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  • Vuoi diminuire il rischio di endometriosi? Mangia cibi ricchi di Omega-3

    Gli Omega-3 ancora una volta alleati per migliorare la salute e il benessere della donna: coloro che consumano cibi ricchi di questi acidi grassi hanno minore probabilità di sviluppare l'endometriosi. Lo dimostra uno studio condotto al Brigham and Women’s Hospital di Boston (Stati Uniti), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Human Reproduction1. Secondo la ricerca, l'effetto degli altri grassi è totalmente opposto. Le donne che introducono molti grassi vegetali idrogenati hanno una probabilità maggiore di sviluppare questa patologia. Cause endometriosi, perché agire sull'alimentazione Alla base dell'insorgere dell'endometriosi c'è la crescita di alcune cellule della parete dell'utero (l'endometrio, appunto) su altri organi presenti nella cavità addominale, come le ovaie o l'intestino. Tale malattia colpisce circa il 10% delle donne ratta di una malattia e può diventare molto invalidante. Spesso la diagnosi di endometriosi viene formulata in ritardo, attorno ai 26 anni. Questa situazione può verificarsi già dalla prima mestruazione. Come una normale cellula dell'endometrio, anche quelle che crescono al di fuori dell'utero rispondono all'azione degli ormoni che regolano il ciclo mestruale. Questo fenomeno può causare infiammazioni, dolori e sterilità. I sintomi dell'endometriosi, dolorosi, svaniscono in genere durante la gravidanza. Possono però ritornare intensi quanto prima al termine dei 9 mesi di gestazione. Le cause della malattia sono ancora sconosciute. Allo stesso modo, i possibili metodi di cura sono pochi. L'uso di antidolorifici è l'unico modo per contrastare i fastidi. Oltre a ciò, è importante monitorare lo stato di salute dell'apparato riproduttivo, per poter affrontare una gravidanza prima che la malattia lo renda impossibile. La chirurgia è invece necessaria per risolvere il problema. Per questo agire sull'alimentazione per prevenire la comparsa del disturbo può rappresentare una strategia semplice per evitare di dover intervenire in modo molto più drastico. Il ruolo degli Omega-3 Lo studio pubblicato su Human Reproduction ha analizzato l'incidenza dell'endometriosi sul seguente campione: 70.000 donne che tra il 1989 e il 2001 hanno compilato ogni 4 anni un questionario sulle loro abitudini alimentari. A 1.200 di queste donne è stata diagnosticata la malattia. Tuttavia, il rischio di endometriosi è risultato ridotto del 22% in chi preferiva un'alimentazione ricca di Omega-3. Le donne la cui alimentazione era ricca di grassi trans, come quelli contenuti in cibi fritti, margarina e cracker, avevano una maggiore probabilità (48%) di sviluppare la patologia. Prevenire l'endometriosi: il ruolo della dieta Questi risultati indicano che preferire un'alimentazione ricca di Omega-3 può ridurre il rischio di endometriosi. Un "buona" dieta a base di Omega-3 è composta da tonno, salmone, sgombro, noci e tutti gli altri alimenti che contengono ricche dosi di questi preziosi acidi grassi.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Missmer SA, Chavarro JE, Malspeis S, Bertone-Johnson ER, Hornstein MD, Spiegelman D, Barbieri RL, Willett WC, Hankinson SE, “A prospective study of dietary fat consumption and endometriosis risk”, Hum Reprod. 2010 Jun;25(6):1528-35. Epub 2010 Mar 23.


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Endometriosi ed è stato taggato con

