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Diabete di tipo 2: basta perdere peso per guarire?

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Il diabete di tipo 2, una delle malattie più diffuse in occidente, può essere sconfitto grazie ad una significativa perdita di peso. Secondo un nuovo studio, seguire una dieta fortemente ipocalorica per 8 settimane può invertire la malattia, riportando la concentrazione di glucosio nel sangue a livelli normali. Un risultato incredibile che mette in discussione l’idea che il diabete di tipo 2 sia una condizione cronica e irreversibile.

La ricerca, condotta da un team di ricercatori delle Università di Newcastle e Glasgow (Regno Unito) e della Lagos State University (Nigeria), è stata pubblicata sulla rivista Diabetes Care.

Diabete di tipo 2: la forma più comune della malattia

Il diabete mellito è una malattia cronica del metabolismo causata da un difetto nella produzione o nell’azione dell’insulina. Le più comuni forme di diabete sono quello di tipo 1 e quello di tipo 2.

Il diabete di tipo 1 è causato dalla distruzione delle cellule del pancreas che producono l’insulina ed è caratterizzato da una carenza assoluta di questo ormone. Quello di tipo 2, detto anche diabete non insulino-dipendente, è causato da una insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas o da una inadeguata risposta ad essa.

In entrambi i casi le cellule dei vari organi vengono private dell’energia necessaria al loro funzionamento; inoltre, l'aumento della glicemia, cioè il livello di glucosio nel sangue, provoca una serie di danni a carico di vari organi ed apparati.

Il diabete di tipo 2 rappresenta il 90-95% di tutti i casi di diabete. Si presenta in genere in età adulta e in particolare la malattia interessa le persone che hanno superato i 60 anni di età.

Negli Stati Uniti il 9,2% della popolazione è affetto da diabete di tipo 2. Gli italiani colpiti superano i 3 milioni.
Una serie di geni possono favorire la comparsa del diabete, oltre ad altre condizioni che ne aumentano il rischio di insorgenza, tra cui:

  • diabete gestazionale
  • alimentazione scorretta troppo ricca di grassi e zuccheri
  • fumo di sigaretta
  • eccessivo consumo di alcol
  • sedentarietà
  • età

Il diabete può dare complicanze che possono essere anche invalidanti o mortali, questo rischio può essere minimizzato mantenendo costantemente un buon controllo della glicemia e degli altri fattori di rischio, quali l'ipertensione e il colesterolo alto.

Nel trattamento del diabete tipo 2 un ruolo fondamentale interessa la dieta e l'attività fisica. La maggior parte dei casi di diabete di tipo 2, infatti, possono essere riconducibili all’obesità e a una vita troppo sedentaria.

Quando la correzione degli stili di vita non basta a controllare la malattia, è necessario ricorrere alle terapie farmacologiche. Molti di questi farmaci, come la metformina, servono a sensibilizzare l’organismo a rispondere in maniera più efficace all’insulina, oppure stimolano la secrezioni di insulina da parte del pancreas.

Sebbene con questi accorgimenti la glicemia possa essere mantenuta sotto controllo, il diabete tipo 2 è generalmente considerato come una condizione cronica inguaribile.

Il diabete di tipo 2 è reversibile?

Secondo il nuovo studio, durato 5 anni, “The Diabetes Remission Clinical Trial”, una dieta a bassissimo contenuto calorico potrebbe invertire il diabete mellito di tipo 2 e far tornare la concentrazione di glucosio nel sangue alla normalità.

La remissione della patologia è stata osservata nel 40% dei partecipanti alla ricerca, che hanno seguito per otto settimane un programma dietetico ed è rimasta stabile per almeno altri sei mesi.

Come ha spiegato uno degli autori dello studio, il professor Roy Taylor, i risultati hanno chiaramente indicato che quando il grasso corporeo totale è apparso diminuito a causa della dieta, i pazienti avevano immagazzinato una normale quantità di grasso sotto la pelle e la glicemia era tornata alla normalità. Mantenendo il peso sotto controllo anche dopo le settimane di trattamento, il glucosio non era aumentato di nuovo.

