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  • Pelle ribelle: combattere il problema con alimentazione e integratori

    E' un problema che tutti o quasi abbiamo passato durante l'adolescenza ma che per molti, perdura anche durante l'età adulta. Parliamo dell'acne. Come sempre l'alimentazione è uno dei fattori scatenanti il problema, unita a stress, rabbia e disfunzioni ormonali. Leggi tutto l'articolo


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  • Degenerazione maculare senile rallentata da omega 3, luteina e zeaxantina

    Un nuovo studio scopre che una formulazione a base di luteina, zeaxantina e acidi grassi omega 3 EPA e DHA aumenta la densità della pigmentazione oculare nelle persone sofferenti della forma secca della DMLE (Degerazione Maculare Legata all'Età), una maculopatia degenerativa che porta a una lenta ma progressiva perdita della vista. La DMLE si presenta in due forme cliniche profondamente diverse, la degenerazione maculare secca o atrofica e la degenerazione maculare umida o essudativa. La forma secca è quella che colpisce più persone nella terza età. I sintomi della degenerazione maculare atrofica includono un progressivo calo della vista, con una particolare difficoltà a leggere nonostante gli occhiali. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare, Vista ed è stato taggato con

  • Abbronzatura perfetta e senza scottature: 5 consigli pratici

    Come ogni anno si sprecano parole e consigli su come avere una tintarella perfetta ma anche sui danni che il sole può fare alla nostra pelle. Oggi vogliamo fornirvi un decalogo facile e sintetico su cosa fare per ottenere un colore invidiabile ma non passare le nottate e “sbollire” le scottature. Si al sole, no alle rughe L'abbronzatura è data dalla melanina, prodotta dal nostro organismo che, stimolata dai raggi UV ultravioletti, scurisce la nostra pelle. Ma i raggi ultravioletti portano anche alla produzione di un enzima che promuove la formazione delle rughe, distruggendo alcune componenti del derma. La soluzione migliore per ottenere colore ma non dolore ne tanto meno rughe è combattere su più fronti. Perché se è vero che vogliamo aumentare la produzione di melanina e quindi di colore, è pure vero che vogliamo contrastare scottature e rughe che derivano dall'esposizione al sole. Abbronzature perfetta: come fare Basta seguire questi 5 pratici consigli: 1. scegliere alimenti ricchi di vitamine e minerali (frutta e verdura colorata arancione o verde scuro) 2. applicare solari a protezione medio-alta in base al fototipo, che filtrano sia i raggi ultravioletti UVB che i pericolosi UVA. 3. idratare: con creme ma anche bevendo molta più acqua e succhi di frutta senza zuccheri aggiunti 4. conservare l'equilibrio idro salino minacciato dall'eccessiva sudorazione, integrando i sali minerali persi per permettere alla pelle di trattenere meglio l'acqua; 5. assumere integratori che proteggano dalla formazione di rughe come gli integratori di omega 3 da olio di krill, come Omegor Krill naturalmente ricco di astaxantina, un potente antiossidante alleato alla pelle.   Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter o seguici su Facebook


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Pelle ed è stato taggato con

  • Omega 3 e vitamina D3 aiutano a ripulire le placche dell'Alzheimer

    La vitamina D3 e l'acido grasso omega-3 DHA aiutano il sistema immunitario a ripulire le placche dell'Alzheimer e riducono la morte delle cellule cerebrali. La notizia è stata data da un gruppo di scienziati in uno studio pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease. Il dramma dell'Alzheimer L'Alzheimer, la forma più comune di demenza, è una malattia neurodegenerativa che si manifesta soprattutto dopo i 65 anni. Al momento, affligge più di 13 milioni di persone nel mondo. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Sistema nervoso, Morbo di Alzheimer ed è stato taggato con

  • Tumore al seno: gli omega 3 potrebbero ridurne il rischio del 33%

    Gli omega-3 EPA e DHA, se assunti per tutta la vita riducono del 33% il rischio di sviluppare tumore al seno nei topi e migliorano le probabilità di diagnosi precoce. A dirlo è una ricerca pubblicata sul Journal of Nutritional Biochemistry e condotta da un team di ricercatori del Dipartimento di Scienze Umane e Nutrizionali dell’Università di Guelph (Ontario) in Canada. Leggi tutto l'articolo


