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  • Combattere la cellulite grazie al pesce ricco di Omega-3

    L'alimentazione a base di pesce ricco di Omega-3 aiuta a combattere la cellulite in modo efficace. Gli esperti riunitisi a San Diego (Stati Uniti) in occasione del 70° Congresso dell'American Academy of Dermatology hanno svelato i benefici di questi nutrienti per la salute di cosce e glutei. Secondo Molly Wanner, dermatologa dell'Harvard Medical School di Boston (Usa), alimenti contro la cellulite quali pesci ricchi di Omega-3 (salmone), frutta, verdura, legumi e cereali integrali possono essere molto più efficaci del trattamento laser.   Pesce ricco di Omega-3 Cause della cellulite e azioni di contrasto Wanner ha spiegato che una delle cause principali della cellulite è l'azione degli ormoni femminili che tendono ad accumulare il grasso nei cosiddetti “punti critici”: fianchi, cosce e addome. Gli interventi con laser anticellulite possono contrastare solo parzialmente e temporaneamente il problema, che tenderà a ripresentarsi in chi è predisposto. Per operare un'efficace azione contro la cellulite è fondamentale agire sull'alimentazione, e arricchire la propria dieta di acidi grassi “buoni”, vitamine e acqua. Omega-3: alleati del benessere e della salute pelle Fra i vari acidi grassi presenti in natura, gli Omega-3 si sono mostrati efficaci nel migliorare lo stato di salute della pelle. In particolare sono capaci di: ridurre l'acne; contrastare i disturbi infiammatori della pelle; reidratare l'epidermide in caso di lieve disidratazione; mantenere le cellule idratate e forti; combattere l'invecchiamento cutaneo; ritardare la comparsa delle rughe. Gli Omega-3 agiscono in profondità per contrastare l'infiammazione scatenata dalla presenza della cellulite. La dieta contro la cellulite Questi acidi grassi non sono gli unici nutrienti in grado di contrastare l'infiammazione associata alla buccia d'arancia. Altri cibi anticellulite sono i cereali integrali, la frutta, i legumi e la verdura. Un'alimentazione che includa tutti questi prodotti è fondamentale per combattere efficacemente il problema. La Nutrition Foundation of Italy consiglia una dieta anticellulite così composta: Colazione con frutta di stagione e cereali integrali. Pranzo con pasta o riso integrali oppure orzo o farro, accompagnati da verdura o salmone. Verdure ricche di acqua e di antiossidanti, tra cui zucchine, spinaci, lattuga e pomodori. Ottimi anche la soia e i suoi derivati.  Frutta fresca, ovvero ciliegie, fragole, more, lamponi, anguria, pompelmo e pesche. Frutta secca, ad esempio le noci, fonte vegetale di Omega-3. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.


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  • Danni del fumo: gli Omega-3 riducono gli effetti sulle arterie

