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  • Perdita di massa muscolare: contrastarla con gli Omega-3

    Il naturale invecchiamento dei muscoli può essere contrastato stimolando il loro metabolismo con l'assunzione degli acidi grassi Omega-3 EPA (acido eicoesapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). A dimostrarlo è uno studio apparso sulle pagine dell'American Journal of Clinical Nutrition, in cui i ricercatori della School of Medicine della Washington University (Saint Louis, Stati Uniti) e dell'Università di Nottingham (Regno Unito) hanno studiato l'efficacia dell'assunzione giornaliera di acidi grassi Omega-3 sulla degenerazione muscolare. Sarcopenia, un problema del passare degli anni Invecchiando i muscoli perdono la capacità di aumentare la sintesi delle proteine in risposta all'assunzione di aminoacidi e all'azione dell'insulina, diventando meno sensibili agli stimoli nutrizionali e diminuendo la propria massa. Questo fenomeno, indicato con il termine sarcopenia, è associato alla perdita della forza muscolare ed è particolarmente evidente nelle persone anziane. Tuttavia, ne può soffrire anche chi è costretto a lunghi periodi di inattività fisica. Fatto sta che la massa muscolare di un settantenne non è la stessa che ha a disposizione un ventenne per svolgere le attività quotidiane. Anzi, se a vent'anni i muscoli rappresentano fino al 60% della massa magra, a settanta la loro quota scende al di sotto del 40%. Tuttavia le conoscenze attuali dimostrano che l'impoverimento della massa muscolare non è un fenomeno del tutto incontrollabile. Anzi, sono sufficienti pochi grammi al giorno di Omega-3 per riattivare la sintesi delle proteine dei muscoli associata ad un aumento dell'assunzione di aminoacidi e di insulina. Omega-3 contro l'invecchiamento muscolare Secondo quanto riportato dall'American Journal of Clinical Nutrition, l'integrazione della dieta con 1,86 grammi di EPA e 1,5 grammi di DHA - corrispondenti alle dosi di Omega-3 approvate dalla Food and Drug Administration statunitense - per otto settimane induce un aumento della produzione delle proteine nei muscoli normalmente indotto da elevate concentrazioni sanguigne di aminoacidi e di insulina. L'interpretazione degli autori della ricerca, secondo cui gli Omega-3 attenuerebbero la resistenza delle cellule muscolari ad utilizzare aminoacidi e insulina, è supportata da dati molecolari che indicano un aumento dell'attività dei fattori coinvolti nella cosiddetta via di mTOR-p70s6k, un meccanismo cellulare che regola la crescita delle cellule muscolari. I ricercatori precisano che i meccanismi esatti attraverso cui gli acidi grassi Omega-3 stimolano la sintesi delle proteine muscolari all'aumento delle concentrazioni di insulina e in presenza di elevate concentrazioni di aminoacidi devono ancora essere svelati. Ciononostante questo studio dimostra l'esistenza di una interazione tra gli acidi grassi Omega-3 e il metabolismo delle proteine nei muscoli umani. E l'integrazione alimentare con gli Omega-3, aggiungono gli scienziati, è una strategia sicura, semplice ed economica per contrastare la sarcopenia.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Smith GI, Atherton P, Reeds DN, Mohammed BS, Rankin D, Rennie MJ, Mittendorfer B, “Dietary omega-3 fatty acid supplementation increases the rate of muscle protein synthesis in older adults: a randomized controlled trial”, Am J Clin Nutr. 2011 Feb;93(2):402-12