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  • Omega-3, nuova analisi conferma i benefici per cuore e arterie

    Le prove dei benefici per la salute del cuore esercitati dagli acidi grassi Omega-3 sono significative, ma non tutte le fonti di questi alimenti sono efficaci nello stesso modo. A dimostrarlo è una nuova analisi dei dati presenti nella letteratura scientifica, pubblicata dai ricercatori del Linus Pauling Institute dell'Oregon State University di Corvallis (Stati Uniti). Condotta da Donald Jump, Christopher Depner e Sasmita Tripathy, l'analisi offre anche una possibile spiegazione ai risultati contrastanti ottenuti in alcuni studi recenti. In particolare, secondo gli esperti i benefici esercitati dall'olio di pesce ricco di Omega-3 sulla salute dei pazienti cui è già stato diagnosticato un disturbo cardiovascolare sono mascherati dall'elevata efficacia dei farmaci che questi stessi pazienti già assumono. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Speciali Omega-3, Sistema cardiovascolare, Olio di pesce ed è stato taggato con

  • Gli omega 3 EPA e DHA controllano i geni della morte cellulare

    I meccanismi alla base dei benefici degli Omega-3 dipendono dall'azione esercitata da questi nutrienti sulle membrane delle cellule, sulle molecole coinvolte nell'infiammazione e nell'ossidazione e sui geni che controllano la morte cellulare. Anni di ricerche hanno permesso di scoprire i dettagli di questi meccanismi. I loro risultati sono stati riassunti e discussi in un'analisi pubblicata sulla rivista Frontiers in Physiology dai ricercatori dell'Institute for Advanced Studies on Food (IMDEA-Food) di Madrid (Spagna)1. È emerso che questi acidi grassi esercitano molte azioni protettive, oltre a quella sul cuore associata alla loro capacità di ridurre i livelli dei trigliceridi. Gli effetti diretti su cellule e piastrine Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali: significa che debbono essere assunti tramite cibo o integratori alimentari. Questi grassi una volta nell'organismo formano le membrane cellulari. E' proprio qui che esercitano il loro primo effetto: grazie alle loro caratteristiche chimiche fluidificano le stesse membrane anche in zone molto specifiche. Gli Omega-3 esercitano altresì un effetto antiaggregante sulle piastrine che riduce la formazione di trombi e placche aterosclerotiche. In questo caso entrano in gioco altri 2 meccanismi: l'inibizione di un enzima necessario per l'aggregazione (COX), associata probabilmente alla riduzione dell'ossidazione nella cellula; la riduzione delle quantità della molecola utilizzata da questo enzima, l'acido arachidonico. Il risultato finale è una riduzione della produzione di alcune molecole che favoriscono la trombosi e di altre che stimolano l'infiammazione. L'azione antinfiammatoria degli Omega-3 L'azione antinfiammatoria degli Omega-3 è invece associata alla riduzione della produzione di molecole lipidiche associate all'infiammazione nonché delle citochine IL-1β, IL-6, IL-8 e TNF-α, sostanze che stimolano il sistema immunitario e l'espressione di geni dall'azione infiammatoria. La riduzione dell'infiammazione è associata anche alla capacità di prevenire dei cambiamenti nella membrana che portano all'attivazione del gene JNK, che a sua volta interferisce con l'attività dell'insulina. Alcune ricerche hanno infine svelato la presenza sulle membrane cellulari di molecole che rilevano la presenza di Omega-3 e inibiscono i meccanismi molecolari alla base della risposta infiammatoria nel sistema immunitario e nelle cellule adipose. Questo fenomeno riporta alla normalità l'attività dell'insulina e riduce così il rischio di obesità. L'effetto antiossidante degli Omega-3 Gli Omega-3 sono molecole che possono ossidarsi facilmente. Per questo sono sorti molti dubbi sul fatto che assumerne grandi quantità possa aumentare i livelli di ossidazione nell'organismo. Alcuni studi hanno dimostrato che un aumento dell'ossidazione dei lipidi, ad esempio nelle cellule del fegato, può avere effetti positivi sul metabolismo dei grassi Gli Omega-3 riducono inoltre i livelli nelle urine di noti marcatori dello stress ossidativo, gli isoprostani, e limitando l'attività di NOX2 e NOX4, enzimi responsabili della produzione di  molecole dall'attività ossidante. Gli Omega-3 inibiscono altresì l'attività della proteina sPLA2, un noto fattore di rischio cardiovascolare, e riducono nel fegato i livelli del colesterolo “cattivo” degradando il componente ApoB. I microRNA Le ultime scoperte invece riguardano l'azione svolta dagli Omega-3 sulla produzione dei microRNA (miRNA), piccoli RNA che regolano l'espressione dei geni. Gli Omega-3 attraverso questo meccanismo contrastano alcuni disturbi nel fegato, come la resistenza all'insulina e l'infiammazione, e influenzano l'espressione di PTEN, gene che contrasta la formazione di tumori. Anche l'azione protettiva nei confronti del cancro al colon sembra essere mediata dall'azione degli Omega-3 sui miRNA. In altre forme tumorali, come il glioma, questa attività  aumenterebbe l'espressione di geni che inducono la morte delle cellule cancerose. Tuttavia, l'effetto degli Omega-3 sui miRNA potrebbe essere indiretto e coinvolgere molecole che vengono prodotte a partire da questi acidi grassi durante i processi infiammatori, come le resolvine. Diverse azioni per un solo principio attivo Appare chiaro da questa analisi che le capacità che sono valse agli Omega-3 l'appellativo di acidi grassi “amici” della salute vanno oltre l'azione svolta contro l'accumulo dei trigliceridi nel sangue. A livello macroscopico i meccanismi scatenati nell'organismo da questi nutrienti migliorano la salute cardiovascolare e nervosa. Ulteriori ricerche permetteranno di scendere ancora di più nel dettaglio dei loro effetti microscopici.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Visioli F, Giordano E, Nicod NM, Dávalos A, “Molecular targets of omega 3 and conjugated linoleic Fatty acids - "micromanaging" cellular response”, Front Physiol. 2012;3:42. Epub 2012 Feb 29


