**Page description appears here**
Dagli specialisti in Omega-3 Integratori di qualità e consulenza professionale

Ricevi notizie, consigli e offerte con
Omegor Newsletter

sono sicuro

Blog Omega-3

  • Rischio cardiovascolare: nelle donne, pesce ricco di Omega-3 lo riduce del 90%

    Donne: 90% in meno di rischio cardiovascolare se si mangia pesce Le giovani donne possono ridurre il rischio di malattie al cuore grazie ad un'alimentazione a base di pesce, tra gli alimenti più ricchi di Omega 3. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato da Hypertension: Journal of the American Heart Association, il primo mai condotto su donne in età fertile. La ricerca è stata condotta da Marin Strøm del Centre for Fetal Programming dello Statens Serum Institut di Copenhagen (Danimarca). Lo studio ha prodotto il seguente responso: le giovani donne che non mangiano mai pesce, oppure lo consumano raramente, sviluppano nell'arco di 8 anni il 50% in più di disturbi cardiovascolari. Rispetto alle donne che mangiano pesce ricco di Omega-3 tutte le settimane, il cuore di coloro che lo mangiano raramente o per nulla è soggetto a un rischio superiore del 90%. Omega-3 e salute del cuore Diversi studi hanno dimostrato che gli Omega-3 contenuti nel pesce grasso e nell'olio di pesce proteggono dalle malattie di cuore e vasi sanguigni. Tuttavia, precisa Strøm, la maggior parte di queste ricerche ha coinvolto esclusivamente uomini. Anche se uomini e donne condividono diversi fattori di rischio cardiovascolare, alcuni studi hanno evidenziato che esistono anche delle differenze di genere. Ad esempio i livelli di infiammazione, di colesterolo e di trigliceridi possono avere un'influenza più negativa sulla salute femminile. I benefici degli Omega-3 per le trentenni Gli autori della nuova ricerca hanno analizzato i dati relativi a uno studio di popolazione che ha coinvolto 49.000 donne danesi di età compresa fra i 15 e i 49 anni. Fra queste, l'età media delle donne in gravidanza era di circa 30 anni. Ciascuna donna è stata intervistata telefonicamente riguardo alla quantità e al tipo di pesce consumato. È emerso che la dieta di pesce tipica comprendeva merluzzi, salmoni, aringhe e sgombri, tutti ricchi in Omega-3. Le partecipanti hanno altresì risposto a domande sullo stile di vita e sulla loro storia familiare. In 8 anni, i ricercatori hanno registrato 577 casi di eventi cardiovascolari: 328 casi inerenti a malattie legate all'ipertensione; 146 a disturbi cerebrovascolari; 103 a malattie cardiache ischemiche. Sono stati inoltre rilevati 5 decessi di donne a cui non erano mai stati diagnosticati problemi al cuore. L'analisi incrociata dei dati ha potuto stabilire che il basso consumo di pesce aumenta del 90% il rischio di sviluppare uno di questi disturbi. Infatti, il ricovero a causa di eventi cardiovascolari è risultato molto più frequente fra le donne che hanno mangiato poco, o addirittura mai, del pesce. I ricercatori hanno anche condotto 3 valutazioni distinte nell'arco di 30 settimane, rilevando che le donne che non mangiano mai pesce hanno un rischio cardiovascolare 3 volte superiore rispetto a quelle che lo scelgono tutte le settimane. Quando (e quanto) pesce mangiare I risultati indicano come i benefici degli Omega-3 per il cuore siano evidenti anche in giovane età. Non solo: secondo quanto emerso dallo studio può essere sufficiente mangiare pesce un paio di volte al mese per ricavarne dei vantaggi. Tuttavia, spiega Strøm, per ottenere i migliori risultati sperabili le donne dovrebbero scegliere di mettere questo cibo nel piatto almeno 2 volte alla settimana.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Strøm M, Halldorsson TI, Mortensen EL, Torp-Pedersen C, Olsen SF. "Fish, n-3 Fatty Acids, and Cardiovascular Diseases in Women of Reproductive Age. A Prospective Study in a Large National Cohort", Hypertension, December 5, 2011 [Published online before print ]


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Rischio cardiovascolare ed è stato taggato con

