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Asma: gli integratori di vitamina D proteggono dagli attacchi acuti e riducono il rischio di ospedalizzazione

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Gli integratori di vitamina D possono moderare i sintomi e la gravità dell’asma, se somministrati insieme agli usuali farmaci. Il trattamento con i supplementi di vitamina D, infatti, riduce dal 6% a circa il 3% il rischio di attacchi di asma che richiedono ricovero ospedaliero, e il numero medio annuo di crisi asmatiche, per persona. Non sembra migliorare, invece, i sintomi giornalieri della malattia.


Sono questi i dati riportati da uno studio di revisione pubblicato proprio nei giorni scorsi, sulla Cochrane Systematic Rewievs e realizzato dai ricercatori della Queen Mary University di Londra (Regno Unito).

La vitamina D ha effetti positivi sull’asma?

L'asma è una malattia respiratoria cronica che colpisce circa 300 milioni di persone in tutto il mondo. La patologia è caratterizzata da episodi ricorrenti di dispnea (mancanza di respiro), respiro sibilante, costrizione toracica e tosse, in particolare al mattino presto e durante la notte provocando spesso un sonno disturbato.

L’asma si manifesta con episodi acuti e, in alcuni casi con vere e proprie crisi asmatiche che vedono un improvviso e intenso peggioramento dei sintomi respiratori. Le crisi asmatiche spesso sono causate da allergeni, virus, sforzo fisico e inquinamento.

Il trattamento dell’asma è rappresentato da farmaci antinfiammatori, cortisonici o broncodilatatori.

Recentemente è stato ipotizzato un ruolo della vitamina D, a lungo studiata per la sua importanza nella crescita e nel mantenimento della salute delle ossa, anche nelle malattie allergiche e nell’asma, e un potenziale ruolo della carenza della vitamina nell’insorgenza della malattia asmatica.

È stato evidenziato, recentemente, come i bassi livelli di vitamina D siano associati ad un aumentato rischio di sviluppare patologie allergiche, iperattività bronchiale ed asma.

Una ricerca condotta su 616 bambini asmatici del Costa Rica ha evidenziato come ben il 28% di essi presentava una carenza di vit.D (< 30ng per ml), e che questa condizione si associava ad aumento del livello nel sangue di anticorpi e cellule del sistema immunitario coinvolte nella risposta infiammatoria e nella iperattività bronchiale.

Uno studio di revisione, nel 2015, ha concluso che l’integrazione con la vitamina D potrebbe ridurre il rischio di peggioramento dell’asma nel 74% nei bambini. Inoltre, esistono evidenze circa il ruolo benefico della vitamina D sulla funzione polmonare e sulla risposta agli steroidi nel trattamento dell’asma.

Uno studio condotto su 54 soggetti asmatici adulti ha dimostrato che l’aumento dei livelli ematici della vitamina si associa significativamente ad un miglioramento del volume espiratorio massimo (una misura che indica la quantità di aria espirata nel primo secondo di una espirazione massima forzata).

Farmaci e integratori di vitamina D riducono il rischio di attacchi asmatici gravi

Lo studio di revisione ha esaminato i dati di nove ricerche che mettevano in relazione i sintomi dell’asma in adulti e bambini e l’integrazione alimentare con vitamina D. I dati hanno provato che quest’ultima era in grado di ridurre il rischio di attacchi di asma grave, e che richiedevano ricovero ospedaliero, dal 6% a circa il 3%.

A seguito dell’integrazione, poi, il tasso di attacchi di asma che necessitavano del trattamento con gli steroidi era sceso da 0,44 a 0,28 per persona, per anno, ma gli integratori di vitamina D non avevano migliorato la funzione polmonare e i comuni sintomi giornalieri.

Questo ultimo dato è molto importante in quanto circa il 50% di chi soffre di asma non manifesta attacchi gravi, quindi in questi soggetti i supplementi di vitamina D potrebbero non avere alcun effetto.

Secondo Adrian Martineau, professore al Queen Mary College di Londra e autore dello studio, sebbene molti altri nutrienti siano stati studiati per scoprirne un potenziale effetto nel controllo e nella prevenzione dell'asma, questa scoperta sulla vitamina D è la prima prova concreta di come un micronutriente possa ridurre il rischio di crisi asmatiche.

In ogni caso, sempre secondo il ricercatore, i risultati vanno interpretati con cautela in quanto risulta piuttosto improbabile che la vitamina D sia efficace per tutti i pazienti malati di asma, non solo per il mancato miglioramento dei sintomi giornalieri della malattia, ma anche perché non è ancora chiaro se la vitamina D possa agire in tutti i pazienti o semplicemente in coloro che ne sono carenti all’inizio della terapia.

Alcuni dettagli del lavoro

Nello studio di revisione, o di meta-analisi, che analizza l’insieme dei dati ottenuti da altre ricerche su un determinato argomento, è stata presa in esame l’azione della vitamina D nei pazienti colpiti da asma di diversa gravità.

Sono state individuate nove pubblicazioni scientifiche: sette studi clinici che coinvolgevano 435 bambini e due sperimentazioni condotte su 658 adulti, eseguiti fino al gennaio 2016.

Di questi, lo studio che ha coinvolto 22 bambini e i due sugli adulti hanno contribuito all'analisi dei casi di attacchi di asma grave, mentre la maggior parte dei partecipanti coinvolti soffriva di una forma lieve o moderata.

La durata delle varie ricerche variava da quattro a dodici mesi e tutti gli studi avevano confrontato gli effetti della vitamina D con un trattamento placebo.

Alcune domande restano ancora aperte

Questa meta-analisi, secondo i ricercatori che l’hanno condotta, suggerisce che nelle persone con asma lieve o moderata, i supplementi di vitamina D sono grado di ridurre sia il rischio di aggravamento della malattia che la necessità di assistenza sanitaria.

In ogni caso gli stessi i ricercatori, non credono sia ancora opportuno suggerire una integrazione con vitamina D senza sapere se se ne è carenti o no, non essendo chiara, dai dati ottenuti, l’esistenza di una soglia di vitamina D nel sangue al di sotto del quale si possono avere dei benèfici.

Sono necessari, inoltre, ulteriori studi incentrati sui bambini e sulle persone che soffrono di frequenti attacchi di asma grave, prima di emettere raccomandazioni cliniche definitive.

Entro  la fine dell’anno è prevista la pubblicazione de i risultati di una seconda meta-analisi che permetterà di analizzare i sottogruppi di pazienti e classificarli in base ai loro livelli di vitamina D nel sangue.

Fonte: A. R. Martineau, C. J. Cates, M. Urashima, M. Jensen, A. P. Griffiths, U. Nurmatov, A. Sheikh, C. J. Griffiths“Vitamin D for the management of asthma”. Cochrane Database of Systematic Reviews


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