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Emorragia chirurgica: gli integratori di olio di pesce sono sicuri e non aumentano il rischio di sanguinamento

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Secondo un recente studio, i supplementi a base di olio di pesce non aumentano il rischio di emorragia durante o dopo gli interventi chirurgici. Sebbene, infatti, gli integratori ricchi di omega-3 riducano la capacità di aggregazione delle piastrine nei soggetti sani, questo effetto biochimico non si riflette in un maggior sanguinamento, contraddicendo così alcune ricerche precedenti e smentendo la necessità di sospendere il consumo di integratori prima di operazioni o altri interventi invasivi.

Sono questi i principali risultati di una revisione della letteratura scientifica realizzata dai ricercatori dell’Aarhus University Hospital, in Danimarca. La ricerca, che ha analizzato i dati di numerose pubblicazioni riguardanti il legame tra integratori di olio di pesce ed emorragie, è stata pubblicata sul Danish Medical Journal.

Omega-3 e rischio di emorragia, un rapporto controverso

L'interesse per l'olio di pesce e gli omega-3 è aumentato nel corso degli ultimi decenni, da quando cioè il dottor Jorn Dyerberg e i suoi colleghi, nei primi anni '70, ne hanno segnalato i benefici cardiovascolari, studiando gli Inuit della Groenlandia.

Il dottor Dyerberg aveva anche trovato che questa popolazione mostrava tempi di sanguinamento significativamente più lunghi di quella danese.

Questo fenomeno è stato ampiamente studiato negli anni e mai del tutto chiarito, ed è ancora aperto il dibattito sulla necessità di interrompere o meno l’integrazione con olio di pesce prima degli interventi chirurgici o di altre procedure invasive.

Il meccanismo con cui gli omega-3 si inseriscono nel processo della coagulazione sanguigna si basa sul fatto che, dopo l'ingestione, l'EPA va a sostituire l'Acido Arachidonico nelle membrane delle piastrine, i piccoli componenti del sangue essenziali alla coagulazione e a bloccare l’eccessivo sanguinamento.

Questa sostituzione con EPA riduce il livello di una molecola del plasma, il Trombossano B2, che è un metabolita del Trombossano A2. Quest’ultimo stimola l'aggregazione delle piastrine, cioè la capacità di aderire l’una all’altra; di conseguenza il consumo di omega-3 potrebbe inibire questo meccanismo favorendo la perdita di sangue.

L’emorragia in chirurgia fa parte delle complicanze post-operatorie e sebbene sia poco frequente risulta essere causa di elevata mortalità. Le complicanze dell’eccessivo sanguinamento infatti sono responsabili di almeno 1/10 delle morti operatorie.

L’emorragia può iniziare prima, durante e dopo l’intervento e dipende dall’interazione tra la tecnica chirurgica e la capacità di emostasi del paziente.

L’emostasi consiste in una serie di eventi biochimici e cellulari che concorrono a bloccare la fuoriuscita di sangue da un vaso sanguigno lesionato.

Gli integratori di olio di pesce non aumentano il rischio di emorragia

La nuova revisione sistematica, pubblicata sul Danish Medical Journal, che ha preso in esame i dati di 16 studi condotti su pazienti sottoposti a chirurgia, ha rilevato che i supplementi a base di olio di pesce non aumentano il rischio di emorragie o di perdita di sangue.

Nessun studio analizzato aveva riportato, infatti, l’incremento di sanguinamento nei pazienti esposti a integrazione di olio di pesce in fase preoperatoria e/o postoperatoria, rispetto ai controlli.

Paradossalmente, due studi avevano invece dimostrato una riduzione della necessità di trasfusioni di sangue tra i pazienti che avevano ricevuto gli integratori, e, inoltre, l'esposizione all'olio di pesce è stata associata a un minor sanguinamento in uno studio di meta-analisi sulla chirurgia cardiaca.

Questi dati contrastano con quelli di alcune ricerche scientifiche che hanno trovato un’associazione tra gli integratori di omega-3 di origine marina e la riduzione dell'aggregazione piastrinica, che suggerirebbe un aumento del tempo necessario a formare i coaguli di sangue e a bloccare l'emorragia.

Secondo quanto riferito dagli stessi ricercatori danesi che hanno condotto lo studio, l'effetto biochimico degli integratori di omega-3, in persone sane, non si riflette in un aumento di sanguinamento durante la chirurgia, e quindi la ricerca non supporta la necessità di sospendere gli integratori di olio di pesce prima di interventi o altre procedure invasive.

Commentando tutto ciò Harry Rice, Vice Presidente dell'organizzazione per l’EPA e il DHA (Goed), ha espresso riconoscenza nei confronti degli autori dello studio.

"Non sorprende che i risultati confermino quelli di alcuni lavori che avevano riportato come l'olio di pesce non aumenti il rischio di emorragia. È particolarmente degno di nota il fatto che gli autori abbiano esaminato anche due studi che mostrano la necessità di ridurre le trasfusioni di sangue nei pazienti operati che assumevano olio di pesce” ha dichiarato Rice.

Dettagli più significanti dello studio

Sono stati inclusi nella revisione le pubblicazioni che includevano un minimo di 20 soggetti sani e quelle su pazienti sottoposti a chirurgia che avevano seguito un’integrazione con omega-3 da olio di pesce.

Tra le ricerche analizzate, quelle che avevano coinvolto persone sane dimostravano che, in generale, gli integratori di EPA e DHA sono associati con una riduzione dell'aggregazione piastrinica. I dati di due studi hanno evidenziato che questa aggregazione piastrinica si normalizza in due e tre mesi dopo la fine dell’integrazione.

"Ciò suggerisce che l'emostasi primaria è influenzata dall'esposizione all'olio di pesce per oltre dieci giorni, ossia la durata media delle piastrine, dopo la sospensione", hanno scritto i ricercatori.

L’emostasi primaria è il primo evento della emostasi, quello in cui il restringimento del vaso sanguigno favorisce l’agglomerarsi delle piastrine e la formazione del tappo piastrinico che inizia a bloccare la perdita di sangue.

“D'altro canto, nessun cambiamento in questa fase è stato osservato nei pazienti con malattie cardiovascolari che assumono supplementi di olio di pesce. Ciò indica che le piastrine di questi pazienti sono meno reattive al trattamento di olio di pesce, o che l’effetto degli integratori durante l’emostasi primaria è stato mascherato con i farmaci antitrombotici", hanno aggiunto i ricercatori.

Sebbene le fasi successive dell’emostasi siano stati poco indagate, nel complesso, l'integrazione di olio di pesce non ha avuto alcun effetto sulla emostasi secondaria o sulla fibrinolisi.

I risultati non supportano l’interruzione dell’integrazione prima della chirurgia

Secondo i ricercatori, lo studio di revisione non ha mostrato un aumento del rischio di emorragia post operatoria o durante l’intervento chirurgico, nei pazienti consumatori di integratori a base di olio di pesce.

Tuttavia, questi acidi grassi hanno ridotto notevolmente l'emostasi primaria nei soggetti sani, ma l'effetto biochimico degli integratori non ha aumentato il rischio emorragico durante la chirurgia. Secondo queste osservazioni quindi non è necessario interrompere il trattamento con integratori di olio di pesce prima degli interventi chirurgici.

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Fonte: K. Munk Begtrup, et al. No impact of fish oil supplements on b leeding risk: a systematic review “ 2017, Volume 64, Number 5:A5366  Danish Medical Journal


Articolo pubblicato in Operazioni chirurgiche ed è stato taggato con




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