  • Diabete di tipo 2: Omega-3 dell'olio di pesce proteggono il rene

    Diabete di tipo 2: l'olio di pesce protegge i reni I pazienti affetti da diabete tipo 2 potrebbero migliorare la salute del rene integrando la propria alimentazione con gli acidi grassi Omega-3 contenuti nell'olio di pesce. Lo suggerisce uno studio pubblicato da Diabetic Medicine, rivista della British Diabetic Association. I ricercatori del Dipartimento di Medicina dell'Università di Hong Kong (Cina) hanno dimostrato che dopo 12 settimane di assunzione di olio di pesce,  i livelli di creatinina nei pazienti diabetici diminuiscono in modo significativo. Omega-3 e rene Gli Omega 3 sono nutrienti tipici dei pesci che abitano mari e oceani. Anni di studi hanno dimostrato che l'olio di pesce ottenuto da queste specie, ad alto contenuto di questi acidi grassi, è un prezioso aiuto per la salute del cuore. Il maggiore consumo di olio di pesce è associato a una riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Esercita altresì un'azione significativa sullo sbilanciamento delle concentrazioni dei lipidi nel sangue. Nonostante ciò, gli effetti degli integratori a base di olio di pesce sulla funzione dei vasi sanguigni e sul metabolismo dei pazienti affetti da diabete di tipo 2 non sono stati ancora chiariti del tutto. Tuttavia, alcuni studi hanno rafforzato l'ipotesi che i integratori di olio di pesce ricchi in Omega-3 abbiano un effetto protettivo nei confronti del rene di chi soffre di diabete di tipo 2. Olio di pesce o olio di oliva? I ricercatori cinesi hanno condotto uno studio controllato su 97 individui affetti da diabete di tipo 2 che non avevano mai sofferto di disturbi cardiovascolari. Sono stati assegnati a 2 gruppi di trattamento: 49 di questi pazienti hanno assunto per 12 settimane 4 grammi al giorno di olio di pesce; 48 individui hanno assunto per uno stesso periodo dell'olio di oliva, che non è ricco di Omega-3. I ricercatori hanno valutato la funzionalità vascolare prima e dopo l'assunzione dei 2 tipi di supplementi. L'olio di pesce migliora la salute del rene nel diabete di tipo 2 Le analisi condotte hanno dimostrato che l'olio di pesce riduce significativamente i livelli di trigliceridi presenti nel siero di chi è affetto da diabete di tipo 2. Tuttavia, precisano gli autori, 12 settimane di trattamento non sono sufficienti ad ottenere un significativo miglioramento delle funzioni vascolari. Ciononostante, i livelli di creatina presenti nel siero, indice del funzionamento del rene, erano minori in chi aveva assunto l'olio di pesce che in chi aveva integrato la sua dieta con olio di oliva. In particolare, l'assunzione di Omega-3 per 12 settimane riduceva i livelli di creatinina di 4,5 micromoli per ogni litro di siero. Alti livelli di creatinina sono associati a danni della funzionalità renale: pertanto questi risultati indicano che l'olio di pesce, assunto per 12 settimane, migliora il funzionamento del rene nei pazienti che soffrono di diabete di tipo 2.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Wong CY, Yiu KH, Li SW, Lee S, Tam S, Lau CP, Tse HF, “Fish-oil supplement has neutral effects on vascular and metabolic function but improves renal function in patients with Type 2 diabetes mellitus”, Diabet Med. 2010 Jan;27(1):54-60


    Articolo pubblicato in Diabete, Diabete di tipo 2 ed è stato taggato con

  • Trigliceridi riesterificati aumentano biodisponibilità Omega-3 del 70%

    Trigliceridi riesterificati: fino al 70% di miglior assorbimento degli Omega 3 L'organismo assorbe e utilizza meglio gli Omega 3 assunti sotto forma di trigliceridi riesterificati. A dimostrarlo è una ricerca di uno dei massimi esperti di Omega-3, Jorn Dyerberg. Secondo l'epidemiologo danese e i suoi colleghi dell'Università di Copenhagen e dell'Ospedale di Aalborg (Danimarca), la biodisponibilità degli Omega-3 presenti nelle formulazioni di questo tipo è superiore del 50% rispetto a quella delle altre forme, incluso l'olio di fegato di merluzzo. La notizia è apparsa sulle pagine della rivista Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Tipologie di Omega-3 ed è stato taggato con