    Articolo pubblicato in Sistema muscolo-scheletrico, Massa muscolare

  • Omega-3 per ridurre il rischio cardiovascolare nei vegetariani

    Una dieta vegetariana o vegana può danneggiare la salute perché priva l'organismo di importanti nutrienti, fra cui gli acidi grassi Omega-3. E sono sempre gli studi scientifici a dimostrare quanto sia pericolosa la mancanza di Omega-3 derivante dall'assenza totale di cibi di origine animale dal regime alimentare. Ci ha pensato Duo Li della Zhejiang University di Hangzhou (Cina) a raccogliere i dati ottenuti dalle diverse ricerche condotte nel corso degli anni e a tirare le somme in un articolo apparso sulle pagine del Journal of Agricultural and Food Chemistry, in cui l'autore incoraggia al consumo di integratori di Omega-3 in tutti quei casi in cui non se ne vuole proprio sapere di mettere nel piatto carne e pesce. La salute che viene dal pesce In effetti le principali fonti alimentari di acidi grassi Omega-3 sono i pesci che abitano le acque fredde, come lo sgombro, l'halibut, le sardine, il salmone e le aringhe. Pochi sono, invece, i vegetali che contengono questi preziosi acidi grassi, ad esempio alcune microalghe. Ne consegue, spiega Li, che un regime alimentare vegano, che esclude il consumo di pesce e non garantisce il corretto apporto di Omega-3, potrebbe aumentare la formazione di coaguli di sangue e di aterosclerosi, con conseguente incremento del rischio di trombosi e, quindi, di attacchi di cuore e ictus. Infatti da un lato i vegetariani, escludendo la carne dal proprio regime alimentare, eliminano alcuni fattori di rischio cardiovascolare, come la tendenza all'aumento dell'indice di massa corporea, del rapporto tra circonferenze alla vita e all'anca, della pressione sanguigna, del colesterolo plasmatico e dei livelli di triacilglicerolo e di lipoproteine ematiche. D'altra parte nei vegetariani più ferrei e nei vegani le membrane delle cellule sono povere di acidi grassi Omega-3 e questo causa altri problemi che minacciano la salute cardiocircolatoria: l'aggregazione delle piastrine e la diminuzione dei livelli del colesterolo HDL, ossia la cosiddetta forma “buona” di colesterolo. Gli Omega-3 per la salute del cuore Sulla base dei dati attuali, spiega Li, i vegetariani e, soprattutto, i vegani, trarrebbero beneficio dall'assunzione di acidi grassi Omega-3, che ridurrebbero il rischio di trombosi che minaccia il loro apparato cardiovascolare. Ed è lo stesso Li a suggerire gli integratori alimentari per fornire all'organismo di chi elimina completamente il pesce dalla propria alimentazione questi preziosi acidi grassi.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Li D, “Chemistry behind Vegetarianism”, J Agric Food Chem. 2011 Feb 9;59(3):777-84


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Vegani e vegetariani, Sistema cardiovascolare, Rischio cardiovascolare

  • Olio di pesce: fonte di Omega-3 contro la sindrome metabolica

    Gli acidi grassi Omega-3 contenuti nell'olio di pesce aiutano a contrastare la sindrome metabolica, una preoccupante combinazione di fattori pericolosi per la salute associata a patologie come diabete e disturbi cardiovascolari. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Sindrome metabolica

  • Trattamento sintomi della depressione: l'efficacia degli Omega-3

    Ormai i dubbi sembrano davvero pochi: gli Omega-3 sono efficaci nel trattamento della depressione. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Depressione e disturbi bipolari, Malattie cerebrali

  • Migliorare l'umore: con gli Omega-3 è possibile

    Svelati i meccanismi attraverso cui gli acidi grassi Omega-3 sono in grado di modulare l'umore. I dettagli della scoperta sono stati rivelati dalla rivista Nature Neuroscience, che ha pubblicato uno studio condotto su topi in cui è stata ricreata la tipica situazione generata da una dieta sbilanciata in acidi grassi Omega-3. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Depressione e disturbi bipolari, Approfondimenti sistema nervoso

  • Retinopatia: scoperto il meccanismo alla base dei benefici degli Omega-3

    Gli acidi grassi Omega-3 sono efficaci nel trattamento della retinopatia, una malattia che colpisce i bambini nati prematuri e chi soffre di diabete. E i ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti) hanno dimostrato i meccanismi molecolari alla base di quest'effetto. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Vista, Retinopatie

  • Degenerazione maculare senile (DMLE): la prevenzione arriva dagli Omega-3

    Gli acidi grassi Omega-3 diminuiscono significativamente il rischio di degenerazione maculare senile (DMLE). Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare, Vista, Retinopatie

  • Omega-3 per la protezione dai traumi cranici

    Gli Omega-3 proteggono dai danni cerebrali. A dimostrare la potenzialità di questi acidi grassi nella prevenzione dei dannosi effetti che i traumi cranici possono avere sul cervello è uno studio pubblicato dalla rivista Neurosurgery, condotto dai ricercatori della West Viriginia University di Morgantown (Stati Uniti). Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Traumi