  • L'azione degli Omega-3 riduce il rischio di sviluppare l'Alzheimer

    Consumare quantità elevate di cibi ricchi di Omega-3 può ridurre del 20-30% i livelli di Aβ42, la forma di proteina beta-amiloide responsabile della malattia di Alzheimer. Lo dimostra uno studio pubblicato su Neurology, condotto da un gruppo di ricercatori guidato da Nikolaos Scarmeas del Columbia University Medical Center di New York (Stati Uniti). I risultati ottenuti in questa nuova ricerca confermano quanto suggerito da altri studi: il potenziale ruolo di questi acidi grassi nel prevenire o nel ritardare il morbo di Alzheimer. Cos'è la proteina beta-amiloide? La causa dello sviluppo dei sintomi dell'Alzheimer è una distruzione di neuroni che impedisce la corretta trasmissione dell'impulso nervoso. Uno dei principali fattori alla base di questo fenomeno è l'accumulo della proteina beta-amiloide. Questa molecola di depositandosi fra i neuroni e forma fibre e placche responsabili della morte delle cellule cerebrali. Tuttavia, questa proteina non è stata inventata dalla natura per impedire il funzionamento del sistema nervoso. La beta-amiloide svolge nell'organismo anche altri importanti ruoli: regolazione del trasporto del colesterolo difesa contro lo stress ossidativo Le cellule possono produrre diverse forme di beta-amiloide. Fra queste, la cosiddetta Aβ42 è quella che tende maggiormente a formare le fibre. Non solo, alcune mutazioni associate con la comparsa precoce dell'Alzheimer aumentano la produzione di Aβ42. Prevenire l'Alzheimer: il ruolo della dieta Ad oggi non sono stati identificati trattamenti che possano prevenire con sicurezza lo sviluppo della malattia. Diversi studi suggeriscono che alcune modifiche dello stile di vita siano associate a una minore probabilità di soffrirne. Sono altresì inclusi alcuni cambiamenti nel regime alimentare: tra questi l'aumento del consumo di Omega-3. Scarmeas e colleghi hanno basato le loro ricerche sull'ipotesi che il legame tra l'assunzione di alcuni nutrienti e le capacità cognitive di un individuo potrebbe essere mediato anche dalla proteina beta-amiloide. Per questo motivo i ricercatori hanno valutato l'associazione tra i livelli plasmatici della proteina e l'assunzione di: acidi grassi saturi Omega-3 Omega-6 acidi grassi monoinsaturi vitamina E vitamina C beta-carotene vitamina B12 folato vitamina D L'analisi ha coinvolto 1.219 individui di età superiore ai 65 anni che non mostravano sintomi di demenza senile. Lo studio ha dimostrato che il consumo di alimenti ricchi Omega-3 è associato a livelli di Aβ42 nel sangue ridotti del 20-30%. Omega-3, un'azione diretta sulle proteine I dati di questa ricerca suggeriscono che i benefici associati al consumo di Omega-3 possano essere almeno in parte spiegati dall'alterazione dei livelli di beta-amiloide. Ricerche successive permetteranno di stabilire se la riduzione delle concentrazioni della proteina nel sangue corrisponde a una loro diminuzione anche a livello cerebrale.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Gu Y, Schupf N, Cosentino SA, Luchsinger JA, Scarmeas N, “Nutrient intake and plasma β-amyloid”, Neurology. 2012 May 2. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Morbo di Alzheimer ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 riducono l'infiammazione della pelle causata dall'acne