  • Parodontite: Omega-3 proteggono le gengive e riducono il rischio del 20%

    Periodontite: 20% in meno di rischi grazie all'olio di pesce La parodontite (o periodontite) può essere ostacolata da una dieta a base di Omega 3. Una ricerca pubblicata dal Journal of the American Dietetic Association ha dimostrato che gli acidi grassi Omega-3 proteggono la salute delle gengive contrastando l'insorgenza di questa infezione. La ricerca è stata condotta all'Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti). Secondo gli autori, l'assunzione di quantità moderate di acido eicosapentaenoico (EPA) acido docosaesaenoico (DHA), Omega-3 contenuti nei pesci grassi, riduce la frequenza del disturbo del 20%. I ricercatori hanno spiegato che una terapia contro la parodontite basata sulla dieta rappresenterebbe un'alternativa più sicura e più economica rispetto alle cure attuali. Terapia parodontite: Omega-3 come alternativa efficace La parodontite è un'infiammazione causata dalla proliferazione di batteri tra i denti e le gengive. Viene trattata con l'applicazione locale di antibiotici, abbinata alla pulizia meccanica. I ricercatori sottolineano che i dati raccolti suggeriscono che una dose di DHA pari a quella raccomandata dall'American Heart Association può essere altrettanto soddisfacente (se non addirittura più potente) nella lotta contro la parodontite. Secondo gli autori i benefici degli Omega-3 nel trattamento di infiammazioni croniche suggeriscono un loro impiego nel prevenire altre malattie infiammatorie. DHA, l'arma più forte contro la parodontite La ricerca ha previsto l'analisi dei dati riguardanti oltre 9.000 individui adulti che, tra il 1999 e il 2004, hanno partecipato a uno studio statunitense: il National Health and Nutrition Examination Survey. Gli studiosi dell'Harvard Medical School hanno rilevato in chi introduceva con la dieta quantità maggiori di DHA un'incidenza dell'infiammazione minore del 20%. Nel caso dell'EPA la riduzione era inferiore, ma comunque significativa. Un'efficacia confermata L'utilità degli Omega-3 nel trattamento della parodontite è sostenuta anche dai dati ottenuti precedentemente dai ricercatori dell'Università del Kentucky di Lexington (Stati Uniti). Secondo questa ricerca, pubblicata dal Molecular Oral Biology, bastano dosi piuttosto basse di EPA, DHA e ALA (acido alfa-linolenico, il precursore degli Omega-3) per inibire la crescita dei patogeni che proliferano nel cavo orale. Fra i microrganismi su cui gli Omega-3 sono attivi: Streptococcus mutans Candida albicans Porphyromonas ginigivalis Omega-3, la risposta a un'esigenza Anche se le terapie tradizionali puntano all'eliminazione dell'infezione batterica nelle sue prime fasi, gli esperti si stanno da qualche tempo concentrando sulla ricerca di soluzioni che agiscano bersagliando la risposta all'infezione. Infatti, la reazione dell'organismo alla presenza dei batteri sembra giocare un ruolo importante nell'evoluzione della parodontite, che può addirittura portare alla perdita dei denti e del tessuto osseo circostante. Per questo i risultati ottenuti dai ricercatori di Harvard sono stati ben accolti dalla comunità scientifica. Elizabeth Krall Kaye, docente della Boston University (Boston, Stati Uniti), ha confermato la validità dei dati ricavati da questo studio. Secondo l'esperta i risultati sono resi ancora più interessanti dal fatto che sono sufficienti quantità modeste di DHA ed EPA per ridurre significativamente i rischi per le gengive. Questo, spiega Kaye, suggerisce che potrebbe essere possibile proteggere le gengive semplicemente grazie all'assunzione degli Omega-3 con la dieta.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Naqvi AZ, Buettner C, Phillips RS, Davis RB, Mukamal KJ, “n-3 fatty acids and periodontitis in US adults”, J Am Diet Assoc. 2010 Nov;110(11):1669-75 2. Huang CB, Ebersole JL, “A novel bioactivity of omega-3 polyunsaturated fatty acids and their ester derivatives”, Mol Oral Microbiol. 2010 Feb;25(1):75-80 3. Kaye EK, “n-3 fatty acid intake and periodontal disease”, J Am Diet Assoc. 2010 Nov;110(11):1650-2


