplemento ricco di Omega-3. Chemioterapia e Omega-3 Diversi studi hanno dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 sono utili per prevenire alcune forme di cancro nonché ridurre le dimensioni delle masse neoplastiche e l'incidenza delle metastasi. Ad oggi, la maggior parte dei risultati ottenuti riguarda il cancro al colon, il cancro al seno e il tumore alla prostata. Tali hanno permesso di concludere che questi nutrienti possono essere molto utili soprattutto se vengono utilizzati in combinazione con le cure tradizionali: infatti gli Omega-3 sono in grado di amplificare gli effetti della radio e della chemioterapia. Questi acidi grassi rendono le cellule tumorali più sensibili all'azione dei radicali liberi, molecole in grado di danneggiare le strutture cellulari e che vengono generate dalle radiazioni e da alcuni farmaci antitumorali. Oltre a questo tipo di azione contro le cellule neoplastiche, gli Omega-3 svolgono un'attività protettiva nei confronti dell'organismo in cui è comparso il tumore. E' questo il caso della ciclofosfamide, un noto chemioterapico che può avere effetti collaterali tossici che sono contrastati proprio dall'assunzione di Omega-3. Un aiuto per il fegato Lo studio dei ricercatori indiani si è concentrato sugli effetti collaterali del cisplatino, uno dei farmaci chemioterapici più potenti per la cura del cancro. Diversi studi hanno evidenziato la tossicità di questa molecola nei confronti dei tessuti del rene, ma se assunto a dosi molto elevate questo chemioterapico può danneggiare anche il fegato. Dati i numerosi benefici esercitati dagli Omega-3, gli scienziati hanno deciso di verificare se questi acidi grassi potessero limitare i danni indotti nel fegato dalla somministrazione del cisplatino. Le loro ricerche hanno coinvolto dei ratti, che sono stati alimentati con una dieta standard o con cibo arricchito con olio di semi di lino. Dopo 10 giorni agli animali è stata somministrata una singola dose di cisplatino, pari a 6 milligrammi per ogni chilo di massa corporea. Le analisi condotte sui ratti che non hanno ricevuto olio di semi di lino hanno dimostrato che il chemioterapico assunto in queste dosi modifica le difese antiossidanti dell'organismo, riducendo l'attività degli enzimi catalasi, superossido dismutasi e glutatione perossidasi. Inoltre anche l'attività di diverse proteine coinvolte nel metabolismo degli zuccheri è risultata alterata dalla chemioterapia. Tuttavia, l'assunzione del supplemento ricco di Omega-3 si è mostrata efficace nel ridurre l'entità di tutte queste variazioni. Omega-3, un'efficacia basata sul potere antiossidante Secondo gli autori, i benefici dell'olio di semi di lino per la salute del fegato degli animali sottoposti a chemioterapia dipende dalle proprietà antiossidanti di questo supplemento alimentare. Dato che il cisplatino continua ad essere uno dei chemioterapici più efficaci, i risultati ottenuti nel corso di questo studio aprono la strada a nuove interessanti strategie per limitare la sua tossicità.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte 1. Naqshbandi A, Khan W, Rizwan S, Khan F, “Studies on the protective effect of flaxseed oil on cisplatin-induced hepatotoxicity”, Hum Exp Toxicol. 2012 Jan 16. [Epub ahead of print]


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  • Omega-3 da olio di pesce rallentano crescita cancro alla prostata

    Gli Omega-3 dell'olio di pesce rallentano la proliferazione delle cellule del cancro alla prostata nonché riducono i grassi introdotti con l'alimentazione. Lo dimostra uno studio pubblicato su Cancer Prevention Research, secondo il quale questo tipo di regime alimentare è migliore rispetto alla dieta tipica dei paesi occidentali. Gli autori dello studio, ricercatori presso il Jonsson Comprehensive Cancer Center dell'Università della California di Los Angeles (Stati Uniti), indicano questo fenomeno come importante, perché la velocità di divisione delle cellule tumorali può predire la progressione del cancro. In particolare, più lenta è la proliferazione di queste cellule, minore è la probabilità che il tumore si estenda al di fuori della prostata, situazione in cui la cura diventerebbe più difficile. Lo studio La ricerca ha coinvolto 48 uomini in attesa di essere sottoposti a prostatectomia radicale, un intervento chirurgico eseguito in caso di tumore alla prostata che prevede la rimozione di questa ghiandola e dei tessuti circostanti. I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: al primo è stata assegnata una dieta povera di grassi supplementata con 5 grammi di olio di pesce al giorno, corrispondenti a una rapporto fra Omega-6 e Omega-3 di 2 a 1;  il secondo ha seguito una dieta tipica occidentale, con un rapporto tra i due tipi di acidi grassi pari a 15 a 1. Tutti gli uomini hanno seguito il regime alimentare assegnato per un periodo variabile tra le 4 e le 6 settimane precedenti l'operazione. I parametri che sono stati monitorati includono alcuni marcatori dello sviluppo e della progressione del cancro alla prostata, della crescita e della morte cellulare. Inoltre i ricercatori hanno tenuto sotto controllo il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 nei pazienti. I risultati I dati raccolti indicano che anche se i livelli dei marcatori associati al cancro alla prostata rimangono inalterati, l'assunzione di olio di pesce riduce il rapporto tra Omega-6 e Omega-3 sia nelle cellule benigne sia in quelle maligne. Questo effetto è associato alla diminuzione e al rallentamento della proliferazione delle cellule. I ricercatori hanno altresì dimostrato che il sangue dei pazienti che hanno ricevuto l'olio di pesce è in grado di rallentare la crescita delle cellule del cancro alla prostata coltivate in laboratorio. Secondo gli autori della ricerca, questi risultati dimostrano che l'olio di pesce assunto con l'alimentazione raggiunge i tessuti della prostata e dimostrano che la modificazione della dieta può influenzare i meccanismi biologici del cancro alla prostata e il funzionamento delle sue cellule. L'azione degli Omega-3 sarebbe mediata dall'alterazione della composizione delle membrane delle cellule sane e di quelle neoplastiche. I ricercatori intendono estendere lo studio a un numero maggiore di pazienti, la cui salute sarà monitorata per un periodo di tempo più lungo.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Aronson WJ, Kobayashi N, Barnard RJ, Henning S, Huang M, Jardack PM, Liu B, Gray A, Wan J, Konijeti R, Freedland SJ, Castor B, Heber D, Elashoff D, Said J, Cohen P, Galet C, “Phase II Prospective Randomized Trial of a Low-Fat Diet with Fish Oil Supplementation in Men Undergoing Radical Prostatectomy”, Cancer Prev Res (Phila). 2011 Dec;4(12):2062-71. Epub 2011 Oct 25


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