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Tipologie di Omega-3

La struttura chimica degli omega-3 ne determina l'assorbimento.

Gli omega-3 negli integratori alimentari non sono tutti uguali. In questa sezione approfondiamo   quali sono le differenze principali e perché sono importanti.

  • Omega-3, a digiuno EPA e DHA più efficaci se in forma di trigliceridi

    Assumere Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) per circa 6 mesi sotto forma di trigliceridi riesterificati è sufficiente a ridurre significativamente i livelli ematici di lipidi a digiuno. La scoperta, pubblicata sulla rivista Prostaglandins, Leukotrienes, and Essential Fatty Acids, conferma i maggiori benefici offerti da questa forma di Omega-3 rispetto ad altre presenti sul mercato. A condurre gli studi che hanno portato a queste conclusioni è stato un gruppo di ricercatori guidato da Jan Schuchardt della Leibniz Universitat di Hannover (Germania). Formulazioni diverse per effetti diversi La scoperta ha seguito di pochi mesi un altro studio condotto dagli stessi ricercatori. I risultati ottenuti all'epoca avevano dimostrato che nell'organismo i livelli di questi acidi grassi aumentano di più e più rapidamente se gli Omega-3 vengono assunti sotto forma di trigliceridi. I dati facevano riferimento all'EPA e al DHA, i 2 Omega-3 presenti nell'olio di pesce. L'aumento degli acidi grassi è risultato invece inferiore se EPA e DHA sono assunti in un'altra formulazione chimica: quella di etil-esteri. Un'altra ricerca, pubblicata sulla stessa rivista nel settembre del 2010, ha invece dimostrato che la quantità di Omega-3 rilevabile nel circolo sanguigno dopo l'assunzione di integratori alimentari aumenta del 50% proprio se i nutrienti sono presenti come trigliceridi. Trigliceridi più efficaci anche a digiuno Schuchardt e colleghi si sono concentrati sull'analisi delle differenze nei livelli dei lipidi ematici a digiuno in seguito all'assunzione di EPA e DHA sotto forma di trigliceridi riesterificati o di etil-esteri. Per farlo, i ricercatori hanno suddiviso in 3 gruppi oltre 150 pazienti con livelli alterati di lipidi nel sangue, che stavano assumendo farmaci per ridurre le concentrazioni di colesterolo. Ad alcuni partecipanti è stato somministrato solo un placebo a base di olio di grano, altri hanno assunto olio di pesce contenente Omega-3 sotto forma di trigliceridi o di etil-esteri. In questi ultimi 2 gruppi le dosi di EPA e DHA assunti erano identiche e pari a 1,01 e 0,67 grammi. In nessuno dei partecipanti è stata osservata una variazione nei livelli ematici di colesterolo totale, né in quelli di colesterolo “buono” né in quelli di colesterolo “cattivo”. Rispetto ai pazienti trattati con olio di grano, chi aveva assunto Omega-3 sotto forma di trigliceridi ha mostrato una significativa riduzione delle concentrazioni dei lipidi nel sangue in condizioni di digiuno. Un fenomeno sempre più conosciuto Questi nuovi risultati forniscono ulteriori prove del fatto che non tutti i prodotti a base di Omega-3 si equivalgono. I dati raccolti fino ad oggi dimostrano che EPA e DHA assunti sotto forma di trigliceridi riesterificati sono maggiormente biodisponibili. Ciò significa che la quantità di Omega-3 presente nel sangue dopo l'assunzione dell'integratore è maggiore. Inoltre, EPA e DHA si concentrano nell'organismo in quantità più elevate e più rapidamente quando assunti come trigliceridi. Infine, in questa forma gli Omega-3 contribuiscono a ridurre il livelli ematici di lipidi a digiuno.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Schuchardt JP, Neubronner J, Kressel G, Merkel M, von Schacky C, Hahn A, “Moderate doses of EPA and DHA from re-esterified triacylglycerols but not from ethyl-esters lower fasting serum triacylglycerols in statin-treated dyslipidemic subjects: Results from a six month randomized controlled trial”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2011 Dec;85(6):381-6. Epub 2011 Aug 20. 2. Neubronner J, Schuchardt JP, Kressel G, Merkel M, von Schacky C, Hahn A, "Enhanced increase of Omega-3 index in response to long-term n-3 fatty acid supplementation from triacylglycerides versus ethyl esters", Eur J Clin Nutr.  2011 Feb;65(2):247-54 3. Dyerberg J, Madsen P, Møller JM, Aardestrup I, Schmidt EB, “Bioavailability of marine n-3 fatty acid formulations Original Research Article”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2010 Sep;83(3):137-4


