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  • Sarcopenia: sarà possibile prevenirla o curarla con gli omega-3?

    Gli omega-3 contenuti nell’ olio di pesce possono rallentare il normale declino della massa e della funzione muscolare in persone anziane e in buona salute. L’assunzione per 6 mesi di integratori di sarebbe infatti in grado di aumentare il volume e la forza muscolare di circa il 4%. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Massa muscolare ed è stato taggato con

  • I livelli di omega-3 sono correlati alla grandezza della regione cerebrale coinvolta nella flessibilità cognitiva

    Negli anziani a rischio tardivo di Alzheimer esiste un'associazione positiva tra i livelli di omega-3 e il volume della corteccia cingolata rostrale anteriore, una regione del cervello coinvolta nei meccanismi della flessibilità cognitiva cioè della capacità di adattarsi a nuove situazioni. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Alzheimer ed è stato taggato con

  • Il DHA migliora la memoria soggettiva negli adulti

    Il DHA (acido docosaesaenoico) assunto da solo o in combinazione con l’EPA (acido eicosapentaeoico) riduce la perdita di memoria negli adulti con disturbo soggettivo della memoria, una condizione molto comune durante l’invecchiamento. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Approfondimenti invecchiamento ed è stato taggato con

  • L'estratto del krill potrebbe rallentare l’invecchiamento cellulare

    I supplementi a base di Krill, un’insieme di minuscoli crostacei marini, potrebbero aiutare a prevenire l’invecchiamento. Nei topi, infatti, la polvere di questi organismi dell’Antartico sembra contrastare la perdita di peso e di energia che si manifestano con l’avanzare dell’età. Un’azione dovuta alla regolazione di importanti processi metabolici. La scoperta, pubblicata sul Journal Of Functional Foods, è stata realizzata da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bergen, in Norvegia.   Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Stress ossidativo e invecchiamento cellulare ed è stato taggato con

  • L'integrazione con omega 3 da olio di pesce potrebbe rallentare l'invecchiamento biologico

    Una sorprendente scoperta dimostra che riducendo il rapporto fra gli omega 6 e gli omega 3 nell'organismo attraverso l'integrazione con olio di pesce ad alto dosaggio si potrebbe rallentare l'invecchiamento cellulare e del 15% lo stress ossidativo in adulti sani. Ad evidenziare questo nuovo effetto degli acidi rassi omega-3 presenti nell'olio di pesce è una ricerca pubblicata da Janice Kiecolt-Glaser e colleghi dell'Ohio State University (Columbus, Stati Uniti) sulla rivista Brain, Behavioue, and Immunity. I telomeri, un indicatore dell'invecchiamento biologico I ricercatori statunitensi hanno preso in considerazione come indicatore dell'invecchiamento la lunghezza dei telomeri, cioè della parte terminale dei cromosomi che contengono il Dna delle cellule. Diverse ricerche hanno dimostrato che in caso di patologie associate all'invecchiamento queste strutture sono più corte rispetto alla norma. Non solo, telomeri più corti sono associati a stili di vita poco salutari e a una mortalità precoce. Questo studio si è focalizzato sulla loro lunghezza nei globuli bianchi di individui che hanno assunto quotidianamente per 4 mesi 2,5 grammi o 1,25 grammi degli Omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico) in un rapporto pari a 7:1. Questo parametro è stato confrontato con la lunghezza dei telomeri in persone che, invece, hanno assunto una miscela rappresentativa del consumo medio di grassi nella tipica alimentazione americana. Considerando semplicemente la quantità di Omega-3 assunti i ricercatori non hanno rilevato una differenza significativa nella lunghezza dei telomeri nei diversi individui che hanno partecipato allo studio. Tuttavia, focalizzando l'attenzione sul rapporto tra Omega-6 e Omega-3 è emerso che valori più bassi (associati, quindi, a quantità più elevate di Omega-3) sono associati a telomeri più lunghi. Risultati simili sono stati ottenuti anche analizzando l'attività della telomerasi, l'enzima da cui dipende la lunghezza dei telomeri. Nell'insieme questi dati indicano che tanto più è basso il rapporto Omega-6/Omega-3, tanto minore è l'invecchiamento delle cellule. Omega-3 e Omega-6: due effetti contrapposti I risultati ottenuti ribadiscono quanto sia importante garantirsi un'alimentazione tale da mantenere i livelli di Omega-6 e Omega-3 in un bilancio ottimale. Infatti, anche se in entrambi i casi si tratta di acidi grassi essenziali per l'organismo, la loro azione è perlopiù contrapposta e mentre nella maggior parte dei casi gli Omega-6 promuovono i fenomeni infiammatori, gli Omega-3 hanno uno spiccato effetto antinfiammatorio. Purtroppo le diete occidentali moderne sono particolarmente ricche di Omega-6. Molti esperti ritengono che l'aumento del consumo di questi acidi grassi a scapito dei più salutari Omega-3 sia almeno in parte responsabile dell'aumento di alcune patologie come, ad esempio, le malattie cardiovascolari. I risultati di questo nuovo studio hanno ribadito come un approccio mirato alla riduzione del rapporto tra Omega-6 e Omega-3 basato sull'aumento del consumo di questi ultimi può essere efficace per migliorare lo stato di salute. Non solo, Kiecolt-Glaser ha commentato la scoperta dell'influenza degli Omega-3 sulla lunghezza dei telomeri sottolineando che supporta l'ipotesi che l'assunzione di integratori alimentari possa davvero influenzare i processi di invecchiamento. Anti-invecchiamento e anti-infiammatori Oltre all'effetto protettivo contro l'accorciamento dei telomeri, i ricercatori hanno scoperto che entrambe le dosi di Omega-3 testate riducono del 15% circa lo stress ossidativo, un fattore associato a diversi disturbi, inclusi quelli cardiovascolari e quelli neurodegenerativi. Questi risultati si uniscono a quelli ottenuti in precedenza dagli stessi ricercatori, che hanno dimostrato che l'assunzione di Omega-3 è efficace nel ridurre i livelli di infiammazione, un altro fattore importante nel determinare lo stato di salute. Sulla base di tutte queste evidenze gli autori hanno concluso che gli integratori di Omega-3 potrebbero rappresentare un raro caso in cui un solo intervento nutrizionale può contribuire a ridurre il rischio di diverse patologie associate all'invecchiamento: dalle malattie coronariche al diabete, passando per l'Alzheimer. Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.   Fonte Kiecolt-Glaser JK, Epel ES, Belury MA, Andridge R, Lin J, Glaser R, Malarkey WB, Hwang BS, Blackburn E, “Omega-3 fatty acids, oxidative stress, and leukocyte telomere length: A randomized controlled trial”, Brain Behav Immun. 2012 Sep 23. pii: S0889-1591(12)00431-X. doi: 10.1016/j.bbi.2012.09.004. [Epub ahead of print]