    Articolo pubblicato in Cavo orale ed è stato taggato con

  • Omega-3 in gravidanza e allattamento riducono infiammazione nei bambini

    Integratori Omega 3 gravidanza e allattamento: meno rischi d'infiammazione nei bambini Durante la gravidanza e l'allattamento, l'assunzione quotidiana di 400 milligrammi di Omega 3 acido docosaesaenoico (DHA) attenua l'infiammazione nei bambini. Lo ha dimostrato uno studio clinico condotto da un gruppo di ricercatori israeliani, i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista Mediators of Inflammation. La ricerca aggiunge nuovi dettagli al quadro dell'utilità degli acidi grassi Omega-3 per la salute dei bambini già a partire dalla gravidanza. Omega-3, gravidanza e allattamento Gli acidi grassi Omega-3 in gestazione svolgono funzioni importanti per la salute della madre e per quella del nascituro. In particolare permettono di: mantenere i valori di pressione sanguigna nella norma; ridurre il rischio di aborto; ridurre il rischi di parto prematuro; ridurre il rischio di depressione post partum; promuovere il corretto flusso di sangue alla placenta; facilitare il passaggio di ossigeno e nutrienti dalla mamma al bambino. Il corretto sviluppo del bambino, soprattutto a livello del sistema nervoso, viene supportato da questi preziosi acidi grassi. Dopo la nascita, i bambini continuano a beneficiare degli Omega-3 assunti dalla madre durante la gestazione e l'allattamento. I bambini le cui madri hanno garantito in questi periodi il corretto apporto di acidi grassi sono meno esposti al rischio di sviluppare alcune patologie, quali l'asma e alcune forme allergiche. Tuttavia, le scorte di Omega-3 in gestazione diminuiscono quando viene prolungato l'allattamento e nel caso in cui la donna abbia già avuto dei figli. Per tutti questi motivi, gli esperti raccomandano alle donne incinte di assumere ogni giorno dai 200 ai 300 milligrammi di DHA, Omega-3 di cui sono ricchi i pesci grassi. Omega-3 per ridurre l'infiammazione nei bambini I ricercatori israeliani hanno focalizzato l'attenzione sull'effetto dell'assunzione di DHA durante la gestazione e l'allattamento sulla risposta immunitaria dei bambini. Il loro studio ha coinvolto 60 donne in gravidanza che avevano avuto già almeno 2 figli. A 30 delle partecipanti è stato prescritto di assumere 400 milligrammi al giorno di DHA dalla dodicesima settimana di gestazione a 4 mesi dopo il parto. La risposta immunitaria dei bambini, allattati al seno, è stata valutata analizzando i loro campioni di sangue. I ricercatori hanno misurato i livelli di alcuni anticorpi, dei diversi tipi di linfociti (globuli bianchi coinvolti nella risposta immunitaria) e di citochine, molecole che partecipano ai processi infiammatori. I dati raccolti hanno svelato che i bambini le cui madri avevano assunto Omega-3 DHA durante la gestazione e l'allattamento avevano livelli più elevati di linfociti non ancora attivati. Di contro, in questi bambini il numero di globuli bianchi che producevano la citochina interferone gamma era significativamente inferiore. DHA, benefici confermati Secondo i ricercatori, la maggiore presenza di linfociti non attivi e la riduzione della produzione di interferone gamma è compatibile con l'ipotesi che l'assunzione di DHA durante la gestazione e l'allattamento riduca la risposta proinfiammatoria nei bambini.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Granot E, Jakobovich E, Rabinowitz R, Levy P, Schlesinger M, “DHA supplementation during pregnancy and lactation affects infants' cellular but not humoral immune response”, Mediators Inflamm. 2011;2011:493925. Epub 2011 Sep 18


