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Benefici degli Omega-3 in pillole

Omega-3 in pillole: gli speciali, le notizie e le pubblicazioni più recenti sul mondo degli omega-3, e sugli integratori alimentari e naturali.

  • Gli elementi base della vita: gli acidi grassi

    Nei libri di fantascienza o in qualche definizione scientifica si sente a volte l'affermazione che "siamo forme di vita basate sul carbonio" o "sulla terra la vita è basata sul carbonio". In effetti questo elemento, largamente diffuso in natura, è alla base di molti materiali, dalla grafite al diamante passando per il petrolio, e si lega facilmente con altri elementi, tanto che si contano in natura più di 10 milioni di composti del carbonio. E' anche alla base dello scambio tra ossigeno e anidride carbonica (appunto) che alimenta la fotosintesi clorofilliana e quasi tutto quello che abbiamo studiato a chimica nella scuola dell'obbligo. Per chi è saturo di discorsi sui grassi… facciamo chiarezza Leggi tutto l'articolo


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  • Il DHA e la sua importanza nella crescita

    Docosaesaenoico poteva essere una parola buona per le filastrocche di Mary Poppins, e ci sarebbe anche stato bene, dato che si tratta di un acido grasso omega-3 che fa particolarmente bene ai bambini. Quello che un cervello in fase di sviluppo vuole, quello che la dieta non sempre dhà…. Leggi tutto l'articolo


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  • Gli omega 3 EPA e DHA controllano i geni della morte cellulare

    I meccanismi alla base dei benefici degli Omega-3 dipendono dall'azione esercitata da questi nutrienti sulle membrane delle cellule, sulle molecole coinvolte nell'infiammazione e nell'ossidazione e sui geni che controllano la morte cellulare. Anni di ricerche hanno permesso di scoprire i dettagli di questi meccanismi. I loro risultati sono stati riassunti e discussi in un'analisi pubblicata sulla rivista Frontiers in Physiology dai ricercatori dell'Institute for Advanced Studies on Food (IMDEA-Food) di Madrid (Spagna)1. È emerso che questi acidi grassi esercitano molte azioni protettive, oltre a quella sul cuore associata alla loro capacità di ridurre i livelli dei trigliceridi. Gli effetti diretti su cellule e piastrine Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali: significa che debbono essere assunti tramite cibo o integratori alimentari. Questi grassi una volta nell'organismo formano le membrane cellulari. E' proprio qui che esercitano il loro primo effetto: grazie alle loro caratteristiche chimiche fluidificano le stesse membrane anche in zone molto specifiche. Gli Omega-3 esercitano altresì un effetto antiaggregante sulle piastrine che riduce la formazione di trombi e placche aterosclerotiche. In questo caso entrano in gioco altri 2 meccanismi: l'inibizione di un enzima necessario per l'aggregazione (COX), associata probabilmente alla riduzione dell'ossidazione nella cellula; la riduzione delle quantità della molecola utilizzata da questo enzima, l'acido arachidonico. Il risultato finale è una riduzione della produzione di alcune molecole che favoriscono la trombosi e di altre che stimolano l'infiammazione. L'azione antinfiammatoria degli Omega-3 L'azione antinfiammatoria degli Omega-3 è invece associata alla riduzione della produzione di molecole lipidiche associate all'infiammazione nonché delle citochine IL-1β, IL-6, IL-8 e TNF-α, sostanze che stimolano il sistema immunitario e l'espressione di geni dall'azione infiammatoria. La riduzione dell'infiammazione è associata anche alla capacità di prevenire dei cambiamenti nella membrana che portano all'attivazione del gene JNK, che a sua volta interferisce con l'attività dell'insulina. Alcune ricerche hanno infine svelato la presenza sulle membrane cellulari di molecole che rilevano la presenza di Omega-3 e inibiscono i meccanismi molecolari alla base della risposta infiammatoria nel sistema immunitario e nelle cellule adipose. Questo fenomeno riporta alla normalità l'attività dell'insulina e riduce così il rischio di obesità. L'effetto antiossidante degli Omega-3 Gli Omega-3 sono molecole che possono ossidarsi facilmente. Per questo sono sorti molti dubbi sul fatto che assumerne grandi quantità possa aumentare i livelli di ossidazione nell'organismo. Alcuni studi hanno dimostrato che un aumento dell'ossidazione dei lipidi, ad esempio nelle cellule del fegato, può avere effetti positivi sul metabolismo dei grassi Gli Omega-3 riducono inoltre i livelli nelle urine di noti marcatori dello stress ossidativo, gli isoprostani, e limitando l'attività di NOX2 e NOX4, enzimi responsabili della produzione di  molecole dall'attività ossidante. Gli Omega-3 inibiscono altresì l'attività della proteina sPLA2, un noto fattore di rischio cardiovascolare, e riducono nel fegato i livelli del colesterolo “cattivo” degradando il componente ApoB. I microRNA Le ultime scoperte invece riguardano l'azione svolta dagli Omega-3 sulla produzione dei microRNA (miRNA), piccoli RNA che regolano l'espressione dei geni. Gli Omega-3 attraverso questo meccanismo contrastano alcuni disturbi nel fegato, come la resistenza all'insulina e l'infiammazione, e influenzano l'espressione di PTEN, gene che contrasta la formazione di tumori. Anche l'azione protettiva nei confronti del cancro al colon sembra essere mediata dall'azione degli Omega-3 sui miRNA. In altre forme tumorali, come il glioma, questa attività  aumenterebbe l'espressione di geni che inducono la morte delle cellule cancerose. Tuttavia, l'effetto degli Omega-3 sui miRNA potrebbe essere indiretto e coinvolgere molecole che vengono prodotte a partire da questi acidi grassi durante i processi infiammatori, come le resolvine. Diverse azioni per un solo principio attivo Appare chiaro da questa analisi che le capacità che sono valse agli Omega-3 l'appellativo di acidi grassi “amici” della salute vanno oltre l'azione svolta contro l'accumulo dei trigliceridi nel sangue. A livello macroscopico i meccanismi scatenati nell'organismo da questi nutrienti migliorano la salute cardiovascolare e nervosa. Ulteriori ricerche permetteranno di scendere ancora di più nel dettaglio dei loro effetti microscopici.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Visioli F, Giordano E, Nicod NM, Dávalos A, “Molecular targets of omega 3 and conjugated linoleic Fatty acids - "micromanaging" cellular response”, Front Physiol. 2012;3:42. Epub 2012 Feb 29