  • Gli acidi grassi Omega-3 DHA riducono i danni dell’ictus

    Confermati i benefici dell'acido grasso omega-3mega-3 DHA (acido docosaesaenoico) nei confronti dell'ictus. Secondo uno studio dell'Université Laval di Ville de Quebéc (Canada), questo acido grasso può ridurre del 25% i danni derivanti da questo evento cerebrale. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Ictus ed è stato taggato con

  • Olio di pesce migliora efficacia della chemioterapia

    L'olio di pesce, fonte ricca di acidi grassi Omega-3, aiuta a contrastare la perdita di peso e migliora l'efficacia terapeutica durante la chemioterapia. In particolare, è l'acido grasso eicosapentaenoico (EPA) ad aiutare chi soffre di cancro a prevenire sia il calo di massa muscolare, sia la perdita di massa grassa. E' questo quanto emerge da uno studio coordinato da Vera Mazurak dell'Università di Alberta (Canada), pubblicato dalla rivista "Cancer"*. Effetti collaterali della chemioterapia La perdita di peso è un evento molto comune nei pazienti oncologici che si sottopongono a chemioterapia. Trovare un rimedio allo stato di malnutrizione che causa questo deperimento è indispensabile per contrastare il senso di affaticamento e la diminuzione della qualità della vita che accompagnano le cure e che impediscono al paziente di sottoporsi a ulteriori trattamenti, con conseguente diminuzione dell'aspettativa di vita. Lo studio di Muzarak e colleghi, dimostrando che il calo di massa muscolare e di tessuto adiposo può essere contrastato assumendo 2,2 grammi al giorno di EPA, offre una soluzione a questa situazione. In particolare, la ricerca ha coinvolto 40 pazienti, 16 dei quali hanno integrato quotidianamente la propria dieta con olio di pesce contenente EPA per tutta la durata del ciclo di chemioterapia, per un totale di circa 10 settimane di trattamento. I restanti 24 pazienti, invece, hanno ricevuto solo le cure tradizionali. Durante la chemioterapia i ricercatori hanno monitorato la salute della massa muscolare attraverso la tomografia computerizzata, una tecnica che permette di quantificare in modo preciso i muscoli scheletrici. Ne è emerso che, anche se nei 6 mesi precedenti l'inizio della sperimentazione i pazienti che hanno assunto Omega-3 avevano riportato una perdita di peso media del 6,3%, l'integrazione con olio di pesce ha consentito di mantenere il proprio peso. Inoltre, il 70% circa di coloro che hanno associato alla chemioterapia l'assunzione di EPA hanno mantenuto intatta la propria massa muscolare o, addirittura, l'hanno aumentata. E l'effetto è strettamente correlato alla presenza dell'acido grasso Omega-3, tanto che tanto più elevata è stato l'aumento di EPA nel torrente sanguigno, tanto maggiore è risultato il guadagno di massa muscolare. Al contrario, i pazienti che non hanno integrato la propria alimentazione con olio di pesce hanno perso, in media, 2,3 chili nel corso delle 10 settimane di chemioterapia. Non solo, meno del 30% di questi pazienti è riuscito a mantenere intatta la propria massa muscolare. Omega-3 contro la malnutrizione Mazurak ha spiegato che questi risultati sono molto promettenti perché fino ad oggi non era stato individuato nessun trattamento efficace contro la malnutrizione associata ai tumori. E dato che l'olio di pesce previene il calo di peso e la perdita di muscoli interferendo con alcune delle vie metaboliche che sono alterate nelle forme avanzate di cancro, i ricercatori suggeriscono l'integrazione quotidiana di Omega-3 con olio di pesce contenente 2 grammi di EPA per permettere ai pazienti oncologici di mantenere peso e massa muscolare durante la chemioterapia. La sopravvivenza a un anno del gruppo di pazienti integrati con olio di pesce fu più alta: 60% contro il 38,7% del gruppo che non prese olio di pesce. I ricercatori hanno concluso che l'olio di pesce migliora l'efficacia della chemioterapia in pazienti affetti da tumori polmonari avanzati non piccoli e può essere incluso nella terapia della prima linea.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte MurphyRA, Mourtzakis M, Chu QS, Baracos VE, Reiman T, Mazurak VC,“Supplementation with fish oil increases first-line chemotherapy efficacy in patients with advanced nonsmall cell lung cancer”,Cancer. 2011 Aug 15;117(16):3774-80


    Articolo pubblicato in Tumori, Chemioterapia

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