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Acido Folico in gravidanza: protegge i neonati dal rischio di malformazioni cardiache congenite

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L’acido folico, una vitamina nota per la sua capacità di ridurre il rischio di insorgenza di malformazioni congenite come la spina bifida, sembrerebbe essere in grado di prevenire anche alcune anomalie cardiache nei neonati. In particolare, le donne che consumano alimenti arricchiti di acido folico, durante la gravidanza, hanno una probabilità minore dell’11% di partorire bambini con difetti cardiaci congeniti.

Lo ha dimostrato uno studio condotto dai ricercatori della Università del British Columbia di Vancouver (Canada), i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Circulation.

Acido folico e folati: indispensabili per la salute dei neonati

L’acido folico, (o vitamina B9) è una vitamina che svolge diverse importanti funzioni nell’organismo; in particolare è coinvolto nella sintesi del DNA, nel metabolismo degli aminoacidi e nella formazione dell’emoglobina e quindi dei globuli rossi, inoltre, riduce i livelli di omocisteina, una molecola che in eccesso è associata al rischio di malattie cardiovascolari e infarti.

Per la sue funzioni l’acido folico è indispensabile per tutte le cellule dell’organismo, in particolare per quelle che devono riprodursi o rinnovarsi, come ad esempio le cellule della pelle, dei capelli, delle unghie e del sangue, ma soprattutto quelle dei tessuti embrionali e neonatali durante lo sviluppo e l’accrescimento degli organi.

Per questo motivo le necessità di acido folico aumentano notevolmente durante la gravidanza, la crescita, l’allattamento, e nel corso di particolari condizioni di salute.

L’integrazione con acido folico è molto importante nelle prime fasi della gravidanza, perché è in grado di ridurre il rischio di malformazioni del feto, in particolare dei difetti del tubo neurale come la spina bifida e anencefalia.

Inoltre la carenza di acido folico può portare ad anemia megaloblastica, ritardo dell’accrescimento, disturbi della memoria, precoce ingrigimento dei capelli, ed è spesso associata alla carenza di altri nutrienti come vitamina B12 e zinco.

Con il termine folati si fa riferimento ad un gruppo di sostanze naturalmente presenti negli alimenti, con strutture e proprietà simili all’acido folico. Gli alimenti più ricchi di folati sono soprattutto le verdure a foglia verde, gli agrumi, le uova, le frattaglie e i cereali.

É fondamentale dunque che le donne in età periconcezionale assumano la giusta quantità di folati; ma spesso, la sola alimentazione non è sufficiente a garantirla, e tale carenza può essere pericolosa per il feto, come spiegato in questo articolo:

https://www.omegor.com/health-news/benessere-della-donna/omega-3-gestazione-gravidanza/gravidanza-acido-folico-combatte-malformazioni-gestosi-depressione-post-parto/

Per questo motivo la maggior parte delle donne in età fertile assumono, o dovrebbero assumere, gli integratori di acido folico per scongiurare il rischio di malformazioni congenite.

Nel 2014, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha approvato l’uso di integratori contenenti 400 microgrammi di acido folico, per tutte le donne in età fertile.

L’acido folico negli alimenti fortificati: solo pochi paesi ne fanno uso

In alcuni paesi come il Canada, per scongiurare la carenza di acido folico, è stato approvata ed è diventata obbligatoria nel novembre 1998, la produzione di alimenti, quali cereali, pasta e farina di mais, addizionati di acido folico.

In Europa la fortificazione degli alimenti è stata ed è oggetto di molto dibattito. Il Regno Unito ha approvato la fortificazione, volontaria e non obbligatoria, per la farina di frumento. Questo argomento era stato discusso già negli anni '90 quando la ricerche condotte dal Medical Research Council avevano dimostrato che l'uso di acido folico era associato a una riduzione dei difetti del tubo neurale fino al 72%.

Attualmente il Council for Responsible Nutrition inglese, un’associazione senza scopo di lucro che rappresenta l'industria degli integratori alimentari, non ha approvato la fortificazione obbligatoria delle farine, perché andrebbe ad includere l'intera popolazione modificandone l’alimentazione, al contrario dell’uso degli integratori che invece offre una strategia mirata e volontaria soprattutto per le donne.

L’Irlanda ha introdotto la fortificazione volontaria degli alimenti con acido folico, ma col passare del tempo il numero di alimenti fortificati è diminuito, e i casi di difetti del tubo neurale sono aumentati. In Svizzera, circa 250 prodotti alimentari sono volontariamente fortificati con acido folico.

In Italia è ammessa solo la fortificazione volontaria, seguendo la regolamentazione europea, e riguarda soprattutto i cereali da colazione, i biscotti e i prodotti per la prima infanzia.