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  • Gli Omega-3 bloccano la cicloossigenasi e contrastano così l'infiammazione

    Gli Omega-3 bloccano l'azione della cicloossigenasi (COX), enzima responsabile della produzione delle prostaglandine, ormoni che danno origine all'infiammazione. Edward Dennis e colleghi dell'Università della California di San Diego (Stati Uniti), per la prima volta, hanno scoperto i meccanismi dell'effetto esercitato da questi acidi grassi all'interno delle cellule. La ricerca suggerisce che l'effetto degli Omega-3 potrebbe essere aumentato per aggirare i meccanismi dell'infiammazione prima ancora che si scatenino. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Omega-3, acidi grassi amici della salute I benefici degli Omega-3 sono noti già dagli anni Settanta del secolo scorso, quando negli eschimesi è stata osservata una diminuzione delle malattie cardiovascolari. La popolazione eschimese consumava grandi quantità di pesce ricco di questi acidi grassi. I ricercatori nel corso di questi decenni hanno dimostrato che gli Omega-3 sono altresì indispensabili per il corretto sviluppo del sistema nervoso nonché per svolgere un'azione di tipo antinfiammatorio. Nessuno studio aveva prima d'ora identificato i bersagli cellulari della loro azione. Omega-3 come l'aspirina Dennis e colleghi hanno utilizzato nei loro esperimenti alcune cellule del sistema immunitario dei topi, i macrofagi. I ricercatori hanno alimentato queste cellule con 3 diversi tipi di Omega-3: EPA (acido eicosapentaenoico); DHA (acido docosaesaenoico); AA (acido arachidonico). Dopo l'inoculazione i ricercatori le hanno stimolate affinché scatenassero una risposta infiammatoria. La somministrazione di tutti e 3 gli Omega-3 ha tuttavia inibito l'azione della COX, necessaria perché vengano prodotti gli ormoni responsabili dell'infiammazione. Dennis ha spiegato che questo meccanismo d'azione è molto simile a quello dell'aspirina, che riduce il dolore e l'infiammazione interferendo con i processi in cui è coinvolto l'enzima COX-2. I ricercatori hanno studiato più a fondo ciò che succedeva ai macrofagi e hanno scoperto che le cellule convertono in DPA (acido docosapentaenoico) l'EPA precedentemente somministrato. Il DPA è la molecola che agisce direttamente sul funzionamento della COX. Le applicazioni pratiche della scoperta Dennis ha commentato la scoperta sottolineando che la conoscenza dei meccanismi d'azione degli Omega-3 potrebbe consentire di regolare in modo preciso i processi infiammatori. In particolare, gli Omega-3 potrebbero essere utilizzati per ridurre la produzione di molecole proinfiammatorie (le prostaglandine) e aumentare quella di molecole antinfiammatorie (le resolvine). Ma la scoperta potrebbe anche aiutare a identificare possibili effetti collaterali nascosti nell'uso di Omega-3. Infatti, se questi acidi grassi hanno lo stesso effetto di alcuni farmaci (come l'aspirina) che hanno noti effetti collaterali, usarli contemporaneamente potrebbe essere sconsigliato.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Norris PC, Dennis EA, “Omega-3 fatty acids cause dramatic changes in TLR4 and purinergic eicosanoid signaling”, Proc Natl Acad Sci U S A. 2012 May 14.