    Assumere  2 grammi al giorno di Omega-3 per 4 settimane aiuta a ridurre i danni del fumo alle arterie e a diminuire il rischio cardiovascolare. Lo suggerisce uno studio presentato al World Congress of Cardiology di Dubai (Emirati Arabi Uniti). Gli autori affermano che 2 grammi al giorno di questi acidi grassi, nel corso di 4 settimane, possono apportare i seguenti vantaggi alla salute: benefici significativi a livello della parete dei vasi sanguigni; riduzione del rischio cardiovascolare. Vasi sanguigni: Omega-3 amici del sistema circolatorio Nei paesi industrializzati, le malattie cardiovascolari rappresentano una delle cause di morte più frequenti. Diversi studi dimostrano che il 30% delle disfunzioni cardiache e arteriose potrebbe essere evitato seguendo un corretto regime alimentare. Il ruolo svolto dagli Omega-3 in questo fenomeno è stato scoperto agli inizi del 1970. In quel periodo è stato osservato che nelle popolazioni eschimesi della Groenlandia, forti consumatrici di pesce ricco di Omega-3, l'incidenza delle malattie cardiovascolari era fra le più basse al mondo. L'effetto benefico di queste molecole si basa sulla capacità di: ridurre i trigliceridi in eccesso; aumentare i livelli del cosiddetto colesterolo “buono” (o HDL). Gli Omega-3 diminuiscono l'aggregazione delle piastrine e favoriscono la dilatazione dei vasi sanguigni, processi che consentono di inibire la coagulazione e ridurre il rischio di trombosi. Uno studio recente1 ha inoltre dimostrato che questi acidi grassi contrastano l'ispessimento dei vasi sanguigni, tipico di chi nasce sottopeso. Effetti del fumo sulla parete delle arterie Fumare fa male ai polmoni, e non solo. Il fumo di sigaretta contiene infatti migliaia di sostanza tossiche che attraverso il circolo sanguigno raggiungono e "impregnano" diversi organi. Queste sostanze colpiscono atresì le arterie. Nicotina e ossido di carbonio accelerano la formazione delle placche aterosclerotiche, lesioni che aumentano il rischio di infarto e di ictus. Omega-3 per proteggere il cuore dal fumo Un gruppo di ricercatori guidato da Gerasimos Siasos, della Medical School dell'Università di Atene (Grecia), nello studio presentato a Dubai ha dimostrato che assumere Omega-3 anche per brevi periodi riduce la rigidità delle arterie dei fumatori. Non solo: il trattamento con questi acidi grassi contrasta anche i danni delle proprietà elastiche dei vasi indotti dal fumo. Secondo Siasos, questi risultati suggeriscono che gli Omega-3 inibiscano l'effetto negativo del fumo sulle funzioni delle arterie, uno dei noti fattori di rischio cardiovascolare. Tuttavia, gli esperti ricordano che l'unico modo sicuro per proteggere la salute dagli effetti dannosi del fumo è smettere di fumare. Questi risultati incoraggiano fumatori e non fumatori a seguire una dieta sana e bilanciata, che includa alimenti ricchi di Omega-3 come salmone, sgombro e noci. Per chi è a maggior rischio di malattie cardiovascolari, il consiglio è mangiare pesce ricco di questi acidi grassi almeno 2 volte alla settimana.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Skilton MR, Ayer JG, Harmer JA, Webb K, Leeder SR, Marks GB, Celermajer DS, “Impaired Fetal Growth and Arterial Wall Thickening: A Randomized Trial of Omega-3 Supplementation”, Pediatrics. 2012 Feb 20. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni ed è stato taggato con

  • L'efficace azione antirughe e antinvecchiamento degli Omega-3

    Gli Omega-3 aiutano a contrastare l'invecchiamento cutaneo, ostacolare la comparsa delle rughe, mantenere la pelle più liscia e più giovane. Uno studio di Hyeon Ho Kim e colleghi, del College of Medicine della National University di Seul (Corea), ha svelato le potenzialità di questi acidi grassi nel mascherare i segni lasciati sulla pelle dallo scorrere del tempo. I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Lipid Research.   Raggi UV (raggi ultravioletti) e danni alla pelle I ricercatori hanno dimostrato che gli Omega-3 proteggono dai danni dell'esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) contenute nei raggi del sole. I raggi UV (raggi ultravioletti) sono la componente della radiazione solare responsabile dell'abbronzatura: durante l'esposizione al sole stimolano la produzione di melanina, un pigmento sintetizzato dalla pelle utile a proteggere dai potenziali effetti dannosi della tintarella. Tuttavia, sono i raggi ultravioletti stessi ad essere alla base di tali danni per la pelle. In particolare: causano eritemiscottature danni al DNA; compromettono la salute del derma associato alla pelle, promuovono la formazione delle rughe e dell'invecchiamento cutaneo. In particolare, nelle cellule del derma irradiate con UV è possibile osservare un aumento dell'espressione della metalloproteinasi-1 (MMP-1), un enzima che promuove la formazione delle rughe distruggendo alcune componenti del derma. Acidi grassi, amici per la pelle Gli autori dello studio pubblicato sul Journal of Lipid Research hanno analizzato l'effetto protettivo degli Omega-3 nei confronti dei danni promossi dagli UV. Questi acidi grassi, noti soprattutto per i benefici sull'apparato cardiocircolatorio e sul sistema nervoso, sono anche dei preziosi amici per la pelle. Gli Omega-3 sono efficaci antinfiammatori: contrastano ad esempio rossore e infiammazione associati ai brufoli. Questi nutrienti migliorano altresì l'idratazione della pelle e riducono la produzione di sebo. I ricercatori coreani hanno dimostrato che l'acido eicosapentaenoico (EPA), Omega-3 di origine alimentare, inibisce proprio l'attivazione di MMP-1 promossa dagli UV. In base alle analisi condotte dagli scienziati è stato possibile stabilire che questo fenomeno è associato alla regolazione delle principali molecole la cui attività viene alterata dall'esposizione agli ultravioletti. Azione antirughe degli Omega-3 I risultati ottenuti dimostrano che gli Omega-3 possono contrastare il tipo di invecchiamento della pelle che porta al formare le rughe. Per questo motivo gli autori hanno concluso che l'acido eicosapentaenoico potrebbe rappresentare un buon rimedio preventivo contro i segni del passare del tempo sulla pelle del viso.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Kim HH, Shin CM, Park CH, Kim KH, Cho KH, Eun HC, Chung JH, “Eicosapentaenoic acid inhibits UV-induced MMP-1 expression in human dermal fibroblasts”, J Lipid Res. 2005 Aug;46(8):1712-20. Epub 2005 Jun 1


