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salute anziani

  • Degenerazione maculare senile rallentata da omega 3, luteina e zeaxantina

    Un nuovo studio scopre che una formulazione a base di luteina, zeaxantina e acidi grassi omega 3 EPA e DHA aumenta la densità della pigmentazione oculare nelle persone sofferenti della forma secca della DMLE (Degerazione Maculare Legata all'Età), una maculopatia degenerativa che porta a una lenta ma progressiva perdita della vista. La DMLE si presenta in due forme cliniche profondamente diverse, la degenerazione maculare secca o atrofica e la degenerazione maculare umida o essudativa. La forma secca è quella che colpisce più persone nella terza età. I sintomi della degenerazione maculare atrofica includono un progressivo calo della vista, con una particolare difficoltà a leggere nonostante gli occhiali. Leggi tutto l'articolo


    Articolo pubblicato in Degenerazione maculare, Vista ed è stato taggato con

  • Anziani meno depressi con gli omega-3 da olio di pesce

    Uno studio francese suggerisce che gli omega-3 da olio di pesce, in particolare l'EPA, potrebbe alleviare i sintomi depressivi nei soggetti anziani in terapia con antidepressivi Il ruolo degli omega-3 nella prevenzione delle malattie cardiache è ormai assodato, tanto che queste sostanze rientrano ormai nei protocolli e - al pari dei farmaci - possono venire prescritti a costo zero a pazienti che soffrono di determinate patologie. Uno studio condotto in Francia (*) ha esaminato i livello di vari lipidi ematici nel sangue di 1390 soggetti anziani con problemi depressivi, cercando di trovare una correlazione con la severità dei disturbi. L'analisi statistica dei dati ha evidenziato una correlazione inversa tra il livello di omega-3 e l'intensità dei sintomi, soprattutto nei soggetti in trattamento con farmaci antidepressivi. In altre parole, chi aveva un livello più alto di omega-3 nel sangue era meno depresso di chi presentava un livello più basso. Questi risultati sono in linea con numerosi studi epidemiologici in cui è stata trovata una correlazione tra depressione e un basso livello ematico di omega-3. La novità di questo studio è il legame particolarmente significativo tra severità della depressione, livello di omega-3 e utilizzo di farmaci antidepressivi in tarda età. Nel mondo della ricerca spesso avviene che -magari al termine di anni di studi - ricercatori di diversi laboratori arrivino alle medesime conclusioni su un dato argomento in un periodo di tempo ristretto. Altri ricercatori, in effetti, hanno dimostrato che gli omega-3 hanno un effetto simile alla fluoxetina (principio attivo del Prozac) per il trattamento della depressione, e che una combinazione dei due trattamenti ottiene un effetto superiore. I due studi messi insieme fanno pensare che un buon livello di omega-3 EPA sia un fattore importante per il trattamento farmacologico della depressione: infatti la combinazione delle due sostanze crea un miglioramento significativo, mentre l'utilizzo di farmaci non è molto efficace quando il livello di omega-3 è particolarmente basso.     Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.     Fonte Féart et al. Plasma eicosapentaenoic acid is inversely associated with severity of depressive symptomatology in the elderly: data from the Bordeaux sample of the Three-City Study. Am J Clin Nutr. 2008 May;87(5):1156-62.


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Approfondimenti invecchiamento ed è stato taggato con

  • Omega-3 per il cervello: livelli elevati nei globuli rossi contrastano la demenza

