**Page description appears here**
+39 039 9000200 Hai bisogno di aiuto? Chiamaci dal Lun-Ven dalle 9.30/17.30

Non ci sono articoli nel tuo carrello.

Ricevi notizie, consigli e offerte con Omegor Newsletter

sono sicuro

indice omega-3

  • Anziani e alimentazione: il consumo di omega-3 aiuta a mantenersi giovani migliorando le capacità fisiche

    Negli anziani, il consumo di omega-3 può avere effetti positivi non solo sulle capacità cognitive, ma è associato anche a migliori prestazioni fisiche. Gli ultrasettantenni con un elevato Indice omega-3, infatti, ottengono punteggi maggiori nei test per valutare la funzionalità degli arti inferiori, rispetto a quelli con un basso Indice omega-3. Sono questi i risultati di uno studio pubblicato su Clinical Nutrition, dai ricercatori dell'Università di Tolosa, in Francia. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Approfondimenti invecchiamento ed è stato taggato con

  • Malattie cardiovascolari, a rischio soprattutto le donne dopo i 40 anni a causa della carenza di omega-3

    Malattie cardiovascolari donne: a rischio dopo i 40 anni per carenza omega-3 Oltre il 70% delle donne tra i 40 e i 59 anni di età mostra un'alta probabilità di soffrire di malattie cardiovascolari, dovuta dall’insufficiente concentrazione di EPA e DHA nel sangue. Secondo uno studio condotto sulla popolazione femminile tedesca, infatti, la quasi totalità delle donne di mezza età possiede un basso Indice Omega 3, cioè una scarsa percentuale di EPA e DHA nelle membrane cellulari dei globuli rossi, una condizione pericolosa per la salute del cuore e non solo. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Malattie del cuore ed è stato taggato con

  • Menopausa, gli omega-3 EPA e DHA fanno vivere più a lungo

    Menopausa, gli omega-3 EPA e DHA fanno vivere più a lungo Dopo la menopausa assumerne quantità adeguate di omega 3 EPA e DHA potrebbe aiutare a ridurre la mortalità non solo per eventi cardiovascolari, ma per tutte le cause. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Menopausa, Indice omega-3 ed è stato taggato con

  • L'indice Omega-3 rivela lo stato di salute del cuore

    Cuore: l'indice omega-3 indica il suo stato di salute Il consumo regolare di pesce grasso ricco di omega 3 (sgombro, salmoni, aringhe etc) è associato ad un ridotto rischio di malattie cardiovascolari, come dimostrato da numerosi studi effettuati negli ultimi 30 anni. I livelli dei due principali omega-3, l’EPA e il DHA, nel sangue riflettono l’apporto di acidi grassi insaturi ingeriti con gi alimenti ed eventualmente quello degli integratori a base olio di pesce e olio algale. La concentrazione di DHA e EPA sanguigna può essere misurata tramite l’Indice Omega-3, o Omega-3 Index, un nuovo strumento per la valutazione del rischio cardiaco. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Indice omega-3 ed è stato taggato con

  • Gli Omega-3 proteggono la salute e le dimensioni del cervello

    Cervello: gli Omega-3 aiutano salute e dimensioni cerebrali Alti livelli di Omega 3 sembrano rallentare la perdita di volume cerebrale durante l’invecchiamento. Donne in post menopausa con elevate concentrazioni degli acidi grassi DPA (acido docosapentaenoico) e EPA (acido eicosapentaenoico) infatti possiedono, rispetto ad altre della stessa età, un cervello più grande. Una condizione che equivale a preservare per uno o due anni la salute cerebrale. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Approfondimenti sistema nervoso ed è stato taggato con

  • L’azione degli Omega-3 può essere incrementata dai vegetali a foglia verde scuro

    L’azione antinfiammatoria degli Omega-3 può aumentare dai vegetali a foglia verde scuro Assumere Omega-3 e contemporaneamente seguire una dieta ricca di vegetali a foglia verde scuro, aumenta la concentrazione degli acidi grassi essenziali EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) nelle membrane dei globuli rossi. Per una supplementazione più efficace, si potrà dunque in futuro associare a determinate dosi di Omega-3 uno specifico regime alimentare.  Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Vegani e vegetariani ed è stato taggato con

  • L'indice omega-3: nuovo fattore di rischio per un cuore in perfetta salute?