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Rughe e invecchiamento cutaneo ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 contrastano i danni del fruttosio sul cervello

    I cibi ricchi di Omega-3 minimizzano i danni al cervello causati da elevate quantità di fruttosio, come il rallentamento delle capacità di memoria e di apprendimento. Fernando Gomez-Pinilla e  Rahul Agrawal, ricercatori dell'Università della California di Los Angeles (Stati Uniti), lo rivelano in uno studio pubblicato sul Journal of Physiology1. La scoperta aggiunge nuovi benefici all'azione svolta da questi acidi grassi a livello del cervello. Il fruttosio: zucchero nemico del cervello Il fruttosio è conosciuto per essere lo "zucchero della frutta". È altresì utilizzato nell'industria alimentare: ad esempio, le bibite gassate ne contengono quantità molto elevate. Gli studi di Gomez-Pinilla e Agrawal si sono concentrati proprio su questo particolare. Lo studio Nell'arco di 6 settimane, i ricercatori hanno valutato la capacità di 2 gruppi di ratti di imparare a percorrere un labirinto e riuscire a ricordarne la via di uscita. Uno è stato alimentato con una dieta ricca di fruttosio. L'altro è stato nutrito solo con cibi salutari. I risultati sono stati sorprendenti: i ratti che avevano ricevuto fruttosio erano molto più lenti rispetto agli altri. Analisi più approfondite evidenziano che assumere dosi elevate di fruttosio blocca la capacità dell'insulina di regolare l'uso e l'immagazzinamento degli zuccheri necessari per processare i pensieri e le emozioni. Di conseguenza, le cellule del cervello hanno difficoltà a comunicare tra di loro. Per questo motivo i ratti non riuscivano a pensare e ricordare bene la via di uscita dal labirinto, precedentemente memorizzata. Contrastare l'azione del fruttosio con gli Omega-3 Nel corso della stessa ricerca, gli autori hanno confrontato l'effetto del fruttosio con quello degli Omega-3. Introdurre nella dieta, insieme allo zucchero, cibi ricchi di questi acidi grassi (come noci o salmone) contrastata in modo efficace l'azione del fruttosio. Integrare la propria alimentazione a base di Omega-3 può proteggere infatti il cervello dall'azione negativa di alcune sostanze contenute nelle bibite gassate. Zucchero naturale e zucchero aggiunto: differenze Gomez-Pinilla sottolinea che il consumo a lungo termine di quantità elevate di fruttosio altera le capacità del cervello di apprendere e conservare le informazioni. Lo stesso ricercatore precisa che ad essere preoccupante è l'aggiunta di dolcificante o conservante in alcuni prodotti alimentari, sotto forma di sciroppo di mais, di certo non lo zucchero contenuto nella frutta. Pertanto, l'esperto consiglia di: preferire, ad esempio, uno yogurt alla frutta a un dolce confezionato; aumentare il consumo di Omega-3 per minimizzare i danni causati dal fruttosio.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Agrawal R, Gomez-Pinilla F, “'Metabolic syndrome' in the brain: deficiency in omega-3 fatty acid exacerbates dysfunctions in insulin receptor signalling and cognition”, J Physiol. 2012 May 15;590(Pt 10):2485-99. Epub 2012 Apr 2


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Approfondimenti sistema nervoso ed è stato taggato con