    Gli Omega-3 riducono lesioni, cicatrici nonché infiammazioni causate dall'acne e migliorano allo stesso tempo l'umore. E' questo quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Integrative Care Centre di Toronto (Canada) e della Lasky Skin Clinic di Beverly Hills (Stati Uniti), pubblicato su Lipids in Health and Disease1. Acne: non è solo una questione di grasso L'acne è una delle malattie della pelle più note e diffuse. Negli ultimi 50 anni la sua incidenza è aumentata significativamente. Un tempo era annoverato tra i problemi della pubertà e dell'adolescenza, oggi è sempre più diffuso fra gli adulti, soprattutto donne. Fra le cause alla base del disturbo: eccessiva produzione di materiale grasso (il sebo) batteri ormoni alimentazione stress ossidativo Altro fattore molto importante è l'infiammazione. Secondo alcune ricerche, l'influenza dell'alimentazione sullo sviluppo dell'acne sarebbe associata a un effetto di tipo infiammatorio. D'altra parte, alcuni nutrienti potrebbero essere utili nel trattamento dell'acne proprio perché regolano i processi infiammatori. È questo il caso degli Omega-3: molecole note per la loro capacità di ridurre l'infiammazione. Rimedi per l'acne: più Omega-3, meno brufoli Nelle popolazioni la cui dieta tradizionale è caratterizzata da livelli elevati di questi acidi grassi l'incidenza dell'acne è ridotta. Non solo: gli adolescenti che consumano grandi quantità di pesce, principale fonte di Omega-3, hanno molti meno sintomi dell'acne preliminari pelle grassa punti neri papule pustole Viceversa, molto spesso chi già soffre di acne non è un grande consumatore di pesce. Lo studio Gli autori hanno proposto a 3 ragazzi e 2 ragazze, di età compresa tra i 18 e i 23 anni e con problemi di acne, di utilizzare capsule a base di Omega-3. Tutti hanno assunto per 2 mesi 4 capsule al giorno, contenenti ciascuna 250 mg di acido eisosapentaenoico (EPA, uno dei principali Omega-3 presenti nel pesce) e una serie di altri elementi in grado di ridurre lo stress ossidativo (selenio, cromo e un estratto di tè verde). Durante il trattamento nessuno dei partecipanti allo studio ha cambiato le sue abitudini alimentari o altri aspetti dello stile di vita. L'unico altro rimedio utilizzato è stato un detergente specifico e non aggressivo. Dopo 2 mesi di assunzione, il numero medio di lesioni alla pelle causate dall'acne è sceso da 62,8 a 40,4. Minori infezioni alla pelle, morale più alto L'effetto più significativo è stato quello sull'infiammazione: il numero medio di lesioni di tipo infiammatorio è infatti sceso da 20,8 a 6,8. I ricercatori hanno altresì osservato un miglioramento del 24% del benessere mentale, emotivo e sociale indipendente dai risultati ottenuti sul numero di lesioni cutanee. Quest'ultimo dato conferma i benefici degli Omega-3 per la salute nervosa dimostrato da altri studi. Secondo gli autori i risultati ottenuti spingono a proseguire le ricerche sulla possibilità di utilizzare questi nutrienti nel trattamento dell'acne.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Rubin MG, Kim K, Logan AC, “Acne vulgaris, mental health and omega-3 fatty acids: a report of cases”, Lipids Health Dis. 2008 Oct 13;7.


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  • Combattere l'acne con l'olio di pesce

    Assumere olio di pesce può essere utile per combattere l'acne e ridurre i segni che lascia sulla pelle. Alcuni studi dimostrano che questi nutrienti aiutano a ridurre l'infiammazione associata alle lesioni che compaiono sulla pelle di chi soffre di questo problema. Ma su cosa si basa questa efficacia? Omega-3 e salute della pelle L'acne compare quando le ghiandole della pelle producono troppo grasso. Ciò promuove la proliferazione dei batteri sotto l'epidermide e di conseguenza l'infiammazione. Tuttavia anche altri fattori possono contribuire alla comparsa di questo disturbo: alimentazione stress ormoni Gli Omega-3 contenuti nell'olio di pesce possono migliorare la salute della pelle in diversi modi: riducono il rossore e il gonfiore dei brufoli, grazie alla loro azione antinfiammatoria; migliorano l'aspetto della pelle aumentando l'idratazione delle cellule; riducono lo stress e migliorano l'umore, fattori che diminuiscono la produzione del sebo; diminuiscono l'accumulo delle cellule degli strati più superficiali dell'epidermide, impedendo che il sebo rimanga intrappolato all'interno dei pori; possono ridurre la dimensione delle ghiandole sebacee e, di conseguenza, la produzione stessa del sebo; controllano la produzione eccessiva di androgeni, ormoni associati alla produzione del grasso che causa l'acne. Olio di pesce, un rimedio per l'acne senza effetti collaterali Tutte queste azioni rendono gli Omega-3 dell'olio di pesce un possibile rimedio contro gli inestetismi dell'acne. Ma non è tutto, l'efficacia dimostrata nel regolare l'umore e lo stress può aiutare a tenere sotto controllo anche i disagi emotivi con cui deve fare i conti chi soffre di questo problema della pelle. Il tutto senza pericoli: nessuno degli studi in cui gli Omega-3 sono stati utilizzati per trattare le patologie più svariate ha rilevato effetti collaterali dannosi per la salute. Trattamento per l'acne con olio di pesce: le regole Se si vuole utilizzare l'olio di pesce per alleviare i sintomi dell'acne è necessario seguire 4 regole fondamentali: Acquistare capsule contenenti ciascuna 1 grammo di olio di pesce. Iniziare il trattamento assumendo 1 capsula al giorno, non importa se vicino o lontano dai pasti. In questa fase è bene controllare che non si manifesti nessuna reazione allergica e che il numero o il rossore delle lesioni non aumentino. Dopo 1 settimana, aumentare il dosaggio a 2 o 3 capsule al giorno. Per ottenere il risultato migliore possibile anziché prenderle tutte in una sola volta è possibile distribuirle nell'arco della giornata. Non interrompere l'uso del detergente per il viso utilizzato abitualmente. In questo modo si otterranno risultati in meno tempo. Per chi è indicato l'olio di pesce? Questo trattamento può essere utile per chi soffre di una forma di acne lieve o moderata. In ogni caso, è sempre bene non esagerare con l'assunzione delle capsule e attenersi sempre ai dosaggi riportati sulla confezione. L'olio di semi di lino, fonte di Omega-3 di origine vegetale, è una possibile alternativa per chi è allergico all'olio di pesce o non può assumerlo perché strettamente vegetariano o vegano.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Stop ai sintomi della colite ulcerosa con l'olio di krill

