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Tumori

Cancro e tumori: Gli studi sugli omega 3 e sue applicazioni

Tutti gli studi e le applicazioni degli Omega-3 per cancro e tumori. Scopri i vantaggi e i benefici delle sostanze naturali come gli Omega-3 sul corpo.

  • Omega-3 e cancro al seno: il DHA aumenta di 8 mesi la sopravvivenza media

    Le pazienti affette da cancro al seno (con metastasi) che assumono Omega-3 DHA (acido docosaesaenoico) durante la chemioterapia possono aumentare di 8 mesi la loro sopravvivenza media. Lo ha dimostrato uno studio clinico in seconda fase di sperimentazione, coordinato da Philippe Bougnoux dell'Institut National de la Santé Et de la Recherche Médicale (INSERM) U921 di Tours (Francia). In base ai risultati ottenuti, pubblicati sul British Journal of Cancer, gli autori dello studio hanno concluso che una dose giornaliera di DHA di 1,8 grammi non produce nessun effetto collaterale. Si tratterebbe di un nuovo passo avanti compiuto nella ricerca sul cancro nonché un ulteriore tassello che conferma i benefici degli Omega-3 su alcuni tipi di tumori. Omega-3 e sensibilità alla chemioterapia Lo sviluppo di metastasi rende il cancro al seno una malattia letale. Per questo motivo, i trattamenti antitumorali effettuati in questa fase sono mirati alla diminuzione dei sintomi e all'allontanamento del momento del decesso senza risultare ulteriormente tossici per la paziente. Il DHA, Omega-3 di origine alimentare, può essere utile a questo scopo. I ricercatori francesi spiegano infatti che l'arricchimento delle membrane delle cellule tumorali con questo acido grasso le rende più sensibili alla chemioterapia. Lo studio Bougnoux e il suo staff hanno coinvolto 25 pazienti affette da cancro al seno per testare l'effetto della somministrazione di DHA sull'efficacia della chemioterapia. Durante questo studio clinico, le donne sono state  trattate con antraciclina (un farmaco chemioterapico) ed hanno assunto 1,8 grammi al giorno di DHA. Le pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione avevano una prognosi particolarmente negativa, legata nel 68% dei casi a metastasi al fegato e in altri tessuti. Il trattamento è durato dai 2 ai 6 mesi e ciascuna paziente è stata seguita per una media di 31 mesi. L'analisi dei dati raccolti in questo periodo ha dimostrato che l'assunzione di DHA aveva permesso di raggiungere una sopravvivenza media di 22 mesi. Per gli autori questo risultato è incoraggiante. Infatti, in assenza del trattamento con DHA la sopravvivenza media delle pazienti con metastasi al seno è stata di circa 14 mesi. Non solo: l'aggiunta dell'Omega-3 al trattamento con antraciclina non è risultato associato a nessun effetto collaterale. Un aiuto dagli Omega-3 Secondo gli autori dello studio, i risultati ottenuti hanno dimostrato per la prima volta che un intervento nutrizionale incentrato sul DHA è un approccio plausibile per aumentare la sopravvivenza delle pazienti con cancro al seno metastatico sottoposte a chemioterapia. L'efficacia di questo Omega-3 potrebbe basarsi sull'azione sensibilizzante proprio nei confronti della chemioterapia. L'utilità di questo approccio potrà essere confermata da sperimentazioni cliniche più avanzate.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Bougnoux P, Hajjaji N, Ferrasson MN, Giraudeau B, Couet C, Le Floch O, “Improving outcome of chemotherapy of metastatic breast cancer by docosahexaenoic acid: a phase II trial”, Br J Cancer. 2009 Dec 15;101(12):1978-85. Epub 2009 Nov 17


    Articolo pubblicato in Tumori, Cancro al seno, Tumore al seno ed è stato taggato con