    Articolo pubblicato in Donna in salute, Gravidanza

  • Omega-3 per le ossa: l'acido alfa-linolenico protegge l'anca

    Olio di pesce per le ossa: anche più sane con l'acido alfa-linolenico L'Omega 3 acido alfa-linolenico (ALA) introdotto attraverso l'alimentazione riduce il rischio di frattura all'anca nella terza età. Lo ha dimostrato uno studio della Tufts University di Boston (Stati Uniti), pubblicato sul Journal of Nutrition. Si tratta del primo studio che esamina nel dettaglio il ruolo degli Omega-3, molecole utili per garantire il benessere delle ossa, sul rischio di fratture all'anca. Omega-3 per le ossa La letteratura scientifica è ricca di studi che hanno dimostrato i benefici degli Omega-3 per le ossa. Diverse fonti alimentari di questi acidi grassi, come l'olio di pesce o il pesce stesso, si sono rivelate utili nella prevenzione dell'osteoporosi soprattutto durante l'invecchiamento.   L'assunzione a lungo termine di questi nutrienti può migliorare le caratteristiche strutturali e meccaniche delle ossa. In questa ricerca è stato analizzato nello specifico l'effetto dell'assunzione di diversi Omega-3 sul rischio di incorrere in fratture dell'anca. Ossa dell'anca: gli effetti specifici Lo studio ha coinvolto 904 individui di età media pari a 75 anni, tutti partecipanti al Framingham Osteoporosis Study, un progetto sulla salute delle ossa iniziato nel 1987 e finanziato dai National Institutes of Health statunitensi. L'incidenza di fratture all'anca è stata registrata a partire dal momento in cui ciascun partecipante ha completato i primi test ed esami previsti nel progetto, ed è stata monitorata fino al 31 dicembre 2005. I dati così raccolti sono stati messi in correlazione con i livelli di assunzione di Omega-3, di Omega-6 o di pesce. È stato preso in particolare considerazione il consumo degli Omega-3 ALA, EPA (acido eicosapentaenoico), DHA (acido docosaesaenoico) e della combinazione EPA+DHA. L'analisi degli Omega-6 noti ha incluso invece l'acido linoleico e l'acido arachidonico. I ricercatori hanno preso altresì in considerazione il rapporto tra i livelli di Omega-6 e quelli di Omega-3. È emerso che solo la quantità di acido alfa-linolenico introdotto con l'alimentazione è associata al rischio di frattura delle ossa dell'anca sia negli uomini sia nelle donne. In particolare, negli individui che introducono le quantità di ALA più elevate questo rischio è ridotto del 54% rispetto a quanto osservato in chi ne consuma i livelli più bassi. L'acido arachidonico sembra, invece, contrastare le fratture all'anca solo negli uomini. Prendersi cura delle ossa con un'alimentazione più attenta Secondo i ricercatori, questi risultati suggeriscono che l'assunzione per via alimentare di acido alfa-linoleico può aiutare a contrastare le fratture delle ossa dell'anca sia negli uomini sia nelle donne. È possibile arricchire la propria dieta di ALA con i seguenti alimenti: oli vegetali (olio di colza, olio di semi di lino); vegetali a foglia verde; legumi (come i fagioli e la soia) noci tuorlo d'uovo carne di cavallo Anche i cereali possono essere una fonte di questo Omega-3, ma ne sono meno ricchi.   • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


    Articolo pubblicato in Sistema muscolo-scheletrico, Ossa e colonna vertebrale ed è stato taggato con

  • Omega-3 DHA in gestazione per migliorare la salute dei bambini

    Gravidanza: il DHA migliora la salute dei bambini Il raffreddore nei bambini può essere contrastato dall'assunzione di Omega 3 in gestazione. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato dalla rivista Pediatrics. Le future mamme dovrebbero assumere 400 milligrammi di DHA al giorno a partire dalla diciottesima settimana di gestazione, al fine di garantire lo stato di buona salute dei propri bimbi nei primi mesi di vita. Lo studio, condotto dai ricercatori del Nutrition and Health Sciences Program della Emory University (Atlanta, Stati Uniti), dimostra che l'integrazione della dieta con DHA durante la gravidanza riduce la frequenza dei raffreddori nei bambini di 1 mese. E a 1, 3 e 6 mesi di vita nei piccoli le cui mamme sono ricorse all'assunzione di Omega-3 DHA nella gestazione la durata dei sintomi della malattia è inferiore. Omega-3, preziosi alleati contro l'infiammazione Gli acidi grassi a lunga catena, classe di molecole cui appartiene l'acido docosaesaenoico (DHA), influenzano l'attività del sistema immunitario e i processi infiammatori. Tuttavia, l'effetto che l'assunzione di DHA da parte delle future mamme potrebbe avere sulla salute dei bambini non era stato ancora chiarito. Per questo motivo Beth Imhoff-Kunsch e gli altri autori dello studio hanno deciso di analizzare se l'integrazione della dieta con DHA durante la gestazione influenzasse lo sviluppo delle malattie nei bambini. Omega- 3 in gestazione per la salute dei bambini: lo studio L'analisi è stata condotta in Messico. A un gruppo di donne in gravidanza è stata prescritta l'assunzione di 400 milligrammi di DHA a partire dalla diciottesima o, in alcuni casi, dalla ventiduesima settimana di gestazione. Da questo momento le future mamme hanno continuato ad assumere l'Omega-3 fino al parto. Nello stesso periodo un secondo gruppo di gestanti ha assunto un placebo. Dopo la nascita, lo stato di salute dei bambini è stato monitorato a 1, 3 e 6 mesi di età. Sono stati raccolti dati relativi ai sintomi delle malattie dei neonati più comuni nei 15 giorni precedenti la visita. È emerso che nei piccoli di 1 mese la comparsa di più sintomi del raffreddore era inferiore se le mamme avevano assunto DHA durante la gestazione. A 1 mese di vita, la durata di tosse, produzione di catarro e respiro affannoso diminuiva rispettivamente del 26, del 15 e del 30%. Solo nel caso degli sfoghi cutanei la frequenza era superiore del 22%. A 3 mesi di vita, invece, i bambini le cui madri avevano assunto l'acido grasso Omega-3 passavano il 14% del tempo in meno ammalati. Infine, a 6 mesi di vita, nei neonati che avevano assunto DHA durante lo sviluppo prenatale la durata di febbre, secrezioni nasali, difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee e altre malattie era inferiore, rispettivamente, del 20, del 13, del 54, del 23 e del 25%. Solo i casi di vomito duravano il 74% in più. Omega-3 dalla mamma al bimbo Secondo gli autori, questi risultati indicano che l'integrazione alimentare Omega-3 durante la gravidanza (in particolare il DHA) influenza la salute dei bambini fino ai 6 mesi di età.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Imhoff-Kunsch B, Stein AD, Martorell R, Parra-Cabrera S, Romieu I, Ramakrishnan U, “Prenatal Docosahexaenoic Acid Supplementation and Infant Morbidity: Randomized Controlled Trial”, Pediatrics. 2011 Aug 1. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Neonati e bambini, Età neonatale ed è stato taggato con

