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Speciali Omega-3

Omega 3: Notizie dell'ultima ora e studi più recenti

Le notizie dell'ultima ora e gli studi più recenti sugli Omega-3 per essere sempre aggiornato sulle novità e gli sviluppi di queste sostanze naturali.

  • I benefici dell'assunzione di Omega-3 dipendono dai livelli basali nell'organismo

    Benefici Omega 3 sicuri, ma da valutare caso per caso I benefici dell'assunzione di Omega 3 dipendono dai livelli di questi acidi grassi presenti nell'organismo prima dell'inizio del trattamento. E' questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori coordinato da John Newman dell'Università della California di Davis (Stati Uniti). La notizia è stata pubblicata sul Journal of Lipid Research1. Per gli autori questa scoperta suggerisce che la misurazione dei livelli basali di Omega-3 potrebbe essere utile per stabilire l'efficacia di un trattamento basato sull'arricchimento dell'alimentazione con questi nutrienti. Dieta ricca di Omega-3: perché è così importante Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali. L'organismo non è in grado di sintetizzarne le quantità necessarie per mantenersi in salute: l'alimentazione è pertanto l'unico modo per garantirne un corretto apporto. La moderna dieta occidentale è però caratterizzata da livelli troppo bassi di questi preziosi nutrienti. Di contro, l'alimentazione dei paesi industrializzati abbonda di Omega-6, un tipo di grassi dall'azione contrapposta a quella degli Omega-3. La conseguente variazione nel rapporto tra Omega-6 e Omega-3 presenti nell'organismo mette a repentaglio il buono stato di salute. Aumentare il consumo di pesce grasso consente di contrastare i rischi associati alla carenza di Omega-3. Il pesce grasso è la principale fonte alimentare di Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). La dose giornaliera minima raccomandata per prevenire i disturbi cardiovascolari è pari a 500 milligrammi totali di EPA e DHA. Un effetto da valutare caso per caso Assumere Omega-3 non produce gli stessi effetti in tutti gli individui. Un precedente studio lasciava ipotizzare che chi è caratterizzato da livelli iniziali di Omega-3 più bassi possa trarre maggiori benefici dalla loro assunzione. Questo studio aveva coinvolto però davvero pochi pazienti per permettere di trarre delle conclusioni definitive. Newman e colleghi hanno deciso per questo motivo di chiarire questo punto misurando i livelli di Omega-3 nel sangue, nei globuli rossi e nelle piastrine prima e dopo un trattamento di 4 settimane a base di questi nutrienti. L'analisi dei dati raccolti ha svelato che il trattamento aumenta gli Omega-3 presenti nell'organismo. Non solo: maggiori sono i livelli di acidi grassi prima del trattamento, minore è l'aumento delle concentrazioni osservato. Gli stessi dati hanno permesso di stimare che un individuo di 70 chilogrammi dovrebbe assumere ogni giorno 7 milligrammi di Omega-3 per mantenere i livelli di EPA e DHA necessari a proteggere cuore e arterie. Integratori Omega-3: quale forma scegliere? Le forme maggiormente disponibili di Omega-3 sono la trigliceride e quella estere etilica. Questo studio ha previsto la somministrazione di Omega-3 sotto forma di esteri etilici. Alcuni studi recenti hanno però dimostrato che l'assorbimento di questi acidi grassi è maggiore se vengono assunti sotto forma di trigliceridi. Per gli autori i risultati di questo studio potrebbero essere validi anche per forme di Omega-3 diverse dagli esteri etilici.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Keenan AH, Pedersen TL, Fillaus K, Larson MK, Shearer GC, Newman JW, “Basal omega-3 fatty acid status affects fatty acid and oxylipin responses to high-dose n3-HUFA in healthy volunteers”, J Lipid Res. 2012 May 24. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Benefici degli Omega-3 in pillole ed è stato taggato con

  • L'alimentazione ricca di Omega-3 contrasta le malattie associate all'infiammazione