  • Omega-3 da olio di pesce riducono infiammazione a

    Un basso dosaggio di olio di pesce contenente Omega-3 riduce i livelli di infiammazione e migliora lo stato nutrizionale in chi soffre di cancro al colon. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell'Universidade Federal de Santa Catarina (Florianópolis, Brasile) in uno studio pubblicato su Nutrition and Cancer. La scoperta aggiunge nuovi dettagli al quadro dei benefici degli Omega-3 per la salute dei malati di cancro. Cancro e infiammazione Spesso i tumori sono associati alla presenza di un'infiammazione. Negli stati premaligni il cancro, percepito dall'organismo come una ferita, attiva dei processi infiammatori. In fasi più avanzate di sviluppo l'attività delle molecole proinfiammatorie viene controllata proprio dalla massa tumorale: ciò stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni e promuove la generazione di metastasi. Le conseguenze per la salute di questo stato di infiammazione cronica includono un progressivo peggioramento dello stato nutrizionale dei pazienti. Omega-3 contro il cancro e l'infiammazione Gli studi condotti fino ad oggi hanno dimostrato che gli Omega-3 sono in grado di contrastare l'infiammazione. A giocare un ruolo fondamentale in questo fenomeno è il bilancio fra questi nutrienti e altri acidi grassi, come gli Omega-6, che promuovono i processi infiammatori. Altri importanti benefici associati all'assunzione di Omega-3 riguardano la prevenzione e la cura dei tumori. Infatti diverse ricerche hanno dimostrato l'esistenza di una relazione tra l'aumento della presenza di questi nutrienti e una ridotta insorgenza di alcune forme di cancro. Non solo, utilizzati in combinazione con le terapie tradizionali, questi acidi grassi aiutano a trattare efficacemente il tumore. Le forme di cancro contro cui gli Omega-3 si sono dimostrati efficaci sono principalmente quelle al seno, alla prostata e, non da ultime, quelle al colon. Combattere l'infiammazione per contrastare la malnutrizione I ricercatori brasiliani hanno testato se l'assunzione di olio di pesce durante la chemioterapia altera l'espressione di marcatori dell'infiammazione o lo stato nutrizionale di individui affetti da cancro al colon retto. Il loro studio ha coinvolto 23 pazienti che sono stati assegnati casualmente a uno di due possibili gruppi, uno dei quali, oltre ad essere sottoposto a chemioterapia, ha assunto 2 grammi al giorno di olio di pesce per 9 settimane. Il trattamento, spiegano gli autori, corrisponde all'assunzione quotidiana di 600 milligrammi di acido eicosapentaenoico (EPA) e di acido docosaesaenoico (DHA), i 2 Omega-3 di cui è ricco il pesce grasso. L'analisi statistica dei dati raccolti ha evidenziato che prima dell'inizio della somministrazione degli Omega-3 tutti i partecipanti erano caratterizzati dagli stessi livelli di infiammazione e da uno stato nutrizionale simile. Al termine delle 9 settimane di trattamento, invece, solo chi aveva assunto EPA e DHA  mostrava una riduzione delle quantità di proteina C-reattiva, una molecola i cui livelli aumentano in presenza di infiammazione. Gli indicatori dello stato nutrizionale come il peso e l'indice di massa corporea erano variati solo nei pazienti che non avevano assunto Omega-3. Omega-3 per migliorare la salute dei pazienti oncologici In base a questi risultati i ricercatori hanno concluso che sono sufficienti basse dosi di Omega-3 per influenzare positivamente lo stato nutrizionale dei pazienti affetti da cancro al colon. Tale effetto è associato alla riduzione dei processi infiammatori promossa da EPA e DHA.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Silva JD,  Trindade EB,  Fabre ME,  Menegotto VM,  Gevaerd S,  Buss ZD,  Frode TS, “Fish Oil  Supplement Alters Markers of Inflammatory and Nutritional Status in Colorectal Cancer Patients”, Nutr Cancer.  2012 Feb 1. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Tumori, Cancro al colon ed è stato taggato con