  • Omega-3 contro allergie alimentari

    Allergie alimentari: un aiuto dagli integratori Omega 3 Seguire un'alimentazione ricca di Omega-3 potrebbe essere un valido coadiuvante nel trattamento delle allergie alimentari. Ad ipotizzarlo sono i ricercatori dell'Universidade Federal de Minas Gerais di Belo Horizonte (Brasile), che hanno pubblicato sulla rivista Clinical and Developmental Immunology i risultati di uno studio mirato all'analisi dell'effetto della supplementazione con questi acidi grassi sui sintomi delle allergie. Lo studio aggiunge nuovi dettagli sul ruolo svolto da questi nutrienti nella modulazione dell'attività del sistema immunitario. Omega-3 amici dell'immunità Gli acidi grassi Omega-3 influenzano sia le risposte immunitarie sia i processi infiammatori. Diversi studi clinici hanno infatti dimostrato che l'olio di pesce, un integratore alimentare ricco di questi nutrienti, modula l'attività delle molecole che scatenano l'infiammazione e dei fattori coinvolti nell'immunità. Questi effetti non riguardano solo gli adulti. Anche i bambini possono beneficiare dell'azione degli Omega-3 sul sistema immunitario: i primi vantaggi iniziano già nel ventre materno. Alcuni studi hanno svelato che i bambini le cui madri hanno assunto integratori alimentari Omega-3 (o hanno mangiato pesce ricco di questi nutrienti) durante la gravidanza hanno riscontrato i seguenti benefici per la salute: sistema immunitario migliorato; livelli di infiammazione inferiori; minore probabilità di sviluppare eczemi o allergie alimentari. Durante l'infanzia, invece, questi acidi grassi si sono dimostrati efficaci nel ridurre l'infiammazione e i sintomi della dermatite atopica. Olio di pesce contro le allergie Gli scienziati brasiliani hanno analizzato l'effetto della somministrazione di olio di pesce contenente Omega-3 sui sintomi allergici, utilizzando come modello sperimentale dei topi. Gli animali sono stati divisi in 2 gruppi: "gruppo allergico", "gruppo non allergico". Gli animali del “gruppo allergico” sono stati resi sensibili alla presenza dell'ovoalbumina, una proteina presente nella chiara dell'uovo in grado di scatenare allergie. Gli animali del “gruppo non allergico" non sono stati invece sensibilizzati alla presenza della proteina. In una seconda fase tutti gli animali sono stati alimentati proprio con ovoalbumina, in modo da scatenare l'eventuale reazione allergica. Inoltre ai topi è stata assegnata una di 2 possibili diete, diverse per la fonte di grassi utilizzata. La prima alimentazione era a base di olio di soia contenente una percentuale di Omega-3 pari al 5%. La seconda era invece arricchita con olio di pesce, contenente il 25% di questi acidi grassi. L'analisi della presenza del siero ha dimostrato che nel “gruppo allergico” i livelli degli anticorpi diretti contro l'ovoalbumina erano maggiori che negli altri topi. Inoltre in questi animali altri parametri dell'infiammazione, inclusi la presenza di edema, il numero e l'attivazione di diversi tipi di globuli bianchi e la produzione di muco, erano più elevati di quanto osservato nel “gruppo non allergico”. Tuttavia, l'alimentazione arricchita di Omega-3 è risultata sufficiente a ridurre tutti questi sintomi dell'infiammazione. Olio di pesce contro le allergie alimentari In base ai risultati ottenuti gli autori dello studio hanno concluso che gli Omega-3 contenuti nell'olio di pesce potrebbero aiutare nel trattamento delle allergie alimentari. La scoperta aiuta a rendere sempre più completo il ruolo svolto da questi acidi grassi nell'ambito della salute umana.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. de Matos OG, Amaral SS, Pereira da Silva PE, Perez DA, Alvarenga DM, Ferreira AV, Alvarez-Leite J, Menezes GB, Cara DC, “Dietary supplementation with omega-3-PUFA-rich fish oil reduces signs of food allergy in ovalbumin-sensitized mice”, Clin Dev Immunol. 2012;2012:236564. doi: 10.1155/2012/236564. Epub 2011 Nov 17  