    L'olio di krill è un supplemento ricco di Omega-3, coadiuvante ad una corretta dieta per la colite ulcerosa: associato all'alimentazione permetterebbe infatti di contrastare i sintomi di tale infiammazione al colon. Un gruppo di ricercatori coordinato da Kjetil Berge, dell'Haukeland University Hospital di Bergen (Norvegia), suggerisce questa potenziale applicazione degli acidi grassi. Lo studio è stato pubblicato sullo Scandinavian Journal of Gastroenterology. La ricerca è stata condotta su un gruppo di ratti. Dimostra che in questi animali è sufficiente una quantità di olio di krill pari al 5% della dieta per proteggere il colon dall'accorciamento causato da questa malattia. Altri studi chiariranno ulteriori punti: L'olio di krill esercita lo stesso effetto protettivo sull'intestino umano? Le stesse proprietà sono condivise da un'altra importante fonte di Omega-3, l'olio di pesce? Olio di krill e olio di pesce: differenze Gli Omega-3 sono molecole abbondanti soprattutto nei pesci grassi: sgombro sardine tonno salmone Esistono anche altre fonti alimentari ricche di questi acidi grassi. Una di queste è il krill, un insieme di piccoli crostacei appartenenti a diverse specie che vivono in acqua salata. Sia l'olio di pesce sia l'olio di krill contengono elevate concentrazioni di Omega-3. Le ricerche scientifiche si sono concentrate soprattutto sui benefici per la salute derivati dal consumo dall'olio di pesce. I dati relativi all'olio di krill sono invece minori. Ciò che si sa con certezza e che questi 2 supplementi non si equivalgono del tutto. L'olio di krill ha una struttura chimica diversa da quella dell'olio di pesce: nel primo caso la maggior parte degli Omega-3 è legata ai fosfolipidi; nel secondo questi acidi grassi sono presenti sotto forma di trigliceridi. Tore Grimstad, primo autore della ricerca, dichiara che la presenza dei fosfolipidi potrebbe favorire l'assorbimento degli Omega-3. Inoltre l'olio di krill contiene anche diverse molecole dall'azione antiossidante. Per questi motivi i ricercatori hanno voluto testare l'efficacia dell'olio di krill nel contrastare i sintomi della colite. Gli Omega-3 proteggono il colon Lo studio ha coinvolto in totale 30 ratti. Un trattamento con sodio destran solfato (DSS), basato su un sistema sperimentale, ha indotto la colite. 10 di questi animali sono stati alimentati con una dieta standard per 4 settimane. 10 ratti, alimentati nello stesso modo, sono stati trattati in modo da sviluppare la colite. 10 hanno ricevuto un mangime addizionato con olio di krill al 5% e sono stati trattati per sviluppare il disturbo. Rispetto agli altri ratti trattati con DSS, questi animali non hanno mostrato l'accorciamento del colon tipico della malattia. Olio di krill per la colite: primi risultati buoni, altre conferme necessarie Oltre a questo effetto positivo, le analisi condotte sui ratti hanno svelato che l'olio di krill è in grado di ridurre alcuni marcatori dell'ossidazione delle proteine. Tuttavia, il numero limitato di animali coinvolti nella sperimentazione non consente di affermare con certezza che questa variazione sia significativa. Per questo i ricercatori sottolineano la necessità di nuove ricerche che permettano di confermare questi risultati e di estenderli anche all'uomo.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Grimstad T, Bjørndal B, Cacabelos D, Aasprong OG, Janssen EA, Omdal R, Svardal A, Hausken T, Bohov P, Portero-Otin M, Pamplona R, Berge RK, “Dietary supplementation of krill oil attenuates inflammation and oxidative stress in experimental ulcerative colitis in rats”, Scand J Gastroenterol. 2012 Jan;47(1):49-58. Epub 2011 Nov 30.