    Più Omega 3, meno infiammazione! Aumentare il consumo di Omega 3 può aiutare a combattere i disturbi legati all'aumento dell'infiammazione associato allo stile alimentare moderno, caratterizzato da un apporto eccessivo di acidi grassi Omega-6. Questi ultimi aumentano la produzione di molecole associate ai fenomeni infiammatori alla base di diverse patologie croniche: malattie dell'apparato cardiovascolare diabete obesità steatosi epatica non alcolica Alzheimer artrite reumatoide malattie infiammatorie intestinali Una descrizione approfondita del ruolo giocato da questi 2 tipi di grassi nello sviluppo di queste malattie è contenuta in un'analisi pubblicata sul Journal of Nutrition and Metabolism1 da un gruppo di ricercatori del Biosciences Institute di County Cork (Irlanda). Omega-3 e Omega-6: grassi di cui non si può fare a meno Gli Omega-3 e gli Omega-6 sono considerati acidi grassi essenziali: significa che l'organismo umano non è in grado di sintetizzarli in piena autonomia, pertanto è indispensabile introdurli con l'alimentazione. Le cellule sanno produrre alcuni di questi grassi, non sono invece in grado di sintetizzare il materiale di partenza per ottenerli: acido linoleico (LA, un Omega-6) acido alfa-linolenico (ALA, un Omega-3). Senza un adeguato apporto di questi nutrienti l'organismo subisce gli effetti della carenza di Omega-3 e Omega-6, molecole che regolano tutta una serie di processi biologici variabili dal controllo della pressione sanguigna al funzionamento del sistema nervoso. Il ruolo dei grassi nell'infiammazione Gli eicosanoidi sono molecole ottenute a partire da LA e ALA che regolano i processi infiammatori. In particolare: gli eicosanoidi ottenuti a partire dagli Omega-6 promuovono l'infiammazione; gli eicosanoidi che derivano dagli Omega-3 hanno invece un effetto antinfiammatorio. I cambiamenti dello stile alimentare degli ultimi decenni hanno portato ad un arricchimento della dieta occidentale di Omega-6, associato soprattutto al consumo sempre più frequente di oli vegetali ricchi di LA. Il bilancio tra Omega-6 e Omega-3, il cui rapporto ideale si attesta tra l'1 a 1 e il 4 a 1, si è spostato di conseguenza verso valori pari a 15 a 1. Allo stesso modo, l'incidenza di malattie infiammatorie croniche è a sua volta aumentata. Contrastare l'infiammazione con l'alimentazione Diversi studi si sono concentrati sulla possibilità di ridurre il rischio di sviluppare questi disturbi aumentando il consumo alimentare di Omega-3. L'approccio si è dimostrato potenzialmente efficace in caso di: steatosi epatica non alcolica malattie cardiovascolari patologie infiammatorie dell'intestino artrite reumatoide malattia di Alzheimer Un regime alimentare ricco di frutta, verdura, legumi, cereali e pesce ricchi di Omega-3 riduce inoltre la probabilità di sviluppare la sindrome metabolica, una situazione complessa in cui sono presenti contemporaneamente diversi fattori di rischio per il diabete e le malattie cardiovascolari. Un consumo elevato di Omega-6 associato a un basso apporto di Omega-3 favorisce l'infiammazione, di conseguenza mette in atto i seguenti processi organici: aumenta la tendenza dei vasi sanguigni a restringersi; eleva la viscosità del sangue; accresce la probabilità di sviluppare malattie associate a queste condizioni. Quali cibi preferire? Aumentare il consumo di: salmone sgombro tonno verdura a foglia verde frutta secca (come le noci) Da evitare l'uso eccessivo di oli di girasole, di zafferanone e di mais, ricchi di LA.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links.   Fonte 1. Patterson E, Wall R, Fitzgerald GF, Ross RP, Stanton C, “Health implications of high dietary omega-6 polyunsaturated Fatty acids”, J Nutr Metab. 2012;2012:539426. Epub 2012 Apr 5


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Omega-3 contro l'infiammazione ed è stato taggato con