    Articolo pubblicato in Sistema immunitario, Allergie ed è stato taggato con

  • Trombosi: Omega-3 EPA riduce attività microparticelle piastriniche

    Integratori Omega 3: meno rischi di trombosi e altre malattie cardiovascolari con l'olio di pesce Negli uomini l'assunzione di una singola dose dell'Omega tre acido eicosapentaenoico (EPA) riduce in 24 ore l'attività delle microparticelle rilasciate dalle piastrine circa del 20%. Ciò corrisponde a una diminuzione del rischio di sviluppare trombosi e altre malattie cardiovascolari associate alla formazione di aggregati di piastrine all'interno dei vasi sanguigni. A dimostrarlo è stato un gruppo di ricercatori guidato da Manohar Lal Garg dell'Università di Newcastle (Australia), in uno studio pubblicato dal Journal of Nutritional Biochemistry. La ricerca aggiunge ulteriori dettagli alla conoscenza dell'effetto differenziale esercitato dagli Omega-3 su uomini e donne. Omega-3 contro l'aggregazione delle piastrine Le piastrine sono elementi del sangue indispensabili per garantire la riparazione dei vasi danneggiati e impedire dunque gravi emorragie. Una loro eccessiva attivazione può tuttavia essere associata a diverse malattie cardiache. E' noto che l'aggregazione delle piastrine può portare alla formazione di grumi che costituiscono un fattore di rischio per ictus, infarto e altri seri problemi per la salute del cuore. Nel momento in cui vengono attivate, le piastrine rilasciano piccole vescicole (microparticelle) che, legandosi alla parete dei vasi, forniscono l'innesco per un'ulteriore aggregazione piastrinica. Per questo motivo il livello di microparticelle è considerato un valido indicatore dell'iperattività delle piastrine associata al rischio cardiovascolare. Diverse ricerche hanno dimostrato che l'assunzione di Omega-3 riduce l'incidenza di eventi trombotici. Questi nutrienti ripristinano il numero corretto di microparticelle piastriniche e i livelli di attività coagulante nei pazienti che sono stati colpiti da infarto del miocardio. Nessuno studio aveva, però, chiarito se gli Omega-3 esercitassero gli stessi benefici anche negli individui sani e se l'effetto della loro assunzione fosse immediato o richiedesse una somministrazione a lungo termine. Più EPA per il benessere degli uomini Garg e colleghi hanno chiarito questi aspetti chiedendo a 15 uomini e 15 donne senza particolari problemi di salute di assumere una singola dose di olio di girasole (non ricco di Omega-3) o 1 grammo di EPA o di DHA acido docosaesaenoico, importante Omega-3 di origine alimentare. 24 ore dopo l'assunzione chi ha introdotto EPA o DHA ha mostrato una diminuzione dell'aggregazione delle piastrine, rispettivamente, del 13,3 e dell'11,9%. I livelli di microparticelle sono diminuiti invece solo negli uomini che hanno assunto EPA, ma non in quelli che hanno assunto DHA. Inoltre le donne cui è stato somministrato EPA hanno ottenuto solo una riduzione dell'aggregazione delle piastrine, senza beneficiare di nessun effetto sul numero delle microparticelle. Meccanismi non chiari, ma efficacia confermata Gli autori della ricerca non sanno dare una spiegazione precisa dei meccanismi attraverso cui gli Omega-3 influenzano l'aggregazione delle piastrine e i livelli di microparticelle. Questa ricerca dimostra per la prima volta che una singola dose di EPA riduce l'aggregazione piastrinica e agisce anche a livello delle microparticelle, confermando dunque i risultati ottenuti in altri studi. I dati raccolti fino ad oggi indicano chiaramente che EPA e DHA riducono la tendenza delle piastrine ad aggregarsi, ma agiscono in modo differenziale negli uomini e nelle donne.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Phang M, Lincz L, Seldon M, Garg ML, “Acute supplementation with eicosapentaenoic acid reduces platelet microparticle activity in healthy subjects”, J Nutr Biochem. 2011 Nov 30. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Trombosi ed è stato taggato con