    Livelli elevati dell'Omega-3 acido docosaesaenoico (DHA) nelle membrane dei globuli rossi contrastano l'invecchiamento del cervello nonché l'insorgere della demenza. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori guidato da Zaldy Tan della David Geffen School of Medicine dell'Università della California di Los Angeles (Usa). Lo studio è stato pubblicato dalla rivista Neurology. In base ai dati raccolti, gli scienziati hanno potuto concludere che nella terza età questo parametro influenza positivamente sia le dimensioni del cervello sia le capacità mnemoniche. Omega-3 per il benessere del cervello Diverse ricerche hanno associato un'alimentazione ricca di Omega-3 alla riduzione del rischio di demenza. È stato altresì dimostrato che alti livelli ematici di DHA e EPA (acido eicosapentaenoico, altro Omega-3 di origine alimentare) corrispondono a una minore probabilità di sviluppare alcune malattie neurodegenerative. In particolare il DHA, nutriente abbondante nel pesce grasso e negli integratori a base di olio di pesce, consente di: ridurre la pressione sanguigna; contrastare l'aterosclerosi; diminuire i livelli di trigliceridi. Tutte queste azioni hanno un effetto positivo sul sistema vascolare e possono aiutare a ritardare la comparsa dei sintomi dell'invecchiamento del cervello. Omega-3 contro la demenza: nuove conferme Il nuovo studio ha coinvolto 1.575 uomini e donne di età media pari a 67 anni non affetti da demenza. Il gruppo è stato sottoposto ai seguenti test: misurazione dei livelli di acidi grassi Omega-3 contenuti nella membrana dei globuli rossi; determinazione loro volume cerebrale tramite risonanza magnetica; valutazione di memoria e altre funzioni cognitive grazie a test specifici. E' stato scoperto che gli individui  con livelli di DHA più bassi, rispetto ai partecipanti caratterizzati dalla presenza di quantità superiori, presentavano dimensioni del cervello, memoria visiva, capacità esecutive e di organizzazione significativamente inferiori. Negli individui in cui il DHA è presente nelle quantità più basse anche il volume della materia grigia è minore. Gli autori hanno spiegato che questo parametro è un indice di problematiche a livello dei vasi di calibro minore, ed è stato associato a un aumento del rischio di ictus e di demenza. Omega-3 per un cervello più giovane I ricercatori evidenziano l'importanza della scoperta, sottolineando che si tratta del primo studio a rilevare un'associazione tra la composizione in acidi grassi delle membrane dei globuli rossi e la presenza di indicatori precoci dello sviluppo di forme di demenza. Infatti in questo caso, bassi livelli di DHA sono stati correlati a ridotte dimensioni del cervello e difetti nelle capacità cognitive in individui che non ancora colpiti da demenza. Secondo Tan, le differenze osservate corrispondono a un cervello più vecchio, dal punto di vista della struttura, di circa 2 anni. Come sottolineato dagli stessi autori, nuove ricerche permetteranno di confermare i risultati ottenuti nel corso dei loro studi e potranno approfondire le analisi includendo anche dati riguardanti l'eventuale sviluppo di forme di demenza.       Per rimanere sempre aggiornato sulle ultime notizie dalla ricerca scientifica sugli omega-3 iscriviti alla nostra newsletter.       Fonte 1. Stampfer MJ, Krauss RM, Ma J, Blanche PJ, Holl LG, Sacks FM, Hennekens CH, “A prospective study of triglyceride level, low-density lipoprotein particle diameter, and risk of myocardial infarction”, JAMA. 1996 Sep 18;276(11):882-8 2. Miller M, Seidler A, Moalemi A, Pearson TA, “Normal triglyceride levels and coronary artery disease events: the Baltimore Coronary Observational Long-Term Study”, J Am Coll Cardiol. 1998 May;31(6):1252-7 3. Nenseter MS, Rustan AC, Lund-Katz S, Søyland E, Maelandsmo G, Phillips MC, Drevon CA, “Effect of dietary supplementation with n-3 polyunsaturated fatty acids on physical properties and metabolism of low density lipoprotein in humans”, Arterioscler Thromb. 1992 Mar;12(3):369-79 4. Lu G, Windsor SL, Harris WS, “Omega-3 fatty acids alter lipoprotein subfraction distributions and the in vitro conversion of very low density lipoproteins to low density lipoproteins”, J Nutr Biochem. 1999 Mar;10(3):151-8 5. Alt Med Alert - Evidence regarding the use of omega-3 fatty acids for hyperlidemia (2005) 6. Weber P, Raederstorff D, “Triglyceride-lowering effect of omega-3 LC-polyunsaturated fatty acids--a review”, Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2000 Feb;10(1):28-37 7. Stark KD, Park EJ, Maines VA, Holub BJ, “Effect of a fish-oil concentrate on serum lipids in postmenopausal women receiving and not receiving hormone replacement therapy in a placebo-controlled, double-blind trial”, Am J Clin Nutr. 2000 Aug;72(2):389-94 8. Lox CD, “Effects of marine fish oil (omega-3 fatty acids) on lipid profiles in women”, Gen Pharmacol. 1990;21(3):295-8 9. Engler MM, Engler MB, Malloy MJ, Paul SM, Kulkarni KR, Mietus-Snyder ML, “Effect of docosahexaenoic acid on lipoprotein subclasses in hyperlipidemic children (the EARLY study)”, Am J Cardiol. 2005 Apr 1;95(7):869-71 10. Varady KA, Jones PJ, “Combination diet and exercise interventions for the treatment of dyslipidemia: an effective preliminary strategy to lower cholesterol levels?”, J Nutr. 2005 Aug;135(8):1829-35


    Articolo pubblicato in Antinvecchiamento, Demenza ed è stato taggato con

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