  • Carenza di Omega-3: i sintomi da tenere sotto controllo

    Carenza da Omega 3? Ecco a cosa bisogna fare attenzione Gli Omega 3 sono acidi grassi essenziali necessari al corretto funzionamento dell'organismo. L'apporto quotidiano di questi nutrienti è necessario sia per mantenere uno stato di buona salute sia per evitare diversi disturbi che potrebbero essere determinati da una loro carenza. Carenza di Omega-3: la FADS Gli Omega-3 entrano in circolo grazie all'alimentazione. La ridotta assunzione tramite cibi o integratori alimentari affiancati ad essi rischia di impoverire l'organismo di questi preziosi nutrienti, provocando una deficienza. Gli scienziati hanno recentemente dato un nome a questo fenomeno: FADS. FADS è acronimo di Fatty Acid Deficiency Syndrome, sindrome da carenza di acidi grassi. Sintomi da carenza di Omega-3: l'elenco Riconoscere il manifestarsi della carenza di Omega-3 non è sempre facile: infatti i sintomi vengono spesso confusi (in quanto comuni) con quelli di altre malattie.   Diversi sono i problemi che tale mancanza può generare, vediamoli insieme. 1) Problemi alla pelle Pelle secca Capelli fragili Unghie deboli Cheratosi sul dorso, arti superiori e gambe Eczema Forfora Occhio secco 2) Problemi di attenzione e concentrazione Deficit di attenzione Iperattività Problemi di concentrazione 3) Problemi d'umore e stati d'animo Ansia Irritabilità Depressione Cambiamenti d'umore Bassa tolleranza alle frustrazioni 4) Energia e disturbi del sonno Affaticamento e Stanchezza Scarsa qualità del sonno 5) Infiammazione Dolori articolari Deficienza Omega-3: perché è pericoloso ignorare i sintomi Alcuni dei sintomi prima citati sono solo fastidi passeggeri. Atri sono più seri e non vanno ignorati, altrimenti si rischia di lasciare il corpo e l'organismo in costante stato di infiammazione. Questo, col passare del tempo, può portare all'insorgere di malattie cardiovascolari o patologie più gravi.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Carenza di Omega-3 ed è stato taggato con

  • Fertilità maschile: gli Omega-3 proteggono gli spermatozoi

    Fertilità uomo: spermatozoi più forti e sicuri grazie agli integratori Omega 3 I cibi ricchi di Omega 3 migliorano la fertilità maschile perché proteggono e perfezionano le caratteristiche degli spermatozoi. La buona notizia arriva dalla rivista Human Reproduction, che ha pubblicato i risultati di uno studio guidato da Jill Attaman dell'Harvard Medical School di Boston (Stati Uniti). Oltre ai già noti benefici apportati alla salute, i dati raccolti dal ricercatore indicano che gli Omega-3 possono altresì contribuire a migliorare la fertilità maschile. Grassi “buoni” e grassi “cattivi”: la differenza La convinzione che i grassi siano nutrienti dannosi per la salute nasce da anni di ricerche sul sovrappeso, sull'obesità e sulle malattie cardiovascolari. I grassi non sono però tutti uguali e non devono essere completamente banditi dall'alimentazione. Oltre ad essere degli insostituibili costituenti delle cellule, queste molecole svolgono importanti funzioni che, a seconda del tipo di grasso preso in considerazione, possono anche migliorare lo stato di salute. E' il caso degli Omega-3, acidi grassi essenziali che svolgono un'indubbia azione benefica sull'organismo. In particolare: contrastano i fenomeni infiammatori; riducono il rischio di sviluppare malattie croniche, come disturbi cardiocircolatori e artrite; aiutano lo sviluppo e il funzionamento del sistema nervoso. Promuovere la fertilità maschile con gli Omega-3 Attaman e colleghi hanno aggiunto un nuovo tassello al mosaico dei benefici degli Omega-3. Lo scopo dei ricercatori era valutare il legame tra i grassi introdotti con l'alimentazione e i parametri che indicano la qualità dello sperma. Lo studio ha coinvolto 99 uomini che si erano rivolti ad una clinica per la fertilità, con un età media di circa 36 anni e mezzo. I partecipanti sono stati suddivisi in 3 gruppi in base ai livelli di grassi assunti con la dieta. L'analisi dello sperma ha svelato che un elevato apporto di questi nutrienti riduce significativamente il numero di spermatozoi. Infatti, rispetto agli uomini che consumavano i livelli più bassi di grassi, quelli che ne assumevano le quantità più elevate avevano una quantità totale e una concentrazione di spermatozoi inferiori: rispettivamente del 43 e del 38%. Tuttavia, gli spermatozoi degli uomini che seguivano un'alimentazione ricca di Omega-3 avevano caratteristiche morfologiche migliori. Cibi ricchi di grassi e qualità dello sperma: associazione significativa Attaman ha sottolineato che il binomio "assunzione di cibi ricchi di grassi/qualità dello sperma" offre un'ulteriore prova dei potenziali benefici derivanti dalla riduzione del consumo di questi alimenti. Nonostante siano necessari ulteriori studi per dimostrare l'esistenza di una relazione causa-effetto, i risultati ottenuti confermano l'importanza di una dieta sana per garantire la propria fertilità.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Fertilità maschile