L’acido folico riduce anche le malformazioni cardiache congenite

La nuova ricerca pubblicata su Circulation, è stata condotta in Canada, ed ha dimostrato come per le donne che durante la gestazione avevano consumato alimenti arricchiti con acido folico, il rischio di mettere alla luce bambini con difetti congeniti cardiaci era inferiore dell’11%, rispetto alle donne che non li avevano inseriti nella dieta.

L'associazione tra fortificazione alimentare con acido folico e la riduzione della prevalenza di difetti cardiaci è stata trovata solo per alcuni tipi di malformazioni: i difetti conotruncali, i restringimenti dell'aorta e in misura minore per i difetti del setto cardiaco.

Prima di questo studio, l'acido folico è stato più volte oggetto di ricerche che ne hanno messo in risalto la sua efficacia nel prevenire anche i difetti cardiaci congeniti nei neonati.

Queste malformazioni colpiscono circa l’1% dei neonati e rappresentano quasi un terzo delle morti infantili causate da anomalie congenite.

Uno studio ungherese ha dimostrato che i bambini nati con anomalie cardiovascolari era ridotto tra le donne che avevano consumato integratori multivitaminici contenenti l'acido folico, rispetto alle donne che avevano consumato solo integratori a base di oligoelementi.

Tuttavia, altre ricerche sull’argomento hanno mostrato risultati incoerenti sull'efficacia della fortificazione e dei multivitaminici contenenti acido folico rispetto all’incidenza di difetti cardiaci.

I dettagli dello studio

La ricerca è stata condotta su una popolazione composta da 5.901.701 donne con bambini nati, dopo almeno 20 settimane di gestazione, in Canada tra il 1990 e 2011. Dopo il controllo delle variabili quali l’età materna, il diabete mellito, la preeclampsia, il parto gemellare, e l'interruzione della gravidanza, l'effetto della fortificazione degli alimenti sulle malformazioni cardiache è stato studiato su circa 67.000 nascite.

Tra questi, i casi di malattia diagnosticati alla nascita e nella prima infanzia sono stati 72.591. I ricercatori hanno confrontato il numero di queste malformazioni prima e dopo il 1998, cioè l'anno in cui è stata approvata la fortificazione degli alimenti.

Il team di ricercatori ha scoperto che il tasso di prevalenza delle malformazioni cardiache è stato di 12,3 per 1000 bambini nati, con una diminuzione durante il corso degli anni, ad eccezione di difetti del setto atriale, che si sono dimostrati in aumento.

Gli effetti benefici dell’acido folico sono risultati evidenti per alcuni tipi di malformazioni cardiache; in particolare è stata trovata un’associazione tra il consumo degli alimenti arricchiti e una riduzione del 27% delle anomalie del tratto di efflusso del cuore, del 23% del restringimento dell'aorta, del 18% dei difetti atriali e del 15% in meno di malformazioni del setto atriale.

Nel complesso, la fortificazione alimentare con acido folico è stato associata con una riduzione dell'11% di malformazioni cardiache congenite.

Il consumo di integratori di acido folico può prevenire i difetti congeniti cardiaci?

Anche se la fortificazione alimentare con acido folico è stata realizzata in alcuni paesi principalmente per ridurre i difetti del tubo neurale, questo studio evidenzia che potrebbe avere un effetto positivo su alcuni tipi specifici di difetti cardiaci congeniti, piuttosto comuni.

Secondo il dottor Joseph, autore dello studio e professore presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della British Columbia, le donne che sanno di poter di rimanere incinte dovrebbero iniziare l'assunzione di integratori di acido folico, in quanto potrebbero non necessariamente ricevere un adeguato apporto di folati dalla dieta.

Oltre agli alimenti che contengono buone quantità di folati, l’acido folico può essere introdotto tramite supplementi. Ad esempio, vitadha-materna-quatrefolicVita DHA Materna è un integratore alimentare prodotto da Omegor  a base di DHA e di acido folico, ideale nel periodo pre-concezionale, ma anche durante la gravidanza e l’allattamento.

Ogni compressa del prodotto contiene ben 250 mg di Omega-3 DHA nella sua forma meglio assorbibile, e 400 mcg di acido folico in forma di L-metilfolato sale di glucosamina (Quatrefolic®)  la forma attiva e più biodisponibile dell’acido folico.

Basta assumere 1 perla al giorno per contribuire al corretto sviluppo del feto e al mantenimento dello stato di salute della madre.

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Fonte:  K.S. Joseph et al. “Effect of Folic Acid Food Fortification in Canada on Congenital Heart Disease Subtypes.”  Circulation


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