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  • Gli Omega-3 bloccano la cicloossigenasi e contrastano così l'infiammazione

    Gli Omega-3 bloccano l'azione della cicloossigenasi (COX), enzima responsabile della produzione delle prostaglandine, ormoni che danno origine all'infiammazione. Edward Dennis e colleghi dell'Università della California di San Diego (Stati Uniti), per la prima volta, hanno scoperto i meccanismi dell'effetto esercitato da questi acidi grassi all'interno delle cellule. La ricerca suggerisce che l'effetto degli Omega-3 potrebbe essere aumentato per aggirare i meccanismi dell'infiammazione prima ancora che si scatenino. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences. Omega-3, acidi grassi amici della salute I benefici degli Omega-3 sono noti già dagli anni Settanta del secolo scorso, quando negli eschimesi è stata osservata una diminuzione delle malattie cardiovascolari. La popolazione eschimese consumava grandi quantità di pesce ricco di questi acidi grassi. I ricercatori nel corso di questi decenni hanno dimostrato che gli Omega-3 sono altresì indispensabili per il corretto sviluppo del sistema nervoso nonché per svolgere un'azione di tipo antinfiammatorio. Nessuno studio aveva prima d'ora identificato i bersagli cellulari della loro azione. Omega-3 come l'aspirina Dennis e colleghi hanno utilizzato nei loro esperimenti alcune cellule del sistema immunitario dei topi, i macrofagi. I ricercatori hanno alimentato queste cellule con 3 diversi tipi di Omega-3: EPA (acido eicosapentaenoico); DHA (acido docosaesaenoico); AA (acido arachidonico). Dopo l'inoculazione i ricercatori le hanno stimolate affinché scatenassero una risposta infiammatoria. La somministrazione di tutti e 3 gli Omega-3 ha tuttavia inibito l'azione della COX, necessaria perché vengano prodotti gli ormoni responsabili dell'infiammazione. Dennis ha spiegato che questo meccanismo d'azione è molto simile a quello dell'aspirina, che riduce il dolore e l'infiammazione interferendo con i processi in cui è coinvolto l'enzima COX-2. I ricercatori hanno studiato più a fondo ciò che succedeva ai macrofagi e hanno scoperto che le cellule convertono in DPA (acido docosapentaenoico) l'EPA precedentemente somministrato. Il DPA è la molecola che agisce direttamente sul funzionamento della COX. Le applicazioni pratiche della scoperta Dennis ha commentato la scoperta sottolineando che la conoscenza dei meccanismi d'azione degli Omega-3 potrebbe consentire di regolare in modo preciso i processi infiammatori. In particolare, gli Omega-3 potrebbero essere utilizzati per ridurre la produzione di molecole proinfiammatorie (le prostaglandine) e aumentare quella di molecole antinfiammatorie (le resolvine). Ma la scoperta potrebbe anche aiutare a identificare possibili effetti collaterali nascosti nell'uso di Omega-3. Infatti, se questi acidi grassi hanno lo stesso effetto di alcuni farmaci (come l'aspirina) che hanno noti effetti collaterali, usarli contemporaneamente potrebbe essere sconsigliato.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Norris PC, Dennis EA, “Omega-3 fatty acids cause dramatic changes in TLR4 and purinergic eicosanoid signaling”, Proc Natl Acad Sci U S A. 2012 May 14.


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  • I benefici dell'assunzione di Omega-3 dipendono dai livelli basali nell'organismo