  • Tumore al seno: gli epossidi bloccano le metastasi

    Gli epossidi sono molecole ottenute dagli Omega-3 che contrastano la formazione delle metastasi di tumore al seno, bloccando i movimenti dell cellule di cancro alla mammella. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Sydney (Australia), guidati dal dottor Micheal Murray. I risultati di questi studi sono stati anticipati dall'ufficio comunicazione dell'ateneo1. Benefici degli Omega-3 per la salute Gli Omega-3 sono acidi grassi abbondanti soprattutto nei pesci, come salmone, sgombro e tonno. Anni di ricerche dimostrano che questi nutrienti sono in grado di ridurre sia l'infiammazione sia il rischio di sviluppare patologie croniche, come le malattie cardiovascolari e l'artrite. Prevenire i tumori con gli Omega-3 Diversi studi evidenziano come questi acidi grassi proteggono da alcune forme tumorali. Oltre al cancro al seno, mangiare pesce ricco di tali nutrienti consente di ridurre l'incidenza di: cancro al colon cancro alla prostata Associare il consumo di questi stessi nutrienti a chemio- o radioterapia consente poi di aumentare l'efficacia delle cure. Murray ha dichiarato che questi risultati hanno "convinto" molte persone a consumare pesci ricchi di Omega-3 per prevenire l'insorgere dei tumori. Metastasi cancro al seno: una nuova speranza Prevenire la formazione del tumore è solo uno dei diversi aspetti della lotta contro il cancro. Un altro punto fondamentale è cercare di capire come impedire la formazione di metastasi, ovvero l'espansione del tumore in zone dell'organismo diverse da quella già colpita dalla neoplasia. Questo processo richiede che le cellule tumorali siano in grado di muoversi e di aderire alle membrane: studi precedenti indicano che gli Omega-3 inibiscono quest'ultima capacità. Questi acidi grassi interferiscono altresì con l'attività delle molecole che permettono agli elementi cancerosi di attraversare le membrane. Azione antimetastasi degli Omega-3 Murray e colleghi hanno approfondito ulteriormente la conoscenza dell'attività antimetastatica degli Omega-3. Hanno dimostrato la capacità degli epossidi, molecole prodotte dall'organismo proprio a partire da questi nutrienti, di contrastare i movimenti delle cellule tumorali. I loro esperimenti sono stati condotti su tessuti prelevati da tumore al seno, una forma di cancro in cui la formazione delle metastasi è uno dei rischi principali per la vita delle pazienti. Murray ha illustrato il duale obiettivo a breve termine della ricerca: velocizzare lo sviluppo di farmaci antimetastatici da epossidi Omega-3; testare la loro reale efficacia. Lo scopo finale dei ricercatori è tuttavia ottenere una classe totalmente nuova di molecole, studiate appositamente per inibire la diffusione delle masse tumorali.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. http://sydney.edu.au/news/84.html?newsstoryid=8997


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  • Ecco come gli Omega-3 sono efficaci contro la sindrome di Rett