  • Omega-3 EPA e DHA più efficaci se in forma di trigliceridi

    Omega 3 sotto forma di trigliceridi per 6 mesi? Meno lipidi nel sangue Assumere Omega 3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) per circa 6 mesi sotto forma di trigliceridi riesterificati è sufficiente a ridurre significativamente i livelli ematici di lipidi a digiuno. La scoperta, pubblicata sulla rivista Prostaglandins, Leukotrienes, and Essential Fatty Acids, conferma i maggiori benefici offerti da questa forma di Omega-3 rispetto ad altre presenti sul mercato. A condurre gli studi che hanno portato a queste conclusioni è stato un gruppo di ricercatori guidato da Jan Schuchardt della Leibniz Universitat di Hannover (Germania). Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Trigliceridi, Arterie e vasi sanguigni, Tipologie di Omega-3 ed è stato taggato con

  • Trigliceridi riesterificati aumentano biodisponibilità Omega-3 del 70%

    Trigliceridi riesterificati: fino al 70% di miglior assorbimento degli Omega 3 L'organismo assorbe e utilizza meglio gli Omega 3 assunti sotto forma di trigliceridi riesterificati. A dimostrarlo è una ricerca di uno dei massimi esperti di Omega-3, Jorn Dyerberg. Secondo l'epidemiologo danese e i suoi colleghi dell'Università di Copenhagen e dell'Ospedale di Aalborg (Danimarca), la biodisponibilità degli Omega-3 presenti nelle formulazioni di questo tipo è superiore del 50% rispetto a quella delle altre forme, incluso l'olio di fegato di merluzzo. La notizia è apparsa sulle pagine della rivista Prostaglandins, Leukotrienes and Essential Fatty Acids. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Tipologie di Omega-3 ed è stato taggato con

  • Pancreatite acuta: effetti antinfiammatori degli Omega-3 la contrastano

    Pancreatite acuta: gli integratori omega 3 aiutano a combatterla Gli Omega 3 contenuti nel pesce grasso influenzano i meccanismi coinvolti nello sviluppo della pancreatite acuta. E' questa la conclusione di un gruppo di ricercatori del dipartimento di fisiologia dell'Università di Granada (Spagna), secondo il quale tali acidi grassi potrebbero prevenire o attenuare questa malattia. Parte dei risultati che hanno portato a questa scoperta sono stati pubblicati sulla rivista Proceedings of the Nutrition Society. Dieta mediterranea e danni cellulari La pancreatite acuta è una malattia di origine infiammatoria e ossidativa. Lo scopo dei ricercatori spagnoli è stato capire se variazioni nel tipo di grassi introdotti con l'alimentazione potessero modificare la capacità delle cellule di rispondere al danno ossidativo e infiammatorio associato a questa malattia. María Belén López Millán, autrice dello studio, ha infatti sottolineato come i fenomeni infiammatori e ossidativi siano sempre di più alla base di malattie croniche. Gli scienziati si sono concentrati in particolare su alcuni ingredienti della dieta mediterranea: l'olio vergine di oliva e il pesce. Nel caso dell'olio di oliva i principi attivi di interesse erano l'acido oleico e l'idrossitirosolo, molecole dalla spiccata azione antiossidante. I componenti del pesce che hanno destato l'attenzione degli autori erano invece gli Omega-3, acidi grassi dalle riconosciute funzioni antinfiammatorie. Dai topi all'uomo Per verificare le loro ipotesi, i ricercatori hanno sviluppato un modello sperimentale in cui è stato valutato in che modo i cambiamenti della composizione delle membrane cellulari associati ai grassi ingeriti influenzano la risposta ai danni causati dall'infiammazione e dallo stress ossidativo. Gli esperimenti condotti sui topi hanno previsto di trattare gli animali con i nutrienti d'interesse e, in seguito a questo pretrattamento, di indurre il danno cellulare. È emerso che i composti antiossidanti e quelli antinfiammatori introdotti con l'alimentazione possono prevenire o attenuare la presenza di patologie associate ai processi infiammatori e ossidativi. L'acido oleico, l'idrossitirosolo e gli Omega-3 potrebbero per questo essere considerati degli “ingredienti funzionali” in grado di tenere sotto controllo la malattia. Conferme per la dieta mediterranea Secondo gli autori questo è il primo studio ad analizzare in che modo gli Omega-3 e gli antiossidanti influenzano i meccanismi cellulari che rispondono all'infiammazione locale del pancreas. Oltre a rafforzare l'importanza svolta dagli Omega-3 per mantenere l'organismo in uno stato di buona salute, i risultati ottenuti in questa ricerca confermano i benefici della dieta mediterranea, inclusa dall'UNESCO nella lista dei beni intangibili patrimonio dell'umanità.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. 1.  C. Santana, M. B. López-Millán, M. A. Martínez-Burgos, M. Mañas, E. Martínez-Victoria and M. D. Yago (2010). Influence of membrane fatty acid composition on cell viability and lipid peroxidation in a cell model (AR42J) of cerulein-induced acute pancreatitis. Proceedings of the Nutrition Society, 69 , E313