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  • I benefici dell'assunzione di Omega-3 dipendono dai livelli basali nell'organismo

    I benefici dell'assunzione di Omega-3 dipendono dai livelli di questi acidi grassi presenti nell'organismo prima dell'inizio del trattamento. E' questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori coordinato da John Newman dell'Università della California di Davis (Stati Uniti). La notizia è stata pubblicata sul Journal of Lipid Research1. Per gli autori questa scoperta suggerisce che la misurazione dei livelli basali di Omega-3 potrebbe essere utile per stabilire l'efficacia di un trattamento basato sull'arricchimento dell'alimentazione con questi nutrienti. Dieta ricca di Omega-3: perché è così importante Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali. L'organismo non è in grado di sintetizzarne le quantità necessarie per mantenersi in salute: l'alimentazione è pertanto l'unico modo per garantirne un corretto apporto. La moderna dieta occidentale è però caratterizzata da livelli troppo bassi di questi preziosi nutrienti. Di contro, l'alimentazione dei paesi industrializzati abbonda di Omega-6, un tipo di grassi dall'azione contrapposta a quella degli Omega-3. La conseguente variazione nel rapporto tra Omega-6 e Omega-3 presenti nell'organismo mette a repentaglio il buono stato di salute. Aumentare il consumo di pesce grasso consente di contrastare i rischi associati alla carenza di Omega-3. Il pesce grasso è la principale fonte alimentare di Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). La dose giornaliera minima raccomandata per prevenire i disturbi cardiovascolari è pari a 500 milligrammi totali di EPA e DHA. Un effetto da valutare caso per caso Assumere Omega-3 non produce gli stessi effetti in tutti gli individui. Un precedente studio lasciava ipotizzare che chi è caratterizzato da livelli iniziali di Omega-3 più bassi possa trarre maggiori benefici dalla loro assunzione. Questo studio aveva coinvolto però davvero pochi pazienti per permettere di trarre delle conclusioni definitive. Newman e colleghi hanno deciso per questo motivo di chiarire questo punto misurando i livelli di Omega-3 nel sangue, nei globuli rossi e nelle piastrine prima e dopo un trattamento di 4 settimane a base di questi nutrienti. L'analisi dei dati raccolti ha svelato che il trattamento aumenta gli Omega-3 presenti nell'organismo. Non solo: maggiori sono i livelli di acidi grassi prima del trattamento, minore è l'aumento delle concentrazioni osservato. Gli stessi dati hanno permesso di stimare che un individuo di 70 chilogrammi dovrebbe assumere ogni giorno 7 milligrammi di Omega-3 per mantenere i livelli di EPA e DHA necessari a proteggere cuore e arterie. Integratori Omega-3: quale forma scegliere? Le forme maggiormente disponibili di Omega-3 sono la trigliceride e quella estere etilica. Questo studio ha previsto la somministrazione di Omega-3 sotto forma di esteri etilici. Alcuni studi recenti hanno però dimostrato che l'assorbimento di questi acidi grassi è maggiore se vengono assunti sotto forma di trigliceridi. Per gli autori i risultati di questo studio potrebbero essere validi anche per forme di Omega-3 diverse dagli esteri etilici.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Keenan AH, Pedersen TL, Fillaus K, Larson MK, Shearer GC, Newman JW, “Basal omega-3 fatty acid status affects fatty acid and oxylipin responses to high-dose n3-HUFA in healthy volunteers”, J Lipid Res. 2012 May 24. [Epub ahead of print]