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  • Combattere la cellulite grazie al pesce ricco di Omega-3

    L'alimentazione a base di pesce ricco di Omega-3 aiuta a combattere la cellulite in modo efficace. Gli esperti riunitisi a San Diego (Stati Uniti) in occasione del 70° Congresso dell'American Academy of Dermatology hanno svelato i benefici di questi nutrienti per la salute di cosce e glutei. Secondo Molly Wanner, dermatologa dell'Harvard Medical School di Boston (Usa), alimenti contro la cellulite quali pesci ricchi di Omega-3 (salmone), frutta, verdura, legumi e cereali integrali possono essere molto più efficaci del trattamento laser.   Pesce ricco di Omega-3 Cause della cellulite e azioni di contrasto Wanner ha spiegato che una delle cause principali della cellulite è l'azione degli ormoni femminili che tendono ad accumulare il grasso nei cosiddetti “punti critici”: fianchi, cosce e addome. Gli interventi con laser anticellulite possono contrastare solo parzialmente e temporaneamente il problema, che tenderà a ripresentarsi in chi è predisposto. Per operare un'efficace azione contro la cellulite è fondamentale agire sull'alimentazione, e arricchire la propria dieta di acidi grassi “buoni”, vitamine e acqua. Omega-3: alleati del benessere e della salute pelle Fra i vari acidi grassi presenti in natura, gli Omega-3 si sono mostrati efficaci nel migliorare lo stato di salute della pelle. In particolare sono capaci di: ridurre l'acne; contrastare i disturbi infiammatori della pelle; reidratare l'epidermide in caso di lieve disidratazione; mantenere le cellule idratate e forti; combattere l'invecchiamento cutaneo; ritardare la comparsa delle rughe. Gli Omega-3 agiscono in profondità per contrastare l'infiammazione scatenata dalla presenza della cellulite. La dieta contro la cellulite Questi acidi grassi non sono gli unici nutrienti in grado di contrastare l'infiammazione associata alla buccia d'arancia. Altri cibi anticellulite sono i cereali integrali, la frutta, i legumi e la verdura. Un'alimentazione che includa tutti questi prodotti è fondamentale per combattere efficacemente il problema. La Nutrition Foundation of Italy consiglia una dieta anticellulite così composta: Colazione con frutta di stagione e cereali integrali. Pranzo con pasta o riso integrali oppure orzo o farro, accompagnati da verdura o salmone. Verdure ricche di acqua e di antiossidanti, tra cui zucchine, spinaci, lattuga e pomodori. Ottimi anche la soia e i suoi derivati.  Frutta fresca, ovvero ciliegie, fragole, more, lamponi, anguria, pompelmo e pesche. Frutta secca, ad esempio le noci, fonte vegetale di Omega-3. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Danni del fumo: gli Omega-3 riducono gli effetti sulle arterie

