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Gli Omega-3 agiscono positivamente su tutti i processi metabolici

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Gli Omega-3 sembrano avere effetti benefici sul metabolismo ancora più numerosi di quelli fino ad ora conosciuti. In particolare il DHA (acido docosaesaenoico) ha un effetto protettivo su molte patologie metaboliche, tra cui l’epatopatia steatosica non alcolica.

Lo hanno scoperto i ricercatori dell’ Oregon State University (USA) guidati dal professor Donald Jump,nell’ambito di uno studio in cui sono stati indagati gli effetti degli Omega-3 sui diversi processi metabolici. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Plos One

Omega-3 e metabolismo

Gli Omega-3 agiscono positivamente su tutti i processi metabolici Gli studi condotti negli ultimi 30 anni sugli acidi grassi Omega-3, hanno evidenziato effetti protettivi nei confronti di numerosi patologie, in particolare di quelle cardiovascolari.

Essi, infatti, contribuiscono al controllo della pressione arteriosa e danno elasticità alle pareti delle arterie, riducono il colesterolo plasmatico ed i trigliceridi, e agiscono come antiaggreganti piastrinici.

Gli Omega-3 sono dunque importanti regolatori del metabolismo dei grassi.

Questo recente studio ha invece indagato gli effetti degli Omega-3 sul metabolismo di vitamine, aminoacidi e carboidrati, utilizzando la metabolomica, cioè l’analisi delle molecole che derivano dalle reazioni biochimiche dell’organismo,

Il DHA combatte la steatosi epatica

Lo studio è stato condotto su topi da laboratorio che, oltre a seguire un’alimentazione paragonabile a una tipica dieta occidentale, ricca di grassi saturi e zuccheri, hanno ricevuto dei supplementi di olio di oliva, o di DHA, in quantità equiparabili a 2-4 grammi giornalieri a persona, oppure di EPA (acido eicosapentaenoico) più DHA .

Studiando il tessuto epatico e i geni espressi in esso, dopo 16 settimane di trattamenti, i ricercatori hanno valutato gli effetti dei diversi supplementi.

Le analisi hanno mostrato che gli animali che avevano ricevuto l’olio di oliva, ricco di acido oleico un acido grasso monoinsaturo, mostravano caratteristiche genetiche paragonabili a quelle della steatosi epatica non alcolica (NASH), una patologia caratterizzata dall’elevata quantità di grasso nel fegato, e che può evolvere in carcinoma o cirrosi.

Dall’ analisi di ben 320 molecole, i ricercatori hanno osservato che l' integrazione con Omega-3 aveva effetti su tutte le principali vie metaboliche .

Il DHA sembrava prevenire, parzialmente o totalmente, le disfunzioni del metabolismo di carboidrati, vitamine e aminoacidi, spesso legate ,negli uomini all’eccessivo consumo di carne rossa e zuccheri complessi.

Il DHA, poi, agiva più efficacemente dell’EPA nella riduzione dei sintomi della NASH.

L’azione principale di entrambi gli Omega-3, comunque, sembra essere stata quella di limitare la sintesi degli acidi grassi saturi, monoinsaturi e della sfingomielina epatica, una molecola lipidica che, se in eccesso provoca danni al fegato.

Questa azione, insieme alla riduzione del fattore NFkB, una proteina che regola l’infiammazione e la risposta immunitaria, spiega la capacità dei supplementi di limitare il processo infiammatorio legato alla steatosi epatica non alcolica

Inoltre EPA e DHA avevano ridotto lo stato ossidativo, producendo lipidi ossidati, derivanti dagli stessi Omega-3.

Effetti su tutte le vie metaboliche

Nonostante lo studio confermi l’azione antinfiammatoria e antiossidante degli Omega-3,   esso riporta alcune limitazioni come l’esistenza di differenze, non ancora molto chiare, tra la NASH umana e quella animale, e la difficoltà di estrarre e analizzare alcuni metaboliti, in quanto molto piccoli.

Nonostante questo, il risultato delle analisi sulle molecole ha stabilito che gli Omega-3,in particolare il DHA, possono avere effetti significativi sul metabolismo epatico, proteggendo dagli effetti di una dieta ricca di grassi saturi e carboidrati, e dal rischio di malattie metaboliche.

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Fonte: Christopher M. Depner, Maret G. Traber, Gerd Bobe, Elizabeth Kensicki, Kurt M. Bohren, Ginger Milne,Donald B. Jump . “A Metabolomic Analysis of Omega-3 Fatty Acid-Mediated Attenuation of Western Diet-Induced Nonalcoholic Steatohepatitis in LDLR-/- Mice”. Published: December 17, 2013

DOI: 10.1371/journal.pone.0083756

 


Articolo pubblicato in Steatosi del fegato ed è stato taggato con




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