    Bassi livelli di omega-3: problema futuro per cuori sani nel presente L'evidenza scientifica dimostra che il livello degli acidi grassi omega-3 nel sangue può essere un nuovo fattore di rischio e propone un nuovo strumento diagnostico - l'Indice Omega-3 - che può essere usato facilmente da chiunque. Questo nuovo strumento diagnostico, consistente in una quantificazione del profilo degli acidi grassi in un individuo, potrebbe aiutare medici e pazienti a rischio di cardiopatie a raggiungere quei livelli adeguati di acidi grassi omega-3 che, come risulta dalle ultime ricerche scientifiche, assicurano una misurabile riduzione del rischio di infarto e mortalità improvvisa. “Per affrontare il problema del cosiddetto “colesterolo cattivo” (LDL) in futuro le associazioni dei cardiologi potrebbero a ragione raccomandare il consumo di EPA e DHA come intervento terapeutico cruciale per supportare la salute del cuore” scrivono Clemens von Schacky della Ludwig-Maximilians-Universitat in Munich e il prof. William Harris dell’ University of South Dakota. Numerose ricerche nel tempo hanno abbinato il consumo di  acidi grassi omega-3 a tutta una serie di effetti benefici: per la salute del cuore, lo sviluppo ottimale del nascituro in gravidanza, la salute delle articolazioni, il miglioramento dell’umore e del comportamento, la prevenzione di certe tipologie di tumore. La nuova revisione di studi pubblicata on-line sul Cardiovascular Research ha preso in esame un insieme di studi epidemiologici e quattro studi di intervento su larga scala concludendo che l’evidenza scientifica supporta i benefici derivanti dal consumo di omega-3 sulla salute del cuore. Il meccanismo dietro tali effetti benefici si ritiene sia l’incorporazione di EPA e DHA a livello delle membrane delle cellule cardiache, spiegano i ricercatori Von Schacky e Harris. Questi acidi grassi vanno a rimpiazzare quelli presenti alterando in maniera positiva le proprietà delle cellule stesse. I cambiamenti in questione riguardano la dilatazione dei vasi sanguigni a favore di un miglioramento del flusso ematico. A ciò segue una riduzione degli eventi infiammatori e un abbassamento del tasso dei trigliceridi nel sangue. Dato che gli omega-3 entrano a far parte della composizione delle membrane cellulari potrebbe essere fondamentale misurare il contenuto di omega-3 a livello delle cellule cardiache come marker primario del rischio cardiovascolare, sostengono Von Schacky e Harris. “La possibilità che gli omega-3 possano fungere da biomarker ed avere quindi un’utilità di prognosi clinica dovrebbe essere considerata seriamente”. Proprio sulla scia delle suddette osservazioni Von Schacky e Harris propongono “l’indice omega-3” definito come la percentuale di EPA e DHA rispetto alle altre categorie di grassi presenti a livello della membrana dei globuli rossi come nuovo strumento di diagnosi nella prevenzione primaria. In base ai dati presenti nella letteratura scientifica i ricercatori hanno calcolato che un indice omega-3 dell’8% o superiore è relazionabile ad una riduzione del 90% del rischio di morte cardiaca improvvisa rispetto a un valore del 4% o inferiore. “Una dose standard di un grammo di omega-3 al giorno, EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), raccomandato dalle associazioni dei cardiologi è probabilmente ben lontano dall’introito di omega-3 ideale per ognuno di noi, dal momento che non solo la dose standard ma anche il tipo di alimentazione, il nostro background genetico, l’indice di massa corporea e l’associazione di tanti altri fattori stanno alla base del profilo di acidi grassi omega-3 di una data persona” scrivono gli studiosi. Il rischio di trovare sostanze inquinanti nei pesci oleosi, come mercurio, diossine e policlorobenzeni (PCBs) ha portato alcuni a ridurre il consumo di pesce fresco malgrado le opposte considerazioni sul fatto che i benefici superino di gran lunga i rischi.   Al tempo stesso i consumatori cercano sempre più omega-3 da fonti più sicure. Von Schacky e Harris raccomandano che gli agenti inquinanti siano categoricamnte da evitare.   • Per approfondire sul mondo degli acidi grassi, sull'olio di pesce come l'olio di fegato di merluzzo, su cosa sono esattamente i famosi epa dha e per scoprire tutto su omega 3 benefici, integratori omega 3 come l'eskim, omega 3 controindicazioni, omega 3 alimenti ed anche tutto a riguardo dei "cugini" degli Omega 3, ovvero gli Omega 6, clicca sui rispettivi links. Fonte    Wolk A, Larsson SC, Johansson JE, Ekman P. Long-term fatty fish consumption and renal cell carcinoma incidence in women. JAMA. 2006 Sep 20;296(11):1371-6.


    Articolo pubblicato in Sistema cardiovascolare, Rischio cardiovascolare, Malattie cardiovascolari ed è stato taggato con

7 Articoli

 

Iscriviti a Omegor Newsletter e ricevi subito nella tua casella email

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.


*valido solo per i nuovi iscritti al sito web Chiudi
 

Omegor Newsletter ti tiene aggiornato delle utime scoperte sui benefici degli omega-3 per la salute, contiene le risposte dei nostri esperti farmacisti alle domande dei lettori e gustose offerte promozionali sui nostri prodotti

Ho preso visione dell’ Informativa Privacy D.Lgs.30.06.2003 n. 196.
Acconsento al trattamento dei miei dati(indirizzo di posta
elettronica) per finalita di marketing.



Chiudi