    La sindrome di Rett è una malattia del sistema nervoso per la quale non esistono terapie. In questi giorni sono però emerse interessanti notizie, provenienti dall'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese e dall'ospedale Le Scotte di Siena. Claudio De Felice, Cinzia Signorini e Joussef Hayek hanno guidato un gruppo di ricercatori che identificato il primo approccio nutrizionale utile a diminure sia i sintomi sia lo stress ossidativo caratteristici di questa patologia: assumere acidi grassi Omega-3. Sindrome di Rett, una questione di geni e di stress ossidativo La sindrome di Rett è una malattia piuttosto rara che compromette lo sviluppo del sistema nervoso. La mutazione in un gene è alla base della sua insorgenza: le ricerche condotte negli anni hanno evidenziato come i pazienti affetti sono caratterizzati da un maggior stress ossidativo. Ciò porta a un danneggiamento dei lipidi. Nessuna terapia è al momento capace di prevenire la malattia o di arrestare la degenerazione nervosa che accompagna. Effetti antiossidanti e antinfiammatori degli Omega-3 I potenti agenti antinfiammatori Omega-3 possono altresì contrastare l'effetto degli agenti ossidanti. De Felice e colleghi hanno deciso di verificare i loro possibili benefici nei confronti dello stress ossidativo e dell'ossidazione dei lipidi, tipici di malattie neurologiche come la sindrome di Rett. Lo studio I ricercatori hanno somministrato olio di pesce ricco di questi nutrienti a 10 pazienti affetti dalla malattia, nello stadio più precoce del suo sviluppo. Dose singola giornaliera (media): 72,9 grammi per peso corporeo di acido docosaesaenoico (DHA); 117,1 grammi per peso corporeo di acido eicosapentaenoico (EPA). Sono i 2 principali Omega-3 di origine alimentare. La somministrazione è continuata per 6 mesi. Come controllo, altri 10 pazienti nelle stesse condizioni sono stati seguiti per egual periodo, senza ricevere il supplemento di acidi grassi. Sintomi della sindrome di Rett: riduzione dimostrata grazie agli acidi grassi Al termine dei 6 mesi di somministrazione, i ricercatori hanno osservato una significativa riduzione della gravità dei sintomi solo nei pazienti che hanno ricevuto gli Omega-3. I miglioramenti rilevati riguardano in particolare: capacità motorie deficit della comunicazione non verbale difficoltà respiratorie Negli individui che hanno assunto EPA e DHA è stata osservata anche una diminuzione di tutti i marcatori dello stress ossidativo che sono stati analizzati. Antinfiammatori o antiossidanti? Gli esperti del settore ribadiscono che gli Omega-3 sono innanzitutto principi attivi dalle proprietà antinfiammatorie. Studi condotti in passato dimostrano che questi preziosi nutrienti possono proteggere dallo stress ossidativo, pur non essendo veri e propri antiossidanti. Qualunque sia il loro meccanismo d'azione, questa ricerca dimostra per la prima volta che un approccio nutrizionale basato sugli Omega-3 può portare a un recupero, almeno parziale, dei sintomi clinici e biochimici della sindrome di Rett.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. De Felice C, Signorini C, Durand T, Ciccoli L, Leoncini S, D'Esposito M, Filosa S, Oger C, Guy A, Bultel-Poncé V, Galano JM, Pecorelli A, De Felice L, Valacchi G, Hayek J, “Partial rescue of Rett syndrome by ω-3 polyunsaturated fatty acids (PUFAs) oil”, Genes Nutr. 2012 Mar 8.


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  • Omega-3 per migliorare la salute dei vasi sanguigni

    Supplementazioni a base di acidi grassi Omega-3 possono migliorare la funzione dei vasi sanguigni nonché favorire la salute vascolare. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Arterie e vasi sanguigni

  • Depressione perinatale e depressione post partum: combatterle con gli Omega-3

    Gli acidi grassi Omega-3 introdotti con la dieta svolgono un'azione di contrasto fondamentale sia alla depressione perinatale che alla depressione post partum. La depressione perinatale (detta anche depressione materna) e la depressione post partum (conosciuta anche come depressione postnatale) sono 2 disturbi dell'umore riscontrabili nelle fasi di gravidanza e e postgravidanza: la prima si manifesta con alterazioni e cambiamenti fisici ed emotivi durante i 9 mesi di gravidanza; la seconda invece colpisce tra le 6 e le 12 settimane dopo il parto e può durare diverso tempo. Depressione perinatale: l'azione degli Omega-3 L'alimentazione è uno dei fattori di rischio alla base dell'insorgenza di questo disturbo dell'umore, manifestazione che non deve essere trascurata per nessun motivo: questa patologia può infatti arrecare danni sia alla salute madre sia a quella del bambino. Queste le parole di Brenda M. Y. Leung, autrice di uno studio pubblicato sul Journal of American Dietetic Association. I sintomi di questa particolare malattia sono gli stessi della depressione comune: cattivo umore mancanza di concentrazione apatia scarsa qualità del sonno mancanza di appetito Lo studio ha evidenziato come bassi livelli di Omega-3 EPA e DHA possano contribuire allo sviluppo di tale patologia. È pertanto necessario ricorrere ad una supplementazione alimentare con questi nutrienti, processo che può avvenire in 2 modi: consumando cibi che contengono Omega-3 (soprattutto pesce grasso, come salmone, sgombro, halibut e sardine) 2/3 volte alla settimana; aggiungendo alla propria dieta integratori alimentari a base di questi acidi grassi. Inoltre sembrerebbe che minerali come ferro e zinco possano modificare il rischio d'insorgenza di tale disturbo. Depressione post partum: olio di pesce come strumento preventivo L'assunzione in gravidanza di Omega-3 DHA da olio di pesce diminuisce il rischio d'insorgenza della depressione post partum e contribuisce a migliorare la salute del bambino. Lo rivela uno studio su 52 donne incinte condotto dall'University of Connecticut School of Nursing. I ricercatori hanno suddiviso le gestanti in 2 gruppi: le donne del primo hanno assunto capsule di olio di pesce pari a 300 milligrammi di DHA dalla ventiquattresima settimana di gestazione sino al parto; a quelle del secondo è stato invece somministrato un placebo. Dopo il parto, tutte le pazienti sono state sottoposte ad una valutazione del loro stato emotivo tramite la Postpartum Depression Screening Scale, metodo che permette di determinare sensazioni e sentimenti personali (tristezza, ansia, emotività, sensi di colpa, perdita di sé) in modo obiettivo. È emerso che le donne trattate con olio di pesce hanno ottenuto punteggi più bassi, quindi soffrivano meno di ansia, tristezza ed emotività rispetto a coloro a cui è stato somministrato solo placebo. Questo significa che l'Omega-3 DHA da olio di pesce ha attuato un'efficace azione di contrasto durante la gestazione. Durante la "dolce attesa", i ricercatori consigliano di assumere Omega-3 almeno 3 volte alla settimana.  


