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  • Sclerosi multipla: i nati a maggio sono più a rischio

    Se fino ad oggi il mese di nascita di vostro figlio poteva interessarvi per conoscere il suo segno zodiacale in anticipo, ora avrete un motivo in più per soffermarvi su questo particolare. Bassi livelli di vitamina D Uno studio della London University in associazione con la Oxford University, infatti, ha analizzato la relazione fra il mese di nascita, i livelli di vitamina D e lo sviluppo del sistema immunitario nei neonati, scoprendo che il mese di nascita può determinare la propensione allo sviluppo della sclerosi multipla. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Gravidanza, Sistema immunitario, Alimentazione in gravidanza, Sclerosi multipla ed è stato taggato con

  • Gravidanza, il mercurio nel pesce aumenta il rischio di ADHD nel bambino

    Lo sviluppo della sindrome da deficit d'attenzione e iperattività (ADHD) potrebbe essere associata ad un'esposizione del bambino al mercurio contenuto nel pesce mangiato dalla madre durante la gravidanza. Tuttavia, mangiare pesce nel periodo della gestazione è importante perché gli Omega-3 presenti in questo alimento esercitano importanti benefici sullo sviluppo del feto, prima e del bambino, poi. A svelare quello che può sembrare un inevitabile circolo vizioso è uno studio del Brigham and Women's Hospital di Boston (Stati Uniti) pubblicato sugli Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine. Fortunatamente, però, esistono diversi modi per beneficiare degli effetti positivi degli Omega-3 evitando il pericolo di assumere dosi eccessivi di mercurio. Se, da un lato, le donne incinte dovrebbero limitare il consumo di pesce a non più di due porzioni alla settimana ed evitare pesci che possono accumulare quantità eccessive del metallo, dall'altra esistono fonti alternative di Omega-3 che non presentano gli stessi rischi del pesce: gli integratori di qualità farmaceutica. Omega-3, alleati per una gestazione di successo In passato diversi studi hanno dimostrato che durante la gravidanza il consumo di Omega-3 e di pesci che ne contengono elevate quantità promuove sia la salute materna, sia quella del bambino. Infatti questi nutrienti sono importanti per garantire il corretto sviluppo del sistema nervoso del feto. La loro azione, però, non si limita a questo. I figli delle donne che assumo grandi quantità di Omega-3 sono anche esposti a un minor rischio di sviluppare eczemi, allergie e fenomeni infiammatori. Infine, chi ha ricevuto questi preziosi nutrienti già nel ventre materno sembra avere un QI più elevato ed avere una probabilità inferiore di sviluppare l'ADHD. D'altra parte, gli Omega-3 favoriscono il buon esito della gravidanza, riducendo lo stress ossidativo, le morti perinatali e le convulsioni neonatali. Sì o no al pesce in gravidanza? Per garantirsi un corretto apporto di omega 3 è possibile fare affidamento sulle loro principali fonti alimentari, cioè i pesci grassi come le alici e le sardine. Per questo motivo gli esperti consigliano alle donne incinte di mangiare almeno due porzioni di pesce alla settimana. Questa nuova ricerca sottolinea, però, quanto il pesce possa essere pericoloso. L'analisi dei livelli di mercurio presenti nelle madri durante la gravidanza, strettamente legati al consumo di pesce, ha svelato che i loro figli hanno sviluppato più frequentemente l'ADHD quanto più elevata era la quantità di mercurio. In realtà il problema potrebbe essere ancora più grave, perché studi precedenti hanno suggerito che l'esposizione al mercurio possa essere legata anche allo sviluppo di disturbi dello spettro autistico, microcefalia, ritardi nello sviluppo, cecità e convulsioni. Ciononostante, il pesce non può essere messo al bando durante la gestazione perché apporta anche nutrienti molto importanti, tra cui, come detto, gli Omega-3. La raccomandazione degli esperti resta di non superare le due porzioni alla settimana e di evitare i pesci che potrebbero accumulare le maggiori quantità di mercurio, come lo squalo, il pesce spada, lo sgombro e il tonno fresco. Solo integratori di olio di pesce purificato Un'altra possibilità per aggirare il problema è assumere integratori di olio di pesce purificato che rispondano agli standard internazionali riguardanti la presenza di contaminanti. Leggendo attentamente l'etichetta del prodotto e controllando la presenza di eventuali certificati di analisi di laboratori terzi come p.e. IFOS, è possibile assicurarsi di acquistare supplementi che non contengano dosi pericolose di mercurio o di altri inquinanti. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Sagiv SK, Thurston SW, Bellinger DC, Amarasiriwardena C, Korrick SA, “Prenatal Exposure to Mercury and Fish Consumption During Pregnancy and Attention-Deficit/Hyperactivity Disorder-Related Behavior in Children”, Arch Pediatr Adolesc Med. 2012 Oct 8:1-9. doi: 10.1001/archpediatrics.2012.1286