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  • Steatosi epatica non alcolica (NAS): Omega-3 per migliorare lo stato di salute

    Integratori Omega 3: un valido aiuto anche per la Steatosi epatica non alcolica (NAS) La salute del fegato dei pazienti che soffrono di steatosi epatica non alcolica può essere migliorata aumentando l'assunzione di acidi grassi Omega-3 di origine marina. A giungere a questa conclusione è stato un gruppo di esperti, guidati da Gail Masterton della Royal Infirmary of Edinburgh (Edimburgo, Regno Unito), in un articolo pubblicato sulla rivista Alimentary Pharmacology and Therapeutics. Gli autori dello studio hanno analizzato i risultati ottenuti nel corso di 4 diverse ricerche condotte sull'uomo e hanno dimostrato che gli Omega tre migliorano la salute e la funzionalità del fegato. Non solo: questi acidi grassi aumentano anche la sensibilità all'azione dell'ormone insulina, indispensabile per regolare il metabolismo degli zuccheri, in chi soffre di questo disturbo. Fegato grasso, una malattia senza sintomi La steatosi epatica non alcolica, nota anche come fegato grasso non alcolico, è un disturbo caratterizzato dall'accumulo di grassi nel fegato. Questa condizione viene sempre più spesso diagnosticata nelle persone con problemi di obesità o di diabete, ma può presentarsi anche dopo interventi di bypass all'intestino o in concomitanza all'assunzione di alcuni farmaci. Questo disturbo colpisce tra il 10 e il 35% della popolazione mondiale ed è stato associato alla sempre maggior diffusione dell'obesità. Purtroppo, i medici non hanno ancora individuato una terapia definitiva per il suo trattamento. In genere tale accumulo di grassi non dà luogo a dei sintomi particolari. Tuttavia, la steatosi può aumentare il rischio di infiammazione del fegato e causare così insufficienza epatica. La probabilità che un fegato grasso non alcolico degeneri in una situazione ben più grave riguarda solo il 5-10% dei casi. Tuttavia alcune condizioni, come livelli elevati di colesterolo e trigliceridi nel sangue, obesità, sindrome metabolica e resistenza all'insulina possono aumentare questo rischio. Omega-3 contro i grassi nel fegato Numerosi studi hanno dimostrato i benefici degli Omega-3 per chi soffre di diverse patologie, inclusi i disturbi cardiaci e le alterazioni dei livelli di colesterolo e grassi nel sangue. Più recentemente sono stati raccolti dati anche sulle potenzialità di questi nutrienti per il trattamento della steatosi non alcolica. In particolare, gli Omega-3 svolgono un'importante funzione regolatrice nei confronti dell'espressione dei geni del fegato. I ricercatori hanno evidenziato che gli studi condotti sull'uomo hanno confermato i risultati ottenuti sugli animali, secondo cui questi nutrienti riducono l'accumulo di grassi a livello epatico, migliorano la sensibilità all'azione dell'insulina e riducono la presenza dei marcatori dell'infiammazione. Il meccanismo d'azione Anche se alcuni studi hanno dimostrato l'efficacia degli Omega-3 nel contrastare i disturbi associati all'obesità, fino ad oggi nessuna ricerca ha chiarito i meccanismi attraverso cui questi acidi grassi migliorano la salute di chi soffre di fegato grasso. Per Masterton e il suo staff l'azione più importante svolta a livello epatico da questi nutrienti sarebbe la regolazione dell'espressione dei geni. Questo fenomeno permetterebbe infatti di far passare il metabolismo del fegato dalla produzione e dall'accumulo di grassi alla loro ossidazione e al loro consumo. Secondo i ricercatori l'effetto a livello dell'azione dell'insulina, la loro attività antinfiammatoria e la capacità di ridurre i livelli di TNF, una molecola associata all'infiammazione, potrebbero essere altri possibili meccanismi che contribuiscono all'efficacia degli Omega-3 nei confronti di questo disturbo.   • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links.