    I benefici dell'assunzione di Omega-3 dipendono dai livelli di questi acidi grassi presenti nell'organismo prima dell'inizio del trattamento. E' questa la conclusione a cui è giunto un gruppo di ricercatori coordinato da John Newman dell'Università della California di Davis (Stati Uniti). La notizia è stata pubblicata sul Journal of Lipid Research1. Per gli autori questa scoperta suggerisce che la misurazione dei livelli basali di Omega-3 potrebbe essere utile per stabilire l'efficacia di un trattamento basato sull'arricchimento dell'alimentazione con questi nutrienti. Dieta ricca di Omega-3: perché è così importante Gli Omega-3 sono acidi grassi essenziali. L'organismo non è in grado di sintetizzarne le quantità necessarie per mantenersi in salute: l'alimentazione è pertanto l'unico modo per garantirne un corretto apporto. La moderna dieta occidentale è però caratterizzata da livelli troppo bassi di questi preziosi nutrienti. Di contro, l'alimentazione dei paesi industrializzati abbonda di Omega-6, un tipo di grassi dall'azione contrapposta a quella degli Omega-3. La conseguente variazione nel rapporto tra Omega-6 e Omega-3 presenti nell'organismo mette a repentaglio il buono stato di salute. Aumentare il consumo di pesce grasso consente di contrastare i rischi associati alla carenza di Omega-3. Il pesce grasso è la principale fonte alimentare di Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico). La dose giornaliera minima raccomandata per prevenire i disturbi cardiovascolari è pari a 500 milligrammi totali di EPA e DHA. Un effetto da valutare caso per caso Assumere Omega-3 non produce gli stessi effetti in tutti gli individui. Un precedente studio lasciava ipotizzare che chi è caratterizzato da livelli iniziali di Omega-3 più bassi possa trarre maggiori benefici dalla loro assunzione. Questo studio aveva coinvolto però davvero pochi pazienti per permettere di trarre delle conclusioni definitive. Newman e colleghi hanno deciso per questo motivo di chiarire questo punto misurando i livelli di Omega-3 nel sangue, nei globuli rossi e nelle piastrine prima e dopo un trattamento di 4 settimane a base di questi nutrienti. L'analisi dei dati raccolti ha svelato che il trattamento aumenta gli Omega-3 presenti nell'organismo. Non solo: maggiori sono i livelli di acidi grassi prima del trattamento, minore è l'aumento delle concentrazioni osservato. Gli stessi dati hanno permesso di stimare che un individuo di 70 chilogrammi dovrebbe assumere ogni giorno 7 milligrammi di Omega-3 per mantenere i livelli di EPA e DHA necessari a proteggere cuore e arterie. Integratori Omega-3: quale forma scegliere? Le forme maggiormente disponibili di Omega-3 sono la trigliceride e quella estere etilica. Questo studio ha previsto la somministrazione di Omega-3 sotto forma di esteri etilici. Alcuni studi recenti hanno però dimostrato che l'assorbimento di questi acidi grassi è maggiore se vengono assunti sotto forma di trigliceridi. Per gli autori i risultati di questo studio potrebbero essere validi anche per forme di Omega-3 diverse dagli esteri etilici.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte 1. Keenan AH, Pedersen TL, Fillaus K, Larson MK, Shearer GC, Newman JW, “Basal omega-3 fatty acid status affects fatty acid and oxylipin responses to high-dose n3-HUFA in healthy volunteers”, J Lipid Res. 2012 May 24. [Epub ahead of print]