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  • Antiretrovirali e HIV: gli Omega-3 riducono i trigliceridi senza effetti collaterali

    Gli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) riducono significativamente e senza effetti collaterali gravi i livelli di trigliceridi nei pazienti con HIV in terapia con farmaci antiretrovirali. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Trigliceridi ed è stato taggato con

  • Salute della donna: Omega-3 per prevenire i polipi al colon

    Gli acidi grassi Omega-3 si rivelano ancora importanti alleati per il benessere della donna: mangiare pesce, cibo ricco di questi nutrienti, aiuta infatti a prevenire l'insorgenza del polipo al colon. Lo rivela una ricerca condotta dall'equipe del dottor Harvey J Murff, pubblicata sull'American Journal of Clinical Nutrition. Secondo gli autori dello studio, consumare pesce in modo regolare permetterebbe alla donne di prevenire la formazione di polipi al colon. Il termine "polipo" indica un'escrescenza patologica di piccole dimensioni, spesso asintomatica, che si forma su una mucosa (come naso, utero, intestino, stomaco e, appunto, colon). Col tempo e se non controllata, tale manifestazione fisica potrebbe tramutarsi in cancro. Polipo al colon e Omega-3: lo studio Il dottor Murff afferma che l'azione antinfiammatoria degli Omega-3 è efficace per ridurre il rischio d'insorgenza di un tumore. Murff è molto chiaro anche su un altro punto: è necessario mangiare pesce almeno 3 volte a settimana per accentuare il potere preventivo di tali acidi grassi. La ricerca è stata condotta nel corso di 7 anni su un campione di 5.307 persone (40% donne, 60% uomini) sottoposte a colonscopia: 3.166 soggetti che non presentavano formazione di polipi; 1.597 soggetti affetti da polipo adenomatoso; 544 soggetti affetti da polipo iperplastico. Ai pazienti è stato chiesto di riempire un questionario contenente le seguenti informazioni: regime alimentare stile di vita storia clinica, personale e familiare A questi fattori sono stati associati altri importanti dati di carattere clinico, come età e indice di massa corporea. I risultati finali sono stati interessanti: le donne che introducevano nella loro alimentazione almeno 3 porzioni settimanali di pesce riducevano del 33% la possibilità di di sviluppare polipi angiomatosi. I pesci che contengono Omega-3 Gli Omega-3 sono contenuti soprattutto nel pesce grasso: salmone sgombro sardine acciughe aringhe tonno halibut pesce spada Conclusioni I dati raccolti indicano che l'assunzione di alte quantità di acidi grassi di origine marina è associata ad una diminuzione del rischio tumorale. Tuttavia, tali benefici non sono stati riscontrati nei soggetti e nei pazienti di sesso maschile.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Rose DP, “Effects of dietary fatty acids on breast and prostate cancers: evidence from in vitro experiments and animal studies”, Am J Clin Nutr. 1997 Dec;66(6 Suppl):1513S-1522S 2. Rose DP, “Dietary fatty acids and cancer.”, Am J Clin Nutr. 1997 Oct;66(4 Suppl):998S-1003S 3. Rose DP, Connolly JM, “Dietary fat and breast cancer metastasis by human tumor xenografts”, Breast Cancer Res Treat. 1997 Nov-Dec;46(2-3):225-37 4. 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