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  • Omega-3 per guarire ferite all'intestino post intervento chirurgico

    Integratori Omega 3: ottimi per rimarginare le ferite da delicati interventi all'intestino Gli acidi grassi Omega 3 facilitano la guarigione e contrastano l'infiammazione delle ferite all'intestino dopo un intervento chirurgico. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato sugli Annali Italiani di Chirurgia da un gruppo di ricercatori della Medical School della Yeditepe University di Istanbul (Turchia). Secondo i risultati ottenuti in questa ricerca l'effetto di questi nutrienti è ancora maggiore se vengono assunti in combinazione con l'acido ascorbico. Interventi pericolosi all'intestino Le anastomosi gastrointestinali, interventi chirurgici che prevedono l'unione di due tratti del tubo digerente, possono andare incontro alla riapertura spontanea delle ferite. Questo fenomeno, che può essere causato da diversi fattori locali e sistemici, rappresenta una complicazione postoperatoria molto seria che può addirittura portare al decesso del paziente. Perché l'intervento chirurgico abbia un esito positivo è importante prevenire o ridurre la carenza di ossigeno tipica della zona centrale delle ferite e dell'infiammazione che si può scatenare a livello dell'anastomosi. A questi obiettivi si aggiunge quello di aumentare il tessuto connettivo ricco di collagene nella ferita. Alcune ricerche hanno dimostrato che sia gli Omega-3 sia l'acido ascorbico giocano un ruolo nella guarigione dei tessuti danneggiati. Quest'ultimo è stato coinvolto nel processo di formazione delle fibre di collagene, cui conferisce la resistenza alla tensione necessaria per far sì che il tessuto cicatriziale possa stirarsi senza strapparsi. L'acido eicosapentaenoico (EPA) e l'acido docosaesaenoico (DHA), Omega-3 di origine alimentare, partecipano alla guarigione delle ferite influenzando i livelli di infiammazione del tessuto danneggiato. Per questi motivi i ricercatori della Yeditepe University hanno valutato l'efficacia di questi due tipi di molecole nel favorire la guarigione delle ferite associate alle anastomosi intestinali. Omega-3 contro l'infiammazione per guarire meglio Lo studio ha coinvolto 40 ratti, che sono stati suddivisi in 4 gruppi. Il primo è stato sottoposto ad anastomosi, ma non ha ricevuto nessun trattamento. Il secondo e il terzo gruppo sono stati sottoposti all'intervento chirurgico e hanno ricevuto acido ascorbico o Omega-3. Infine, un quarto gruppo di animali è stato operato e ha ricevuto sia acido ascorbico, sia Omega-3. Cinque giorni dopo l'intervento tutti gli animali sono stati sacrificati per analizzare i risultati dell'operazione. La guarigione è stata valutata misurando la pressione di scoppio, cioè la pressione necessaria per far cedere l'anastomosi, e i livelli di idrossiprolina, un aminoacido presente nel collagene. È emerso che la pressione di scoppio e le concentrazioni di idrossiprolina erano significativamente maggiori sia negli animali che avevano ricevuto acido ascorbico sia in quelli che avevano assunto Omega-3. Non solo, l'effetto positivo dell'assunzione combinata dei due tipi di nutrienti era maggiore rispetto a quello ottenuto utilizzando solo acido ascorbico o solo Omega-3. Combinazione vincente contro le ferite Assunti singolarmente o in combinazione, Omega-3 e acido ascorbico favoriscono la guarigione delle anastomosi praticate all'intestino. Secondo i ricercatori l'azione dei due tipi di molecole si sommerebbe, facilitando il processo di recupero delle ferite.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Ekçi B, Karabicak I, Atukeren P, Altinlio E, Tomaoglu K, Tasci I, “The effect of omega-3 fatty acid and ascorbic acid on healing of ischemic colon anastomoses”, Ann Ital Chir. 2011 Nov-Dec;82(6):475-9


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  • Trapianti di fegato: ecco come gli Omega-3 proteggono dall'infiammazione