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  • Tumore al seno: gli epossidi bloccano le metastasi

    Gli epossidi sono molecole ottenute dagli Omega-3 che contrastano la formazione delle metastasi di tumore al seno, bloccando i movimenti dell cellule di cancro alla mammella. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Sydney (Australia), guidati dal dottor Micheal Murray. I risultati di questi studi sono stati anticipati dall'ufficio comunicazione dell'ateneo1. Benefici degli Omega-3 per la salute Gli Omega-3 sono acidi grassi abbondanti soprattutto nei pesci, come salmone, sgombro e tonno. Anni di ricerche dimostrano che questi nutrienti sono in grado di ridurre sia l'infiammazione sia il rischio di sviluppare patologie croniche, come le malattie cardiovascolari e l'artrite. Prevenire i tumori con gli Omega-3 Diversi studi evidenziano come questi acidi grassi proteggono da alcune forme tumorali. Oltre al cancro al seno, mangiare pesce ricco di tali nutrienti consente di ridurre l'incidenza di: cancro al colon cancro alla prostata Associare il consumo di questi stessi nutrienti a chemio- o radioterapia consente poi di aumentare l'efficacia delle cure. Murray ha dichiarato che questi risultati hanno "convinto" molte persone a consumare pesci ricchi di Omega-3 per prevenire l'insorgere dei tumori. Metastasi cancro al seno: una nuova speranza Prevenire la formazione del tumore è solo uno dei diversi aspetti della lotta contro il cancro. Un altro punto fondamentale è cercare di capire come impedire la formazione di metastasi, ovvero l'espansione del tumore in zone dell'organismo diverse da quella già colpita dalla neoplasia. Questo processo richiede che le cellule tumorali siano in grado di muoversi e di aderire alle membrane: studi precedenti indicano che gli Omega-3 inibiscono quest'ultima capacità. Questi acidi grassi interferiscono altresì con l'attività delle molecole che permettono agli elementi cancerosi di attraversare le membrane. Azione antimetastasi degli Omega-3 Murray e colleghi hanno approfondito ulteriormente la conoscenza dell'attività antimetastatica degli Omega-3. Hanno dimostrato la capacità degli epossidi, molecole prodotte dall'organismo proprio a partire da questi nutrienti, di contrastare i movimenti delle cellule tumorali. I loro esperimenti sono stati condotti su tessuti prelevati da tumore al seno, una forma di cancro in cui la formazione delle metastasi è uno dei rischi principali per la vita delle pazienti. Murray ha illustrato il duale obiettivo a breve termine della ricerca: velocizzare lo sviluppo di farmaci antimetastatici da epossidi Omega-3; testare la loro reale efficacia. Lo scopo finale dei ricercatori è tuttavia ottenere una classe totalmente nuova di molecole, studiate appositamente per inibire la diffusione delle masse tumorali.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. http://sydney.edu.au/news/84.html?newsstoryid=8997


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