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Sistema cardiovascolare, Trigliceridi, Arterie e vasi sanguigni, Tipologie di Omega-3

  • Trigliceridi riesterificati aumentano biodisponibilità Omega-3 del 70%

    L'organismo assorbe e utilizza meglio gli Omega-3 assunti sotto forma di trigliceridi riesterificati. A dimostrarlo è una ricerca di uno dei massimi esperti di Omega-3, Jorn Dyerberg. Secondo l'epidemiologo danese e i suoi colleghi dell'Università di Copenhagen e dell'Ospedale di Aalborg (Danimarca), la biodisponibilità degli Omega-3 presenti nelle formulazioni di questo tipo è superiore del 50% rispetto a quella delle altre forme, incluso l'olio di fegato di merluzzo. La notizia è apparsa sulle pagine della rivista Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids. Alimenti ricchi di Omega-3: i benefici secondo l'esperto I primi indizi sui benefici degli alimenti ricchi di Omega-3, come il pesce grasso, risalgono agli anni Settanta. A scoprirli è stato proprio Dyerberg, che ha svelato la loro utilità nella protezione del sistema cardiovascolare. Da allora, i benefici degli Omega-3 sono stati riconosciuti anche per altri ambiti: benessere delle articolazioni umore sviluppo del feto prevenzione e di alcune forme di cancro Nonostante le numerose ricerche sull'utilità di questi acidi grassi, permane ancora un problema: come assicurare un adeguato apporto di questi preziosi nutrienti. Dyerberg e colleghi hanno sottolineato la mancanza di informazioni precise riguardo alla biodisponibilità dell'EPA e del DHA assunti nelle loro diverse formulazioni. Per questo l'esperto ha deciso di testare la disponibilità di 5 tipi di integratori di olio di pesce presenti sul mercato. Le diverse formulazioni di Omega-3 Negli anni sono state messe a punto diverse formulazioni di Omega-3 concentrati: acidi grassi liberi (free fatty acids, FFA) esteri etilici (EE) trigliceridi riesterificati (rTG) Questi ultimi sono forme ottenute dall'olio di pesce, in cui il 30% circa dei trigliceridi è modificato in modo da aumentare il contenuto degli Omega-3 acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA). In questo modo EPA e DHA arrivano a costituire il 60% del contenuto. I dettagli della ricerca Lo studio di Dyerberg e colleghi si è focalizzato sulle differenze tra i trigliceridi naturali qui contenuti: olio di pesce olio di fegato di merluzzo esteri etilici acidi grassi liberi trigliceridi riesterificati In totale sono stati coinvolti 72 individui di età compresa tra i 21 e i 56 anni. Ciascun partecipante ha ricevuto per 2 settimane una dose giornaliera di Omega-3 compresa tra 3,1 e 3,6 grammi di EPA e DHA. Al termine della sperimentazione, i ricercatori hanno rilevato che la biodisponibilità degli Omega-3 è pari al 73% nel caso degli esteri etilici, del 91% nel caso degli acidi grassi liberi e del 124% nel caso dei trigliceridi riesterificati. Gli autori spiegano che se questi dati vengono bilanciati tenendo conto dei dosaggi utilizzati, le biodisponibilità passano al 76, all'86 e al 134%. Risultati inattesi I ricercatori hanno concluso che i trigliceridi riesterificati hanno una biodisponibilità superiore, mentre gli esteri etilici sono le forme meno assorbibili e meno utilizzabili dall'organismo. Gli acidi grassi liberi si pongono in una situazione intermedia, che corrisponde alla biodisponibilità dei trigliceridi contenuti negli oli di pesce naturali. Uno dei risultati più interessanti ottenuti in questo studio è il fatto che la biodisponibilità dei trigliceridi riesterificati sia maggiore di quella degli Omega-3 contenuti nelle forme naturali, soprattutto nell'olio di fegato di merluzzo. Una possibile spiegazione di questo fenomeno potrebbe risiedere nel fatto che le forme riesterificate contengono, oltre ai trigliceridi, anche digliceridi e monogliceridi. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. Fonte 1. Dyerberg J, Madsen P, Møller JM, Aardestrup I, Schmidt EB, “Bioavailability of marine n-3 fatty acid formulations”, Prostaglandins Leukot Essent Fatty Acids. 2010 Sep;83(3):137-41.


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