    Assumere  2 grammi al giorno di Omega-3 per 4 settimane aiuta a ridurre i danni del fumo alle arterie e a diminuire il rischio cardiovascolare. Lo suggerisce uno studio presentato al World Congress of Cardiology di Dubai (Emirati Arabi Uniti). Gli autori affermano che 2 grammi al giorno di questi acidi grassi, nel corso di 4 settimane, possono apportare i seguenti vantaggi alla salute: benefici significativi a livello della parete dei vasi sanguigni; riduzione del rischio cardiovascolare. Vasi sanguigni: Omega-3 amici del sistema circolatorio Nei paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari rappresentano una delle cause di morte più frequenti. Diversi studi dimostrano che il 30% delle disfunzioni cardiache e arteriose potrebbe essere evitato seguendo un corretto regime alimentare. Il ruolo svolto dagli Omega-3 in questo fenomeno è stato scoperto agli inizi del 1970. In quel periodo è stato osservato che nelle popolazioni eschimesi della Groenlandia, forti consumatrici di pesce ricco di Omega-3, l'incidenza delle malattie cardiovascolari era fra le più basse al mondo. L'effetto benefico di queste molecole si basa sulla capacità di: ridurre i trigliceridi in eccesso; aumentare i livelli del cosiddetto colesterolo “buono” (o HDL). Gli Omega-3 diminuiscono l'aggregazione delle piastrine e favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni, processi che consentono di inibire la coagulazione e ridurre il rischio di trombosi. Uno studio recente1 ha inoltre dimostrato che questi acidi grassi contrastano l'ispessimento dei vasi sanguigni, tipico di chi nasce sottopeso. Effetti del fumo sulla parete delle arterie Fumare fa male ai polmoni, e non solo. Il fumo di sigaretta contiene infatti migliaia di sostanza tossiche che attraverso il circolo sanguigno raggiungono e "impregnano" diversi organi. Queste sostanze colpiscono atresì le arterie. Nicotina e ossido di carbonio accelerano la formazione delle placche aterosclerotiche, lesioni che aumentano il rischio di infarto e di ictus. Omega-3 per proteggere il cuore dal fumo Un gruppo di ricercatori guidato da Gerasimos Siasos, della Medical School dell'Università di Atene (Grecia), nello studio presentato a Dubai ha dimostrato che assumere Omega-3 anche per brevi periodi riduce la rigidità delle arterie dei fumatori. Non solo: il trattamento con questi acidi grassi contrasta anche i danni delle proprietà elastiche dei vasi indotti dal fumo. Secondo Siasos, questi risultati suggeriscono che gli Omega-3 inibiscano l'effetto negativo del fumo sulle funzioni delle arterie, uno dei noti fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli esperti ricordano che l'unico modo sicuro per proteggere la salute dagli effetti dannosi del fumo è smettere di fumare. Questi risultati incoraggiano fumatori e non fumatori a seguire una dieta sana e bilanciata, che includa alimenti ricchi di Omega-3 come salmone, sgombro e noci. Per chi è a maggior rischio di malattie cardiovascolari, il consiglio è mangiare pesce ricco di questi acidi grassi almeno 2 volte alla settimana.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Skilton MR, Ayer JG, Harmer JA, Webb K, Leeder SR, Marks GB, Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of Omega-3 Supplementation”, Pediatrics. 2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


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  • L'efficace azione antirughe e antinvecchiamento degli Omega-3