  • Omega-3 uccidono le staminali della leucemia mieloide cronica

    Un derivato dell'acido eicosapentaenoico (EPA), Omega-3 contenuto nell'olio di pesce, uccide le cellule staminali che causano la leucemia mieloide cronica. Lo ha dimostrato un gruppo di ricercatori coordinati da Sandeep Prabhu della Pennsylvania State University (University Park, Usa) in uno studio pubblicato sulla rivista Blood. Alla base di questa tossicità vi è la conversione dell'EPA in un composto che, nei topi, uccide le cellule staminali cancerose presenti nella milza e nel midollo osseo. La scoperta apre una nuova strada nella ricerca di una cura contro questa forma di cancro. Gli Omega-3 e il cancro La letteratura scientifica è ricca di pubblicazioni che suggeriscono l'efficacia degli Omega-3 nella terapia dei tumori, soprattutto se questi nutrienti vengono utilizzati in combinazione con le cure tradizionali. La loro azione si basa principalmente sulla competizione con gli Omega-6, acidi grassi che costituiscono un nutrimento fondamentale per le cellule neoplastiche e che possono promuovere lo sviluppo dei tumori. Gli Omega-3 rendono le cellule tumorali più sensibili all'azione dei radicali liberi e ne favoriscono l'autodistruzione, limitando l'espansione del cancro. Le forme tumorali contro cui questi nutrienti si sono dimostrati utili fino ad oggi sono principalmente quelle al colon, alla prostata e al seno, ma lo studio pubblicato su Blood estende il campo d'efficacia degli Omega-3 anche alla leucemia mieloide cronica. Iniezioni di olio di pesce contro la leucemia Gli autori della nuova ricerca hanno condotto degli esperimenti su due modelli murini di leucemia. Il primo consisteva in topi infettati con il virus di Friend, un microbo che causa la cosiddetta eritroleucemia, mentre l'altro era formato da topi che esprimono nelle cellule staminali del sangue una proteina associata alla leucemia mieloide cronica. I ricercatori hanno iniettato a ciascun topo 600 nanogrammi al giorno del derivato dell'EPA per una settimana. Questo trattamento ha riportato nella norma i parametri ematologici alterati in caso di leucemia mieloide cronica. Non solo, in seguito alla somministrazione di questo derivato degli Omega-3 anche l'aspetto della milza – organo che si ingrossa in caso di leucemia - è tornato nella norma. Di conseguenza, i topi di sono guariti dalla leucemia senza sviluppare delle recidive. Un'azione mirata contro le cellule staminali Gli esperimenti condotti da Prabhu e colleghi hanno dimostrato che la molecola somministrata ai topi colpisce in modo selettivo le cellule staminali della leucemia. In particolare, queste cellule vanno incontro ad una sorta di “suicidio” proprio perché il derivato degli Omega-3  attiva un gene – detto p53 – coinvolto nei fenomeni di morte cellulare programmata. Il fatto che le cellule prelevate dai topi trattati con questa molecola, trapiantate in altri animali, non siano in grado di far sviluppare un nuovo cancro dimostra che questa cura elimina completamente le cellule staminali tumorali. Speranze per il futuro Robert Paulson, coautore della ricerca, ha precisato che le attuali terapie contro la leucemia mieloide cronica sono in grado di prolungare l'aspettativa di vita dei pazienti, ma non li guarisce. Il derivato degli Omega-3 invece agisce direttamente sulle cellule che sono alla base del tumore e potrebbe curare definitivamente la malattia. Per questo la scoperta potrebbe aprire la strada alla messa a punto di una chemioterapia che sconfigga la leucemia mieloide cronica aggredendola alle radici.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Hegde S, Kaushal N, Ravindra KC, Chiaro C, Hafer KT, Gandhi UH, Thompson JT, van den Heuvel JP, Kennett MJ, Hankey P, Paulson RF, Prabhu KS, “{Delta}12-prostaglandin J3, an omega-3 fatty acid-derived metabolite, selectively ablates leukemia stem cells in mice”, Blood. 2011 Dec 22;118(26):6909-19. Epub 2011 Oct 3


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  • Omega-6 contro Omega-3: l'acido linoleico promuove lo sviluppo del cancro