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Rischio cardiovascolare ed è stato taggato con

  • Omega-3 rallentano invecchiamento cellulare in chi soffre di malattie cardiovascolari

    L'invecchiamento cellulare può essere rallentato da alti livelli di Omega-3 nel sangue dei pazienti che soffrono di malattie cardiovascolari. Lo hanno dimostrato i ricercatori dell'Università della California di San Francisco (Stati Uniti) in uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association. Secondo gli autori della ricerca, quantità elevate di questi acidi grassi sono associate a una lunghezza maggiore dei telomeri, le sequenze di DNA poste alla fine dei cromosomi che si accorciano al passare dell'età. L'ipotesi formulata è che l'azione antiossidante degli Omega-3 protegga queste strutture dall'accorciamento, prevenendo l'invecchiamento cellulare. I telomeri, indicatori dell'età delle cellule I telomeri sono strutture particolari che proteggono le estremità dei cromosomi, impedendo a questi ultimi di interagire l'uno con l'altro per formare fusioni o altre mutazioni genetiche. Ad ogni divisione cellulare la lunghezza di queste porzioni di DNA diminuisce. Per questo motivo i telomeri sono considerati degli indicatori dell'età biologica della cellula. Alcuni studi precedenti hanno dimostrato che fra i fattori che influenzano le dimensioni dei telomeri vi è anche lo stress ossidativo. Alcune ricerche hanno anche svelato che molecole dalle proprietà antiossidanti possono proteggere queste strutture dal danneggiamento. E' questo il caso dei multivitaminici. Secondo uno studio del National Institute of Environmental Health Sciences (Research Triangle Park, Stati Uniti), il consumo regolare di questi nutrienti è associato a una lunghezza maggiore dei telomeri. Risultati analoghi sono stati ottenuti da Ruth Chan e colleghi alla Chinese University di Hong Kong (Cina), che hanno dimostrato che le estremità dei cromosomi sono significativamente più lunghe in chi beve una media di tre tazze di tè al giorno, rispetto a chi ne consuma solo un quarto. Secondo Chan questa differenza nella lunghezza dei telomeri corrisponde all'incirca a 5 anni di vita in più. Omega-3 e telomeri Le ricerche degli esperti dell'Università della California si sono concentrate su pazienti affetti da disturbi cardiovascolari. Diversi studi hanno dimostrato che in questi individui un'elevata assunzione di Omega-3 attraverso l'alimentazione è associata a un miglior tasso di sopravvivenza. Tuttavia, il meccanismo alla base di questo fenomeno non è ancora stato del tutto scoperto. Studiando la lunghezza dei telomeri nelle cellule del sangue di 608 pazienti sofferenti di malattie coronariche, gli autori dello studio hanno dimostrato che ne gli individui con i livelli minori degli Omega-3 acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) le estremità dei cromosomi si accorciano più rapidamente. Viceversa, a 5 anni dall'inizio dello studio l'accorciamento dei telomeri è risultato molto più lento nei pazienti con i livelli ematici di EPA e DHA più elevati. Invecchiamento cellulare: una protezione efficace I ricercatori hanno concluso che gli Omega-3 potrebbero proteggere chi soffre di disturbi cardiaci dall'invecchiamento cellulare. Come nel caso dei multivitaminici e del tè, i meccanismi d'azione potrebbero basarsi sulla diminuzione dello stress ossidativo, un parametro influenzato da questi acidi grassi. Tuttavia, gli autori non escludono che possa essere coinvolta un'azione diretta l'attività della telomerasi, enzima che garantisce il mantenimento della struttura terminale dei cromosomi. Insieme ai risultati ottenuti in studi precedenti, questi dati supportano l'ipotesi che l'assunzione di antiossidanti protegga le cellule dall'invecchiamento.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.         Fonte   1. Farzaneh-Far R, Lin J, Epel ES, Harris WS, Blackburn EH, Whooley MA, “Association of marine omega-3 fatty acid levels with telomeric aging in patients with coronary heart disease”, JAMA. 2010 Jan 20;303(3):250-7 2. Xu Q, Parks CG, DeRoo LA, Cawthon RM, Sandler DP, Chen H, “Multivitamin use and telomere length in women”, Am J Clin Nutr. 2009 Jun;89(6):1857-63. Epub 2009 Mar 11 3. Chan R, Woo J, Suen E, Leung J, Tang N, “Chinese tea consumption is associated with longer telomere length in elderly Chinese men”, Br J Nutr. 2010 Jan;103(1):107-13. Epub 2009 Aug 12


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