  • Ridurre colesterolo e trigliceridi con Omega-3 da olio di alghe

    Colesterolo e trigliceridi: gli Omega-3 degli olio di alghe ne abbassano i livelli L'Omega tre acido docosaesaenoico (DHA) estratto dalle alghe può promuovere la salute del cuore aumentando i livelli di colesterolo “buono” e riducendo quelli dei trigliceridi. A confermare i risultati ottenuti in una serie di studi precedenti è l'analisi condotta dagli esperti dell'Università di Harvard (Boston, USA) e della Cleveland Clinic (Lyndhurst, USA), pubblicata sulle pagine del Journal of Nutrition. La rielaborazione dei dati presenti nella letteratura scientifica ha permesso agli autori di questa analisi di concludere che il consumo di circa 1,7 grammi al giorno di DHA ottenuto dalle alghe è associato a una riduzione dei trigliceridi del 15% e un aumento del colesterolo “buono” del 5%. La stessa quantità dell'Omega-3 causa anche l'aumento delle dimensioni delle particelle di colesterolo “cattivo”, riducendo così la loro pericolosità. Omega-3, salute per il cuore attraverso l'alimentazione Oltre a ridurre l'incidenza delle malattie cardiovascolari e dei vasi in chi ne consuma elevate quantità, gli acidi grassi Omega-3 prevengono i danni indotti nel tessuto cardiaco dall'infarto e contrastano la mortalità ad esso associata. Mangiare cibi che contengono Omega-3, come i pesci grassi sgombro, salmone e halibut, è dunque utile per migliorare e rinforzare il proprio stato di salute. Esistono anche fonti vegetali di Omega-3: semi di lino e alghe possono costituire una sorgente da cui ottenere questi nutrienti. Omega-3 per ridurre trigliceridi e aumentare il colesterolo “buono” Gli autori della ricerca, guidati da Adam Bernstein, hanno selezionato 11 sperimentazioni cliniche condotte su soggetti sani, non affetti da malattie cardiache, che hanno assunto olio di alghe contenente DHA estratto. L'incrocio dei dati ottenuti in questi studi ha confermato i benefici di questo Omega-3 per la salute cardiovascolare, rilevando la riduzione del 15% dei livelli di trigliceridi e l'aumento del 5% del colesterolo “buono”. Accanto a questi effetti benefici è stato osservato anche un aumento dell'8% del colesterolo “cattivo”. Tuttavia, spiegano i ricercatori, questo incremento è associato a un aumento delle dimensioni delle particelle di colesterolo “cattivo”, fenomeno che riduce il rischio di formazione di placche aterosclerotiche. Benefici netti per il cuore Secondo i ricercatori, nonostante l'aumento dei livelli di colesterolo “cattivo”, l'insieme di questi effetti corrisponde a indubbi benefici per la salute cardiovascolare. Inoltre gli autori hanno commentato che le variazioni nei livelli di colesterolo ottenibili con il DHA ottenuto dalle alghe sono simili a quelli derivanti dall'assunzione di 4 grammi al giorno dello stesso Omega-3, ma in forma purificata. Quest'ultimo, anch'esso associato alla presenza di particelle di colesterolo “cattivo” più grandi,  rappresenta un altro possibile rimedio per ridurre i rischi per la salute del cuore. I benefici per la salute cardiovascolare nascosti nel DHA presente nell'olio di alghe sono in linea anche con quelli derivanti dall'assunzione di altri oli ricchi in Omega-3. Altri effetti positivi associati all'assunzione di questi nutrienti riguardano altri fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione, aggregazione piastrinica e infiammazione.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Bernstein AM, Ding EL, Willett WC, Rimm EB, “A meta-analysis shows that docosahexaenoic acid from algal oil reduces serum triglycerides and increases HDL-cholesterol and LDL-cholesterol in persons without coronary heart disease”, J Nutr. 2012 Jan;142(1):99-104. Epub 2011 Nov 23


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Colesterolo ed è stato taggato con

Articoli da 361 a 370 di 457 totali

Pagina:
  1. 1
  2. ...
  3. 35
  4. 36
  5. 37
  6. 38
  7. 39
  8. ...
  9. 46
 

Iscriviti a Omegor Newsletter e ricevi subito nella tua casella email

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.


*valido solo per i nuovi iscritti al sito web Chiudi
 

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.



Chiudi