    Una dieta ricca di acido linoleico, un noto acido grasso Omega-6, può promuovere la crescita delle masse tumorali. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sulle pagine del British Journal of Cancer, frutto delle ricerche degli esperti del Laboratory of Molecular Carcinogenesis del National Institutes of Health (Research Triangle Park, Stati Uniti) e dell'Osaka City University Graduate School of Medicine (Osaka, Giappone). Secondo i risultati ottenuti dagli autori della ricerca, l'acido linoleico favorirebbe la proliferazione del cancro promuovendo la formazione all'interno della massa neoplastica di nuovi vasi sanguigni, che garantiscono al tumore l'approvvigionamento delle sostanze necessarie per la sua crescita. Questi risultati dimostrano che gli Omega-6 svolgono un'azione opposta rispetto a quella degli acidi grassi Omega-3. Diversi studi hanno, infatti, evidenziato la capacità di questi ultimi di contrastare la crescita dei tumori. Una questione di bilancio L'assunzione di acidi grassi attraverso la dieta è strettamente associata al rischio di sviluppo di diverse forme tumorali. Già in passato gli scienziati hanno sottolineato l'importanza del bilancio tra acidi grassi Omega-6 e Omega-3 per contrastare l'insorgenza del cancro. In particolare, anni di ricerche hanno dimostrato che la probabilità di sviluppare un tumore è tanto inferiore quanto più il rapporto tra i due tipi di acidi grassi è sbilanciato a favore degli Omega-3. Tuttavia, l'alimentazione tipica dei paesi occidentali è sempre più ricca di Omega-6. Fra questi, il più abbondante è proprio l'acido linoleico (LA). Gli Omega-6 e i tumori allo stomaco Lo studio pubblicato dal British Journal of Cancer si è concentrato sul ruolo svolto dall'acido linoleico in diversi passaggi dello sviluppo del cancro allo stomaco. Gli autori della ricerca hanno scelto due diversi sistemi modello: da un lato cellule di carcinoma gastrico coltivate in laboratorio, dall'altro degli animali. Confrontando l'espressione dei geni tra cellule di carcinoma trattate con acido linoleico e cellule non trattate, i ricercatori hanno individuato i fattori potenzialmente attivati dalla presenza dell'Omega-6. La funzione di questi geni è stata studiata analizzando la loro capacità di promuovere diversi fenomeni associati allo sviluppo del cancro: l'angiogenesi – cioè il processo di formazione di nuovi vasi sanguigni, l'apoptosi – una forma di morte cellulare, l'invasione cellulare, la degradazione del materiale presente tra una cellula e l'altra e la sopravvivenza cellulare. Ne è emerso che l'acido linoleico è in grado di attivare l'espressione di una particolare proteina – il plasminogen activator inhibitor 1 (PAI-1) – che, a sua volta, stimola la capacità di invasione delle cellule tumorali. Non solo, i ricercatori hanno anche dimostrato che l'attivazione di PAI-1 promossa dall'acido linoleico sopprime l'attività dell'angiostatina, una proteina che blocca l'angiogenesi. Di conseguenza, in presenza di questo acido grasso Omega-6 la produzione di vasi sanguigni nel tumore viene aumentata. Infine, esperimenti condotti su modelli animali hanno dimostrato che un aumento dell'introduzione di acido linoleico attraverso l'alimentazione promuove la crescita del cancro. Omega-6 e Omega-3, due azioni contrapposte nei confronti del cancro In base a questi risultati gli autori dello studio hanno concluso che, contrariamente agli Omega-3, gli Omega-6 e, in particolare, l'acido linoleico possono promuovere diversi passaggi determinanti le capacità di invasione del cancro e la formazione dei vasi sanguigni nella massa tumorale. Per questo i ricercatori ipotizzano che ridurre la quantità di acido linoleico introdotto con l'alimentazione potrebbe aiutare a ridurre la progressione della malattia.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Nishioka N, Matsuoka T, Yashiro M, Hirakawa K, Olden K, Roberts JD, “Linoleic acid enhances angiogenesis through suppression of angiostatin induced by plasminogen activator inhibitor 1”, Br J Cancer. 2011 Nov 22;105(11):1750-8 2. Anti M, Marra G, Armelao F, Bartoli GM, Ficarelli R, Percesepe A, De Vitis I, Maria G, Sofo L, Rapaccini GL, et al, “Effect of omega-3 fatty acids on rectal mucosal cell proliferation in subjects at risk for colon cancer”, Gastroenterology. 1992 Sep;103(3):883-91. 3. Huang YC, Jessup JM, Forse RA, Flickner S, Pleskow D, Anastopoulos HT, Ritter V, Blackburn GL, “n-3 fatty acids decrease colonic epithelial cell proliferation in high-risk bowel mucosa”, Lipids. 1996 Mar;31 Suppl:S313-7 4. Sasaki S, Horacsek M, Kesteloot H, “An ecological study of the relationship between dietary fat intake and breast cancer mortality”, Prev Med. 1993 Mar;22(2):187-202 5. Simonsen NR, Fernandez-Crehuet Navajas J, Martin-Moreno JM, Strain JJ, Huttunen JK, Martin BC, Thamm M, Kardinaal AF, van't Veer P, Kok FJ, Kohlmeier L, “Tissue stores of individual monounsaturated fatty acids and breast cancer: the EURAMIC study. European Community Multicenter Study on Antioxidants, Myocardial Infarction, and Breast Cancer”, Am J Clin Nutr. 1998 Jul;68(1):134-41.