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  • I benefici degli Omega-3: EPA e DHA alleati della salute a tutto tondo

    L'efficacia degli Omega-3 nella prevenzione dei disturbi cardiovascolari e nel miglioramento dello stato di salute generale di chi li assume è stata dimostrata da diversi studi. E i casi in cui i dubbi riguardo l'utilità dell'assunzione degli Omega-3 sono ormai dissipati includono anche lo sviluppo del cervello e degli occhi e il mantenimento delle capacità cognitive durante l'invecchiamento. Tuttavia, altre numerose ricerche hanno evidenziato che i benefici dell'acido eicospaentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) – gli Omega-3 che possono essere introdotti con l'alimentazione – potrebbero riguardare anche altri aspetti della salute. In particolare, emergono sempre più dati a supporto dell'ipotesi di una funzione degli Omega-3 nel trattamento e nella prevenzione del cancro, nella salute dei neonati e nel benessere delle strutture nervose e muscolari. Le malattie contrastate dagli Omega-3 Grazie alla loro capacità di regolare un vasto panorama di processi cellulari, gli Omega-3 hanno dimostrato di poter essere utili nel trattamento di malattie molto differenti fra di loro. Oltre che nel caso delle malattie cardiache, l'acido alfa-linolenico (ALA), l'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA) sembrerebbero essere utili nel proteggere l'organismo dal cancro, dall'artrite reumatoide e dalla sclerosi multipla, dal lupus eritematoso, dall'alcolismo, da alcune patologie della vista, del rene e dell'apparato respiratorio – inclusa l'asma -, dalla malaria, da dermatiti e psoriasi, dalla fibrosi cistica, dalle emicranie e da problematiche che interessano il sistema nervoso (dalla depressione alla schizofrenia). Inoltre, queste molecole sarebbero utili per lo sviluppo del cervello. Omega-3 per la prevenzione e la cura del cancro Diversi studi, condotti sia su animali da laboratorio, sia su popolazioni umane, hanno sottolineato le potenzialità degli Omega-3 nella prevenzione e nella cura del cancro. Una ricerca ha dimostrato che nella popolazione giapponese, legata a un'alimentazione che comprende cibi ricchi di Omega-3 come il pesce, l'incidenza del cancro alla mammella è aumentata in seguito al passaggio a una dieta e a uno stile di vita più simili a quelli occidentali. Dopo questa scoperta, diversi studi hanno dimostrato che il consumo di Omega-3 è associata a una diminuzione del rischio di cancro al seno, alla prostata, al colon e ai reni. Al momento le ricerche si stanno concentrando su una maggiore comprensione dei meccanismi alla base di questo fenomeno. In particolare, gli esperti stanno cercando di capire se i benefici siano direttamente associati all'assunzione di EPA e DHA o alle molecole in cui l'organismo converte questi Omega-3. Ma nel caso dei tumori i benefici degli Omega-3 non si fermerebbero qui. Infatti i dati raccolti nel corso degli anni suggeriscono che il DHA abbia un effetto antiproliferativo nei confronti delle cellule tumorali. Non solo, questa molecola sembrerebbe agire anche in sinergia con i farmaci chemioterapici. Inoltre alcuni studi lasciano ipotizzare che in alcuni casi gli Omega-3 aumenterebbero l'efficacia delle cure favorendo la morte delle cellule tumorali e prolungando l'aspettativa di vita dei pazienti. Infine, il DHA sembrerebbe contrastare gli effetti collaterali delle terapie contro il cancro, come quelli a livello dei costituenti del sangue e la malnutrizione. Secondo gli esperti questa proprietà potrebbe consentire di intensificare o prolungare, in caso di necessità, le cure. Tumori al cervello: un caso particolare Uno studio particolarmente interessante, pubblicato dalla rivista Experimental Cell Research, ha dimostrato che il DHA, oltre ad essere tossico per le cellule di cancro al cervello, è in grado di