    Articolo pubblicato in Gravidanza, Disturbi ADHD ed è stato taggato con

  • Gestazione, l'acido folico riduce del 32% il rischio di tumori del cervello durante l'infanzia

    Un nuovo studio scopre che assumere acido folico prima e durante la gestazione potrebbe ridurre fino al 32% il rischio di sviluppare un tumore al cervello durante l'infanzia. La ricerca che ha portato alla scoperta è stata pubblicata sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention da un gruppo di ricercatori australiani, guidato da Elizabeth Milne del Telethon Institute for Child Health Reasearch dell'University of Western Australia. Secondo Milne, anche se si tratta di un semplice studio osservazionale, l'associazione tra la riduzione del rischio di tumori al cervello nel bambino e l'assunzione di acido folico durante la gestazione è plausibile dal punto di vista biologico. Perché in gravidanza c'è bisogno di acido folico? Le raccomandazioni sull'assunzione di acido folico prima e durante le fasi iniziali della gravidanza sono legate alla necessità di ridurre al minimo il rischio che il feto sviluppi la cosiddetta spina bifida. Quest'ultima è una grave malformazione dovuta a un difetto nello sviluppo del tubo neurale, la struttura da cui prende origine anche il sistema nervoso del bambino. Una futura mamma che, prima della gestazione, fa il pieno di acido folico riduce la probabilità di sviluppare anche molti altri difetti del tubo neurale che dipendono dall'assenza di questo prezioso nutriente. Tumori cerebrali nell'infanzia, un buon motivo per assumere più acido folico Lo studio australiano svela un motivo in più per cui una donna dovrebbe assumere acido folico nel momento in cui decide di avere un bambino. L'analisi dell'uso di integratori da parte delle mamme, rilevato tramite questionari specifici, ha infatti svelato che i multivitaminici e i supplementi a base di acido folico sono associati a una riduzione del 32% del rischio che i loro figli sviluppino un tumore al cervello durante l'infanzia. Secondo gli autori questo studio, che ha coinvolto in totale 1154 bambini (di cui 327 affetti da un tumore al cervello), è il più ampio mai condotto fino ad oggi e suggerisce che gli integratori di acido folico potrebbero essere realmente utili nella prevenzione dei tumori al cervello in età pediatrica. Tuttavia, i ricercatori non sanno ancora spiegare quali siano gli esatti meccanismi alla base di questo effetto, che potrebbero anche variare a seconda del tipo di tumore preso in considerazione. Acido folico: quando assumerlo Sulla base di questi dati, risulta chiaro che arrivare al concepimento con scorte di acido folico adeguate è fondamentale per garantire il corretto sviluppo e la salute del bambino. Per questo motivo, è lo stesso Ministero della Salute a raccomandare l'assunzione di almeno 0,4 mg al giorno di acido folico, nel periodo precedente la gestazione e nei primi tre mesi successivi al concepimento. Purtroppo, però, la maggior parte delle gravidanze non è pianificata e, quindi, una donna può ritrovarsi incinta senza aver avuto il tempo di pianificare l'assunzione di acido folico. Per questo motivo la soluzione migliore è assumere regolarmente acido folico durante l'età fertile. L'importante è non superare 1 mg al giorno, perché, anche se non è tossico, dosi eccessive possono mascherare eventuali carenze di vitamina B12, a loro volta molto pericolose. Un'alternativa è di assumere acido folico attivato, ossia metilfolato, che non maschera eventuali carenze di vitamina B12 ed è molto meglio assorbito dell'acido folico. Esistono prodotti sul mercato, fra cui il VitaDHA Materna, che contengono metilfolato al posto del acido folico che si trova nella maggior parte degli integratori. Solo nel caso in cui la donna abbia già avuto un figlio con difetti del tubo neurale le linee guida prevedono la possibilità di arrivare all'assunzione quotidiana di 4 mg di acido folico. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Milne E, Greenop KR, Bower CI, Miller M, van Bockxmeer FM, Scott RJ, de Klerk NH, Ashton LJ, Gottardo NG, Armstrong BK, “Maternal use of Folic Acid and Other Supplements and Risk of Childhood Brain Tumors”, Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2012 Aug 31.


    Articolo pubblicato in Alimentazione, Sistema nervoso, Gravidanza, Alimentazione in gravidanza, Età pediatrica ed è stato taggato con

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