    L'olio di pesce protegge il fegato dall'infiammazione causata da trapianti ed altri interventi Svelati i meccanismi molecolari attivati dagli Omega 3 per proteggere il fegato dall'infiammazione causata dagli interventi chirurgici, trapianti inclusi. A scoprirli è stato un gruppo di ricercatori dell'Università del Cile di Santiago in uno studio pubblicato dalla rivista PloS One. La scoperta apre nuove prospettive nella prevenzione dei danni da ischemia-riperfusione, fenomeni spesso associati ad alcune operazioni. Il ruolo protettivo degli Omega-3 nei trapianti di fegato L'ischemia è una situazione in cui il flusso di sangue verso un organo diminuisce o, addirittura, si annulla. Questo fenomeno, associato a eventi come l'infarto o alcuni interventi chirurgici, provoca una carenza di ossigeno dannosa per i tessuti. D'altra parte anche la riperfusione, cioè il ripristino della circolazione sanguigna, può danneggiare gli organi, soprattutto a causa della forte infiammazione scatenata dall'attivazione del sistema immunitario. In particolare, i danni da ischemia-riperfusione mettono in serio pericolo la salute dei tessuti dopo alcuni interventi chirurgici in cui si verificano questi due fenomeni. Un caso molto studiato è quello dei trapianti di fegato, in cui è stato dimostrato che questo tipo di danno può essere limitato attraverso opportuni trattamenti dell'organo da trapiantare. Alcuni esperimenti hanno, ad esempio, dimostrato che nei ratti l'assunzione degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) protegge il fegato del donatore dal danneggiamento. L'efficacia di questi acidi grassi si basa sulla riduzione dell'attivazione di NF-kB, una proteina associata all'infiammazione e che viene attivata da questo tipo di danno. Nuovi dettagli sui meccanismi d'azione I ricercatori sudamericani hanno scoperto ulteriori particolari di questo processo analizzando l'attività di NF-kB e di altre molecole ad essa correlate in ratti ai quali, prima di indurre un danno da ischemia-riperfusione al fegato, è stato somministrato per 7 giorni un supplemento a base di olio di pesce. Dopo questa prima settimana il danno epatico è stato indotto con 1 ora di ischemia seguita da 20 ore di riperfusione. Per quanto riguarda lo stato di salute generale del fegato, l'assunzione di Omega-3 è stata associata a una normalizzazione dei livelli di transaminasi e della morfologia del fegato, parametri alterati in caso di danni epatici. Le analisi molecolari hanno, inoltre, svelato che oltre a ridurre l'attivazione di NF-kB questi acidi grassi promuovono l'associazione tra NF-kB e una molecola dall'azione antinfiammatoria, PPAR-α. Allo stesso tempo, i ricercatori hanno rilevato che il trattamento con Omega-3 aumenta la stabilità di IκB-α, molecola che contrasta l'attivazione di NF-kB. Il risultato di questi fenomeni è un aumento dell'espressione dei geni regolati da  PPAR-α e una normalizzazione dei livelli di  IL-lβ e TNF-α, due molecole pro-infiammatorie la cui produzione è controllata da NF-kB. Omega-3, un'efficacia senza più segreti Nell'insieme questi dati indicano che PPAR-α e NF-κB competono per il controllo della produzione di mediatori dell'infiammazione. Gli acidi grassi Omega-3, quindi, proteggerebbero il fegato dal danno da ischemia-riperfusione promuovendo la formazione dei complessi tra PPAR-α e NF-κB e aumentando la stabilità di IκB-α.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter. • Per informarti meglio sugli Omega 3 ed una vasta gamma di integratori, ad esempio: integratori per la pelle, integratori per abbassare il colesterolo, integratori gravidanza e integratori allattamento, integratori memoria, quelli che contengono coenzima q10 e vitamina d3 clicca sui links appena forniti. • Per scoprire i vantaggi dell'olio di krill, un olio di pesce ricchissimo di Omega 3, utile anche per combattere il lupus eritematoso o disturbi durante e post allenamento sportivo come il broncospasmo, clicca sui rispettivi links. Fonte 1. Zúñiga J, Cancino M, Medina F, Varela P, Vargas R, Tapia G, Videla LA, Fernández V, “N-3 PUFA supplementation triggers PPAR-α activation and PPAR-α/NF-κB interaction: anti-inflammatory implications in liver ischemia-reperfusion injury”, PLoS One. 2011;6(12):e28502. Epub 2011 Dec 8


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