L’importanza di questi risultati è fondamentale soprattutto se si tiene conto non solo dell’impatto sulla salute delle persone, ma di quello sulla spesa sanitaria, come hanno precisato i ricercatori sulla rivista della American Diabetes Association.

Quanto costa la malattia?

Il diabete è stato scelto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come tema del 2016 durante la Giornata Mondiale della Sanità. In un rapporto pubblicato recentemente l’OMS ha sollecitato una maggiore azione per arrestare l'aumento della malattia i cui casi si sono quadruplicati dal 1980 ad oggi, raggiungendo i 422 milioni nel mondo.

Attualmente il servizio sanitario nazionale del Regno Unito spende circa 97 milioni di euro all’anno per i farmaci necessari a regolare i livelli di glucosio nel sangue dei diabetici di tipo 2, oltre al costo di pratiche mediche invasive e potenzialmente rischiose degli interventi chirurgici, come il bendaggio gastrico, mentre vengono ignorate le strategie per aiutare i pazienti a perdere peso rapidamente.

Analogamente la malattia è costata agli Stati Uniti circa 283.00 miliardi di euro solo nel 2012. È, inoltre, enorme il costo personale che le complicazioni del diabete possono causare, come ad esempio la perdita della vista, l’amputazione a carico degli arti inferiori e la malattia cardiovascolare precoce.

Alcuni dettagli della ricerca

Lo studio, sostenuto economicamente da una borsa di beneficenza da parte della Diabetes UK, ha coinvolto 30 soggetti colpiti da diabete di tipo 2 (da pochi mesi o da anni) i quali hanno seguito una una dieta a bassissimo contenuto calorico per 8 settimane.

In particolare, ai partecipanti è stato fornito un prodotto, creato una nota azienda alimentare, da assumere tre volte al giorno, contenente il 43% di carboidrati, il ​​34% di proteine e il 19,5% di grassi, con un contenuto calorico tale da fornire 624 kcal al giorno. Dopo 8 settimane di trattamento i pazienti hanno seguito una dieta isocalorica normale.

All’inizio dello studio ogni soggetto ha interrotto l’uso di tutti i farmaci orali. Dodici dei partecipanti hanno raggiunto un valore di glicemia a digiuno inferiore a 7mmol per litro, subito dopo il ritorno alla dieta isocalorica, e tredici soggetti hanno ottenuto questo risultato dopo sei mesi.

Il peso medio era sceso da 98 kg a 83,8 kg durante il periodo di trattamento ed era rimasto di 84,7 kg dopo sei mesi.

Il diabete di tipo 2 è guaribile se si perde peso

Secondo il professor Taylor, i risultati ottenuti dimostrano che il diabete di tipo 2 può ora essere interpretato come una sindrome metabolica potenzialmente reversibile, attraverso la sostanziale perdita di peso, e questo è un importante cambiamento di un paradigma, soprattutto in un’era in cui il diabete ha raggiunto proporzioni epidemiche.

Il prossimo passo sarebbe quello di vedere quale percentuale di persone con diabete di tipo 2 vorrebbe avvalersi di tale trattamento, e se la dieta può avere benefici a lungo termine. Sempre secondo il professor Taylor, infatti, non tutte le persone colpite dalla malattia, sarebbero disposte a modificare la propria alimentazione, ma per quelle che lo faranno, la salute metabolica ha buone probabilità di essere recuperata.

Fonte: S. Steven, K. G. Hollingsworth, A. Al-Mrabeh, L. Avery, B. Aribisala, M. Caslake and R. Taylor  “Very-Low-Calorie Diet and 6 Months of Weight Stab ility in Type 2 Diabetes: Pathophysiologic Changes in Responders and Nonresponders” Diabetes Care, April 2016, 39 (4)


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