    Gli Omega-3 aiutano a contrastare l'invecchiamento cutaneo, ostacolare la comparsa delle rughe, mantenere la pelle più liscia e più giovane. Uno studio di Hyeon Ho Kim e colleghi, del College of Medicine della National University di Seul (Corea), ha svelato le potenzialità di questi acidi grassi nel mascherare i segni lasciati sulla pelle dallo scorrere del tempo. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Lipid Research.   Raggi UV (raggi ultravioletti) e danni alla pelle I ricercatori hanno dimostrato che gli Omega-3 proteggono dai danni dell'esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) contenute nei raggi del sole. I raggi UV (raggi ultravioletti) sono la componente della radiazione solare responsabile dell'abbronzatura: durante l'esposizione al sole stimolano la produzione di melanina, un pigmento sintetizzato dalla pelle utile a proteggere dai potenziali effetti dannosi della tintarella. Tuttavia, sono i raggi ultravioletti stessi ad essere alla base di tali danni per la pelle. In particolare: causano eritemiscottature danni al DNA; compromettono la salute del derma associato alla pelle, promuovono la formazione delle rughe e dell'invecchiamento cutaneo. In particolare, nelle cellule del derma irradiate con UV è possibile osservare un aumento dell'espressione della metalloproteinasi-1 (MMP-1), un enzima che promuove la formazione delle rughe distruggendo alcune componenti del derma. Acidi grassi, amici per la pelle Gli autori dello studio pubblicato sul Journal of Lipid Research hanno analizzato l'effetto protettivo degli Omega-3 nei confronti dei danni promossi dagli UV. Questi acidi grassi, noti soprattutto per i benefici sull'apparato cardiocircolatorio e sul sistema nervoso, sono anche dei preziosi amici per la pelle. Gli Omega-3 sono efficaci antinfiammatori: contrastano ad esempio rossore e infiammazione associati ai brufoli. Questi nutrienti migliorano altresì l'idratazione della pelle e riducono la produzione di sebo. I ricercatori coreani hanno dimostrato che l'acido eicosapentaenoico (EPA), Omega-3 di origine alimentare, inibisce proprio l'attivazione di MMP-1 promossa dagli UV. In base alle analisi condotte dagli scienziati è stato possibile stabilire che questo fenomeno è associato alla regolazione delle principali molecole la cui attività viene alterata dall'esposizione agli ultravioletti. Azione antirughe degli Omega-3 I risultati ottenuti dimostrano che gli Omega-3 possono contrastare il tipo di invecchiamento della pelle che porta al formare le rughe. Per questo motivo gli autori hanno concluso che l'acido eicosapentaenoico potrebbe rappresentare un buon rimedio preventivo contro i segni del passare del tempo sulla pelle del viso.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Kim HH, Shin CM, Park CH, Kim KH, Cho KH, Eun HC, Chung JH, “Eicosapentaenoic acid inhibits UV-induced MMP-1 expression in human dermal fibroblasts”, J Lipid Res. 2005 Aug;46(8):1712-20. Epub 2005 Jun 1


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Rughe e invecchiamento cutaneo ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 contrastano i danni del fruttosio sul cervello

    I cibi ricchi di Omega-3 minimizzano i danni al cervello causati da elevate quantità di fruttosio, come il rallentamento delle capacità di memoria e di apprendimento. Fernando Gomez-Pinilla e  Rahul Agrawal, ricercatori dell'Università della California di Los Angeles (Stati Uniti), lo rivelano in uno studio pubblicato sul Journal of Physiology1. La scoperta aggiunge nuovi benefici all'azione svolta da questi acidi grassi a livello del cervello. Il fruttosio: zucchero nemico del cervello Il fruttosio è conosciuto per essere lo "zucchero della frutta". È altresì utilizzato nell'industria alimentare: ad esempio, le bibite gassate ne contengono quantità molto elevate. Gli studi di Gomez-Pinilla e Agrawal si sono concentrati proprio su questo particolare. Lo studio Nell'arco di 6 settimane, i ricercatori hanno valutato la capacità di 2 gruppi di ratti di imparare a percorrere un labirinto e riuscire a ricordarne la via di uscita. Uno è stato alimentato con una dieta ricca di fruttosio. L'altro è stato nutrito solo con cibi salutari. I risultati sono stati sorprendenti: i ratti che avevano ricevuto fruttosio erano molto più lenti rispetto agli altri. Analisi più approfondite evidenziano che assumere dosi elevate di fruttosio blocca la capacità dell'insulina di regolare l'uso e l'immagazzinamento degli zuccheri necessari per processare i pensieri e le emozioni. Di conseguenza, le cellule del cervello hanno difficoltà a comunicare tra di loro. Per questo motivo i ratti non riuscivano a pensare e ricordare bene la via di uscita dal labirinto, precedentemente memorizzata. Contrastare l'azione del fruttosio con gli Omega-3 Nel corso della stessa ricerca, gli autori hanno confrontato l'effetto del fruttosio con quello degli Omega-3. Introdurre nella dieta, insieme allo zucchero, cibi ricchi di questi acidi grassi (come noci o salmone) contrastata in modo efficace l'azione del fruttosio. Integrare la propria alimentazione a base di Omega-3 può proteggere infatti il cervello dall'azione negativa di alcune sostanze contenute nelle bibite gassate. Zucchero naturale e zucchero aggiunto: differenze Gomez-Pinilla sottolinea che il consumo a lungo termine di quantità elevate di fruttosio altera le capacità del cervello di apprendere e conservare le informazioni. Lo stesso ricercatore precisa che ad essere preoccupante è l'aggiunta di dolcificante o conservante in alcuni prodotti alimentari, sotto forma di sciroppo di mais, di certo non lo zucchero contenuto nella frutta. Pertanto, l'esperto consiglia di: preferire, ad esempio, uno yogurt alla frutta a un dolce confezionato; aumentare il consumo di Omega-3 per minimizzare i danni causati dal fruttosio.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Agrawal R, Gomez-Pinilla F, “'Metabolic syndrome' in the brain: deficiency in omega-3 fatty acid exacerbates dysfunctions in insulin receptor signalling and cognition”, J Physiol. 2012 May 15;590(Pt 10):2485-99. Epub 2012 Apr 2