    Articolo pubblicato in Tumori, Approfondimenti tumori

  • Olio di pesce migliora efficacia della chemioterapia

    L'olio di pesce, fonte ricca di acidi grassi Omega-3, aiuta a contrastare la perdita di peso e migliora l'efficacia terapeutica durante la chemioterapia. In particolare, è l'acido grasso eicosapentaenoico (EPA) ad aiutare chi soffre di cancro a prevenire sia il calo di massa muscolare, sia la perdita di massa grassa. E' questo quanto emerge da uno studio coordinato da Vera Mazurak dell'Università di Alberta (Canada), pubblicato dalla rivista "Cancer"*. Effetti collaterali della chemioterapia La perdita di peso è un evento molto comune nei pazienti oncologici che si sottopongono a chemioterapia. Trovare un rimedio allo stato di malnutrizione che causa questo deperimento è indispensabile per contrastare il senso di affaticamento e la diminuzione della qualità della vita che accompagnano le cure e che impediscono al paziente di sottoporsi a ulteriori trattamenti, con conseguente diminuzione dell'aspettativa di vita. Lo studio di Muzarak e colleghi, dimostrando che il calo di massa muscolare e di tessuto adiposo può essere contrastato assumendo 2,2 grammi al giorno di EPA, offre una soluzione a questa situazione. In particolare, la ricerca ha coinvolto 40 pazienti, 16 dei quali hanno integrato quotidianamente la propria dieta con olio di pesce contenente EPA per tutta la durata del ciclo di chemioterapia, per un totale di circa 10 settimane di trattamento. I restanti 24 pazienti, invece, hanno ricevuto solo le cure tradizionali. Durante la chemioterapia i ricercatori hanno monitorato la salute della massa muscolare attraverso la tomografia computerizzata, una tecnica che permette di quantificare in modo preciso i muscoli scheletrici. Ne è emerso che, anche se nei 6 mesi precedenti l'inizio della sperimentazione i pazienti che hanno assunto Omega-3 avevano riportato una perdita di peso media del 6,3%, l'integrazione con olio di pesce ha consentito di mantenere il proprio peso. Inoltre, il 70% circa di coloro che hanno associato alla chemioterapia l'assunzione di EPA hanno mantenuto intatta la propria massa muscolare o, addirittura, l'hanno aumentata. E l'effetto è strettamente correlato alla presenza dell'acido grasso Omega-3, tanto che tanto più elevata è stato l'aumento di EPA nel torrente sanguigno, tanto maggiore è risultato il guadagno di massa muscolare. Al contrario, i pazienti che non hanno integrato la propria alimentazione con olio di pesce hanno perso, in media, 2,3 chili nel corso delle 10 settimane di chemioterapia. Non solo, meno del 30% di questi pazienti è riuscito a mantenere intatta la propria massa muscolare. Omega-3 contro la malnutrizione Mazurak ha spiegato che questi risultati sono molto promettenti perché fino ad oggi non era stato individuato nessun trattamento efficace contro la malnutrizione associata ai tumori. E dato che l'olio di pesce previene il calo di peso e la perdita di muscoli interferendo con alcune delle vie metaboliche che sono alterate nelle forme avanzate di cancro, i ricercatori suggeriscono l'integrazione quotidiana di Omega-3 con olio di pesce contenente 2 grammi di EPA per permettere ai pazienti oncologici di mantenere peso e massa muscolare durante la chemioterapia. La sopravvivenza a un anno del gruppo di pazienti integrati con olio di pesce fu più alta: 60% contro il 38,7% del gruppo che non prese olio di pesce. I ricercatori hanno concluso che l'olio di pesce migliora l'efficacia della chemioterapia in pazienti affetti da tumori polmonari avanzati non piccoli e può essere incluso nella terapia della prima linea.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte MurphyRA, Mourtzakis M, Chu QS, Baracos VE, Reiman T, Mazurak VC,“Supplementation with fish oil increases first-line chemotherapy efficacy in patients with advanced nonsmall cell lung cancer”,Cancer. 2011 Aug 15;117(16):3774-80


    Articolo pubblicato in Tumori, Chemioterapia

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