proteggere il tessuto nervoso sano. In questo caso l'azione del DHA sarebbe mediata dalla sua conversione nell'organismo in molecole note come neuroprotettine. Queste ultime, spiegano i ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma (Svezia), autori dello studio, potrebbero essere particolarmente utili nel caso del neuroblastoma e del medulloblastoma, due forme di cancro pediatrico con esito spesso negativo. La salute del sistema nervoso Ma i benefici del DHA per il cervello vanno oltre a ciò che riguarda strettamente il cancro. Analisi recenti suggeriscono, infatti, che questo Omega-3 protegge i tessuti cerebrali dai danni di origine traumatica, come quelli cui sono esposti, ad esempio, alcuni sportivi. In questo caso il DHA agirebbe riducendo l'infiammazione dei tessuti nervosi e aumenterebbe l'attività di molecole che contrastano la morte cellulare. Un esempio arriva dalle pagine di Neurosurgery, che ha pubblicato uno studio della West Virginia School of Medicine (Morgantown, Usa) in cui questo effetto protettivo è stato dimostrato inducendo delle lesioni cerebrali in ratti di laboratorio. Gli autori della ricerca hanno, infatti, dimostrato che la supplementazione con DHA riduce la produzione del precursore della proteina amiloide – APP, molecola associata al morbo di Alzheimer – in seguito a traumi cranici. Non solo, anche i livelli di due marcatori dell'infiammazione nervosa e della morte cellulare – CD-68 e caspasi 3 – vengono ridotti. Omega-3 per i muscoli Un'altra emergente potenzialità degli Omega-3 è la stimolazione della produzione di proteine muscolari nei soggetti più anziani. Infatti uno studio della Washington University School of Medicine (St Louis, Usa) ha dimostrato che è sufficiente assumere 4 grammi al giorno di Omega-3 per 8 settimane perché un miglior apporto di amminoacidi e di insulina si traduca in un aumento del tasso di sintesi delle proteine muscolari. Secondo gli esperti questo effetto potrebbe ridurre il rischio di una perdita di massa muscolare di tipo degenerativo. Dalla mamma al bambino, i benefici “ereditari” degli Omega-3 Infine, l'assunzione di Omega-3 durante la gravidanza può avere ripercussioni positive sulla salute del bebè. Ad esempio uno studio di cui ha recentemente dato notizia la rivista Pediatrics ha dimostrato che i figli di donne che, durante la gravidanza, assumono 400 mg di un integratore a base di DHA sconfiggono più velocemente le sindromi da raffreddamento4. La ricerca, condotta dagli esperti del Nutrition and Health Sciences Program, ha previsto di monitorare lo stato di salute dei piccoli a 1, 3 e 6 mesi di età. Alle madri è stato chiesto se se nelle due settimane precedenti il bambino avesse sofferto di congestioni, produzione di catarro, vomito e sfoghi cutanei ed, eventualmente, quanto fossero durati questi sintomi. Nonostante tutti i bambini abbiano sofferto dello stesso numero di disturbi, le mamme che avevano assunto DHA hanno osservato una riduzione dei sintomi nei loro bambini. In particolare, nei bambini le cui madri avevano assunto DHA hanno la durata di tosse, produzione di catarro e affanno respiratorio all'età di 1 mese è risultata inferiore, rispettivamente, del 26, del 15 e del 30%. Viceversa, gli sfoghi cutanei duravano il 22% in più. Un gruppo di molecole attive Tutti questi risultati capovolgono completamente la visione tradizionale degli acidi grassi, originalmente considerati una semplice fonte di energia per l'organismo. Infatti la realtà è ben diversa e queste molecole sono fattori estremamente attivi dal punto di vista biologico. Tra le loro funzioni ci sono la regolazione della produzione delle proteine, nel passaggio delle informazioni all'interno della cellula e nella costituzione delle membrane delle cellule, di cui regolano la fluidità, la permeabilità e la dinamica.


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