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  • Tumore al seno: gli epossidi bloccano le metastasi

    Gli epossidi sono molecole ottenute dagli Omega-3 che contrastano la formazione delle metastasi di tumore al seno, bloccando i movimenti dell cellule di cancro alla mammella. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Sydney (Australia), guidati dal dottor Micheal Murray. I risultati di questi studi sono stati anticipati dall'ufficio comunicazione dell'ateneo1. Benefici degli Omega-3 per la salute Gli Omega-3 sono acidi grassi abbondanti soprattutto nei pesci, come salmone, sgombro e tonno. Anni di ricerche dimostrano che questi nutrienti sono in grado di ridurre sia l'infiammazione sia il rischio di sviluppare patologie croniche, come le malattie cardiovascolari e l'artrite. Prevenire i tumori con gli Omega-3 Diversi studi evidenziano come questi acidi grassi proteggono da alcune forme tumorali. Oltre al cancro al seno, mangiare pesce ricco di tali nutrienti consente di ridurre l'incidenza di: cancro al colon cancro alla prostata Associare il consumo di questi stessi nutrienti a chemio- o radioterapia consente poi di aumentare l'efficacia delle cure. Murray ha dichiarato che questi risultati hanno "convinto" molte persone a consumare pesci ricchi di Omega-3 per prevenire l'insorgere dei tumori. Metastasi cancro al seno: una nuova speranza Prevenire la formazione del tumore è solo uno dei diversi aspetti della lotta contro il cancro. Un altro punto fondamentale è cercare di capire come impedire la formazione di metastasi, ovvero l'espansione del tumore in zone dell'organismo diverse da quella già colpita dalla neoplasia. Questo processo richiede che le cellule tumorali siano in grado di muoversi e di aderire alle membrane: studi precedenti indicano che gli Omega-3 inibiscono quest'ultima capacità. Questi acidi grassi interferiscono altresì con l'attività delle molecole che permettono agli elementi cancerosi di attraversare le membrane. Azione antimetastasi degli Omega-3 Murray e colleghi hanno approfondito ulteriormente la conoscenza dell'attività antimetastatica degli Omega-3. Hanno dimostrato la capacità degli epossidi, molecole prodotte dall'organismo proprio a partire da questi nutrienti, di contrastare i movimenti delle cellule tumorali. I loro esperimenti sono stati condotti su tessuti prelevati da tumore al seno, una forma di cancro in cui la formazione delle metastasi è uno dei rischi principali per la vita delle pazienti. Murray ha illustrato il duale obiettivo a breve termine della ricerca: velocizzare lo sviluppo di farmaci antimetastatici da epossidi Omega-3; testare la loro reale efficacia. Lo scopo finale dei ricercatori è tuttavia ottenere una classe totalmente nuova di molecole, studiate appositamente per inibire la diffusione delle masse tumorali.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. http://sydney.edu.au/news/84.html?newsstoryid=8997


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